sabato 18 luglio 2026
Scrivere gomito a gomito anziani e bambini della scuola primaria
lunedì 4 maggio 2026
martedì 11 novembre 2025
Bambini autobiografi: la scrittura di sé come viaggio educativo. Presentazione del libro di Astrid Valeck
Cosa
accade
quando i bambini diventano narratori della propria storia?
A introdurre e dialogare con l’autrice saranno Paola Casara, assessore alle politiche educative, e Maria Teresa Luongo, dirigente scolastica dell’Istituto. Insieme accompagneranno il pubblico in una riflessione viva sull’importanza di dare voce ai bambini e di accogliere, nella scuola, la potenza trasformativa delle loro narrazioni.
Nel suo libro, Astrid Valeck racconta un’esperienza pedagogica che nasce in classe e si apre alla vita. Bambini autobiografi mostra come anche i più piccoli possano scoprire, attraverso la parola scritta e condivisa, la propria unicità e la bellezza del raccontarsi.
Pagina dopo pagina, l’autrice intreccia l’autobiografia con pratiche educative come il debate, l’outdoor education, la philosophy for children e l’arte, tracciando un percorso che restituisce alla scuola il suo volto più umano: quello dell’incontro, della relazione, dell’ascolto reciproco. L’appuntamento sarà un momento di dialogo, emozione e scambio di esperienze, rivolto a insegnanti, genitori e a chiunque desideri riscoprire la forza educativa delle storie personali.
Un’occasione per ritrovare, attraverso la voce dei bambini e degli adulti che li accompagnano, il valore profondo della narrazione come forma di cura e di crescita condivisa.
lunedì 28 luglio 2025
Abitare la narrazione: l’autobiografia come stile educativo
martedì 10 giugno 2025
"Andare altrove restando qui": quando la lettura si fa autobiografia
Promosso dalla nostra APS "parolefatteamano", realtà attiva da ben tredici anni nella diffusione della cultura autobiografica in Romagna, e patrocinato dal Comune di Meldola, l'iniziativa si è rivelata un'opportunità preziosa per esplorare il valore intrinseco della scrittura autobiografica e la sua inaspettata relazione con l'esperienza della lettura.
Un viaggio tra
pagine e vita vissuta
Il laboratorio,
condotto da Ermes
Fuzzi,
autore del volume "Andare altrove restando qui" (Persiani
Editore, 2024), e formatore
della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, ha guidato
i partecipanti in un percorso affascinante. L'idea centrale è
semplice ma potente: quando leggiamo un romanzo, non siamo semplici
spettatori. In qualche modo misterioso, le storie che incontriamo si
connettono con la nostra vita, risvegliando ricordi, emozioni,
riflessioni. Ed è proprio nel momento in cui proviamo a mettere nero
su bianco la nostra esperienza di lettori che, quasi inevitabilmente,
ci ritroviamo a fare autobiografia.
Il laboratorio ha esplorato a fondo questi "nessi" tra ciò che si legge e ciò che la lettura riflette sulle singole esperienze di vita, utilizzando le metodologie autobiografiche per creare un dialogo generativo tra le diverse "culture individuali" dei partecipanti. Un'esperienza che si è rivelata non solo formativa ma anche profondamente arricchente sul piano personale.
Un libro in omaggio
e un invito alla riflessione
Un gesto apprezzato
dai partecipanti è stato l'omaggio del libro di Ermes Fuzzi, "Andare
altrove restando qui", offerto dal Comune di Meldola, un valore
aggiunto che ha permesso a tutti di portare a casa un pezzo di questa
significativa esperienza.I partecipanti
erano stati invitati a portare il proprio romanzo preferito, un
quaderno e una penna: pochi semplici strumenti per intraprendere un
viaggio dentro sé stessi, guidati dalle parole degli altri e dalle
proprie. L'iniziativa, già sperimentata con successo in diverse
occasioni, dimostra come la cultura autobiografica possa fiorire e
trovare terreno fertile in luoghi come le biblioteche, diventando un
ponte tra la narrazione altrui e la riscoperta della propria.
domenica 6 agosto 2023
Il lavoro raccontato dalle donne
le foto sono di Giuliano Guerra e Silverio Medri
Quest'anno le testimonianze raccolte dall'Associazione parolefatteamano di Meldola sono state tutte al femminile. Protagoniste della serata del 3 agosto, in una Arena al solito molto partecipata, sono state Cinzia Graziani, titolare di “Alimentari Greppi”; Ermen Bertaccini, proprietaria di “Ermen moda mare” con sede a Gatteo; e Maria Grazia Conti che ha fatto nascere l’az. “La Casaccia”. Tre meldolesi, tre imprenditrici che con la loro forza e capacità hanno dato vita a imprese commerciali e artigianali, non solo a Meldola. Grazie a queste ulteriori testimonianze si è ampliata la ricerca avviata dall’associazione parolefatteamano undici anni fa. Raccontare di lavoro è stata l’occasione per raccontare anche la vita e di come essa si intrecci con gli eventi storici, sociali, familiari. La parola “lavoro” si è legata così, indissolubilmente, alle singole identità, al senso di appartenenza, all'espressione di sé, alla passione. Storie comuni, ordinarie potremmo definirle, eppure uniche e straordinarie per i valori che esprimono e la forza interiore che le tre narratrici hanno dimostrato.
Il lavoro svolto dal gruppo di Biografi Volontari di parolefatteamano sta nel prendersi cura di queste storie nella consapevolezza che esse diventano patrimonio comune da custodire e restituire pubblicamente trovando in tal modo riconoscimento e valorizzazione. Con l’azione dei Biografi Volontari ogni narrazione orale diventa racconto scritto corredato da foto e documenti che difficilmente potrebbero essere conosciuti da un pubblico più vasto di quello strettamente familiare.
L’associazione, che da tanti anni è conosciuta per le sue attività, opera per la promozione della cultura autobiografica e biografica e, tra le tante iniziative, organizza laboratori di scrittura, corsi di formazione e ricerche biografiche territoriali. Le memorie raccolte dai Biografi Volontari sono custodite presso la Mnemoteca “Loris Venturi-Corrado Ghetti” nella biblioteca comunale “F. Torricelli” di Meldola. La Mnemoteca è uno spazio aperto a chi desideri lasciare in dono la propria storia di vita alla collettività.
L'iniziativa del 3 agosto, all'interno della rassegna comunale Arena sotto le stelle, si è svolta col patrocinio del Comune di Meldola e la collaborazione della Biblioteca comunale “Francesco Torricelli”.
Hanno dato voce alle storie le Biografe Laura Borghesi, Paola Borghesi e Stefania Severi; hanno aperto la serata il Sindaco Roberto Cavallucci e l'assessore alla Cultura Michele Drudi e Ermes Fuzzi, presidente dell’associazione parolefatteamano.
lunedì 19 giugno 2023
UN PRANZO D'AUTRICE PER PAROLEFATTEAMANO
Pranzo d’autrice
Loretta Buda
<<La buona cucina è un agente morale. Per buona cucina intendo la coscienziosa preparazione del semplice cibo della vita quotidiana». Esiste, nelle ricette, soprattutto in quelle di una volta, un modo impreciso di fornire le dosi, riassunto nella formula quanto basta. Sale, quanto basta. Olio, quanto basta. Farina, quanto basta; e via discorrendo. (...) Quanto basta è insomma il punto d'incontro e di equilibrio fra l'azzardo e il limite; la capacità di trovarlo è la qualità richiesta a chi cucina, e in esso c'è probabilmente anche il segreto della cucina come linguaggio e come forma di cultura.>>
Tornando al titolo del libro posso affermare che ieri , da Graziella, abbiamo partecipato ad un pranzo “d’autrice”, purtroppo non siamo riusciti a fermarci al “q.b.” (quanto basta); abbiamo trasceso ogni limite apprezzando e gustando ciascuna pietanza a conferma che la buona cucina è un agente morale e che il nostro essere insieme aveva uno scopo unico e inequivocabile: quello di accrescere la felicità di trovarci vicini in una gioiosa e generosa convivialità.
Un assaggio del libro....
“A un capo del tavolo troneggiava un’oca grassa e dorata e dall’altro, sopra un letto di prezzemolo un enorme prosciutto libero di cotenna e debitamente cosparso di pane grattugiato con accanto un bel tocco di manzo arrosto alle spezie.”1
1 Oretta Bangorzoni ,Pranzi d’autore, Minimum Fax
giovedì 4 agosto 2022
IL LAVORO RACCONTATO DALLE PERSONE, il 5° volume dell'associazione parolefatteamano APS
Emanuela Gasperini, Ettore Alessandrini, Roberto Zoli, Ivan Stagnani, Renato Cappelli. Questi i cinque meldolesi le cui storie sono raccontate nel 5° volume “Memorie di lavoro” a cura dell'associazione parolefatteamano APS. Il volume sarà presentato lunedì 8 agosto 2022 alle ore 21.00 presso l'Arena Hesperia a Meldola e sarà donato alla mnemoteca, recentemente intitolata a “Loris Venturi e Corrado Ghetti”, che ha sede presso la locale biblioteca comunale.
“Ogni racconto” spiega Ermes Fuzzi presidente dell'associazione “rievoca passaggi epocali che ognuno ha saputo definire in relazione alla professione svolta e al proprio percorso professionale. Grazie a questa quarta raccolta si amplia una ricerca avviata otto anni fa. Nelle storie narrate dai cinque protagonisti del libro la parola 'lavoro' si lega indissolubilmente alle singole identità, al senso di appartenenza, all'espressione di sé, alla passione, alla ricerca di condizioni di vita migliori. Ogni narrazione orale diventa racconto scritto corredato da foto e documenti che difficilmente potrebbero essere conosciuti da un pubblico più vasto di quello strettamente familiare”. Prosegue Astrid Valeck cofondatrice dell'APS “Il lavoro svolto dal gruppo di Biografi dell'Associazione “parolefattemano” sta proprio nel prendersi cura di queste storie nella consapevolezza che esse diventano patrimonio comune da custodire, restituire pubblicamente trovando in tal modo riconoscimento e valorizzazione”.
L'iniziativa, all'interno della rassegna comunale Arena sotto le stelle, si svolge col patrocinio del Comune di Meldola e la collaborazione della Biblioteca comunale “Francesco Torricelli” e vede la partecipazione delle Biografe Laura Arduini, Francesca Abbiati, Paola Scarpellini, Daniela Gaudenzi e della musicista Anna Di Iorio; sarà presente l'assessore alla Cultura Michele Drudi. Coordina la serata Astrid Valeck.
venerdì 21 gennaio 2022
Educare alla memoria non solo il 27 gennaio. Testimoni secondari e scrittura
Ogni
anno il 27 gennaio ci riconduce
alla grande ferita che tormenta la nostra memoria collettiva;
una
memoria che pesa e ci accompagna. Tante
sono le iniziative e i percorsi didattici proposti agli alunni e ai
cittadini, ma quest'oggi vorrei soffermarmi sulla scelta del Comune
di Forlì di intitolare -diversi anni fa- uno dei suoi Istituti
Comprensivi1
ad
una giovanissima donna uccisa ad Auschwitz: Camelia Matatia. Se ci
pensiamo bene è una scelta importante, significa dare profondo
valore alla capacità di orientare gli alunni a fare memoria. Negli
anni, all'interno
dell'Istituto Comprensivo,
si è creata una stretta sinergia con Roberto Matatia, nipote di
Camelia; è lui ad aver raccolto il testimone e, oltre ad aver
scritto due volumi2
dedicati alla storia della sua famiglia, è presenza infaticabile
all'interno delle scuole e non solo. Quella
della testimonianza è una tessitura che chiede tanta resistenza e
resilienza. Nel
caso di
Roberto Matatia lo è ancor di più perché lui non è un testimone
diretto, non ha vissuto in prima persona la deportazione ma, forse,
proprio per questo, ha sentito in modo molto forte l'imperativo
morale di dare voce a chi non c'è più e nulla avrebbe potuto
narrare di sé.
È
interessante comprendere
come Roberto Matatia sia
divenuto testimone a
sua volta, lui che degli aventi occorsi a parte della sua famiglia
nulla aveva saputo per larga parte della sua vita. Ricorda
la Lowenthal3
che anche il silenzio ha una sua memoria, fatta di gesti e di azioni
trasmesse attraverso l'educazione. Il
silenzio è una ferita che resta aperta, che non trova il modo di
essere sanata. Nella trama della vita e della memoria individuale e
collettiva è come se vi fosse una lacerazione e i lembi del tessuto
non possono essere riuniti e ricuciti, manca proprio un pezzetto di
tessuto. L'ordito va intrecciato nuovamente e questo è possibile
attraverso le storie. La
memoria vissuta diviene così memoria condivisibile.
A
volte, la memoria intesa come “appartenenza” arriva come uno
schiaffone, improvvisa, inaspettata. È come se ti scegliesse e
dicesse che tocca a te. Sollecita corde profonde che non attendevano
altro che di poter vibrare. Così si raccoglie il testimone e si
prosegue in questa infaticabile azione di rievocazione per aiutare a
costruire, in chi è nato dopo, quanto è da conoscere, per poter
riflettere e interrogarsi, e individuare pericolose trame nel proprio
presente prestando attenzione, affinché non si commettano gli stessi
errori.
Per
Roberto Matatia tutto è divenuto definitivamente chiaro attraverso
delle lettere scritte da Camelia ed arrivate a lui per una via
altrettanto singolare. Emerge prepotente il valore della scrittura,
capace di travalicare il tempo e rendere presente ciò che non c'è
più e chi non c'è più. Scrivere non è solo lasciare traccia,
affermare che si è esistiti e si è stati, ma è anche custodire
quelle tracce e dare loro nuova linfa. Raccogliere il testimone,
allora, è sì testimoniare con le parole in eventi o incontri
pubblici, ma è anche scrivere. Dare forma alla Storia attraverso la
narrazione di storie comuni, facendo in modo che queste storie
possano incontrare altre sensibilità (i lettori) e creare occasioni
di riflessioni.
Alcuni
anni
fa l'associazione
Paesaggi
Educativi
fece una ricerca4
tutt'ora attuale. Un
invito a tutti, adulti e bambini, a prestare attenzione a quanto
accade intorno a noi nel presente, ma anche
a
proiettarsi nel futuro, a
formarsi per divenire custodi e testimoni a propria volta. Vorrei
aggiungere un invito in più. L'attenzione e la cura per la memoria
non si esauriscono
in
una giornata di commemorazione.
Educare ed educarsi alla pace, al vivere insieme richiede tempo e
impegno quotidiano, passa attraverso le azioni e i gesti di ogni
giorno, anche i più piccoli.
1 Istituto Comprensivo n°8 Camelia Matatia di Forlì
2 I vicini scomodi. Storia di un ebreo di provincia, 2014 e Passerà, 2021
3 Lo strappo nell'anima, 2002
4 A cura di R. Taiola, Scuola: ripartire da Auschwitz, 2010
domenica 12 dicembre 2021
Scritture autobiografe di Sergio Giammarchi
SAPORI D'INFANZIA
martedì 9 novembre 2021
Ed ecco un altro laboratorio di scrittura autobiografica, questa volta a Forlì
giovedì 16 settembre 2021
Le foto dell'incontro "Memorie di vita e di migrazione al femminile" con l'autrice Astrid Valeck e la giornalista Lisa Tormena
domenica 13 dicembre 2020
GEMELLAGGI TRA MNEMOTECHE IN ITALIA
Lo scorso anno, proprio in occasione del 50° dallo sbarco sulla luna, siamo approdati ad Arco di Trento. Per la precisione a Bolognano dove ha sede la Mnemoteca del Basso Sarca.
Per noi un'occasione importante per ritrovare Beatrice Carmellini e Tiziana Calzà e per confrontarci su azioni comuni. Condividiamo, infatti, la creazione di una mnemoteca sui nostri rispettivi territori.
Di quel lungo e produttivo scambio abbiamo realizzato un video che vi lasciamo in visione, nella speranza di stuzzicarvi a venire a trovarci sia qui da noi a Meldola (FC) presso la mnemoteca di parolefatteamano sia a Massone di Arco (TN) dove ha sede la mnemoteca del Basso Sarca, e a dar vita nei vostri luoghi di residenza alla medesima iniziativa.
Astrid Valeck & Ermes Fuzzi
martedì 8 dicembre 2020
DEDICATO A LIDIA MENAPACE
Questo
breve ma significativo filmato, che abbiamo avuto la fortuna di
realizzare qualche anno fa, è dedicato a una donna le cui parole in
questa, come in innumerevoli altre occasioni, diventano anche la
rappresentazione di sé. L'antico motto plautino “nomen est omen”
sembra qui più che mai tangibile. La parola pace non solo fa parte
del suo nome ma, anche e soprattutto, del suo agire. Perché Lidia ci
teneva a dire che oltre ad essere ricordata come partigiana voleva
essere ricordata come pacifista. Non serve molto altro ad introdurre
la figura di una narratrice che evoca in modo così naturale i
momenti salienti di una esistenza fuori dal comune. Bastano, oltre
alle sue parole, le espressioni degli ascoltatori incantati a
decretarne l'irresistibile fascino.
Ermes Fuzzi e Astrid Valeck
sabato 22 settembre 2018
NOTIZIE DA ..."IN PUNTA DI PENNA"
| fasi iniziali di preparazione |
| i saluti dell'Assessora alla Cultura |
| Loretta Buda |
| Andrea Pari |
sabato 11 agosto 2018
ANDAR PER STORIE A MELDOLA - presentazione 8 agosto 2018
sabato 21 luglio 2018
Il DIARIO di GIUSEPPE PIVA
Qualche
tempo fa siamo tornati ad Arco di Trento, a far visita a Beatrice
Carmellini. È a lei e al suo infaticabile impegno che dobbiamo
l'idea e la guida nella nascita, a Meldola, della nostra Mnemoteca.
Di fronte alle nostre domande non si è mai risparmiata, e negli anni
c'è sempre stato un proficuo scambio.

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