sabato 18 luglio 2026
Scrivere gomito a gomito anziani e bambini della scuola primaria
lunedì 28 luglio 2025
Abitare la narrazione: l’autobiografia come stile educativo
sabato 28 giugno 2025
RISONANZA E AUTOBIOGRAFIA: una possibile “pratica” per la teoria di Hartmut Rosa
Il tempo è l’unica cosa
che nessuno,
ci può restituire.
Seneca
Sono
convinta che riflettere su di sé, recuperare il proprio passato,
scrivere la propria storia esistenziale siano un modo per decelerare
e entrare in risonanza con quanto ci circonda, recuperando le
relazioni che intercorrono tra noi e il mondo, tra noi e gli altri.
per proseguire la lettura
https://drive.google.com/file/d/1gDkZSBeUnmisi6Em_frP2ViiOYYmZWDe/view?usp=sharing
giovedì 31 ottobre 2024
Paesaggi interiori: un viaggio di scrittura e memoria tra genitori e figli
Il tema centrale è stato il “paesaggio”, inteso non solo come ciò che vediamo fuori ma come un elemento che ci avvolge, sia esternamente che internamente. Ogni paesaggio, con le sue sfumature, può diventare una metafora dell’interiorità: il luogo che abitiamo non solo modella il nostro sguardo, ma lascia un’impronta sul nostro mondo interiore. Così, durante la serata, i partecipanti hanno aperto questi “paesaggi interiori” agli altri, creando una connessione autentica, fatta di ascolto, empatia e assenza di giudizio.
Per i bambini, la presenza dei genitori è stata fonte di gioia: il privilegio di vivere un’esperienza scolastica in modo condiviso e intimo. Gli alunni, infatti, praticano con costanza la scrittura autobiografica dall’inizio della scuola primaria, mentre per i loro genitori è stata la prima esperienza.
Il laboratorio ha trasformato il tempo in un fluire senza cronologia, uno spazio dilatato che, in poco più di un’ora, ha dato l’impressione di essere un lungo viaggio fatto insieme.
Un’esperienza che ci ricorda il potere della scrittura autobiografica: portare alla luce ciò che custodiamo dentro e creare legami profondi grazie alla parola condivisa.
Astrid Valeck
lunedì 22 giugno 2020
LA SOGLIA - autobiografia e didattica a distanza
Il leitmotiv che ci sentiamo ripetere, in modo martellante, è quello di restare a casa.
Improvvisamente il fuori ci è sottratto, cambiano le possibilità, cambiano le prospettive.
La nostra attenzione è attratta dalle cornici che contornano i vetri ancora chiusi per il clima invernale. Così ci avviciniamo e siamo attratti da quel limitare che sta tra il dentro e il fuori, che ci porta a guardare lontano pur nella sicurezza del luogo che ci accoglie.
In direzione di quell'orizzonte che è già futuro e invita a spiccare il volo, che ci chiede di saper aspettare e di limitarci ad osservare con attenzione quanto quel rettangolo ci mostra.
...pezzetti di vita, ...frammenti di assenza, ...suoni che appaiono e altri che spariscono prendono forma sui quaderni dei bambini seduti davanti ad una delle finestre della loro casa, unico collegamento con il mondo di fuori.
Oggi vi lascio con due pagine di diario scritte da due alunne della classe 4 della scuola Primaria “R. Follereau” - IC n°8 “Camelia Matatia” di Forlì
Astrid Valeck
Sono le 15:00 di pomeriggio, è una bella giornata di sole, affacciandomi dal terrazzo della cucina sulla sinistra vedo numerose case e palazzi tutti colorati che mi mettono allegria, mentre se guardo dritto in lontananza vedo un grande campo verde, dove gli alberi sono ancora spogli perchè la primavera è appena iniziata. Vicino ai campi c'è anche uno sgambatoio, dove le persone che abitano in questa zona possono portare i loro cani a correre e giocare liberamente. Se rimango in silenzio riesco a sentire il cinguettio degli uccellini che volano tra gli alberi e il soffio del vento. Invece se osservo dal terrazzo della camera di mia mamma vedo la via in cui abito, tutta circondata da tante case. Di solito nelle belle giornate di sole sento tanti bambini che giocano insieme nel parchetto vicino al mio condominio; mentre in questi giorni a causa della brutta situazione che stiamo vivendo per la strada non c'è quasi più nessuno, sento solo il silenzio e questa cosa mi rende molto triste. Gli unici rumori che sento sono le poche macchine che passano e le voci dei miei vicini che si parlano dai balconi.
È mattina, mi sono appena svegliata. Guardo dalla finestra attirata dal canto degli uccellini che svolazzano tra gli alberi del mio giardino in cerca di cibo. Sposto lo sguardo più avanti e vedo la vigna, dopo la strada, tutta spoglia e senza colori, senza foglie e senza uva. Guardando a destra della vigna vedo un prato pieno di colori, dove un po’ di tempo prima siamo andati io, le mie sorelle e mia mamma a fare un pic-nic sull’erba e dove abbiamo raccolto alcuni fiori di diversi colori. Mi colpisce una luce in pieno viso, è il sole che mi saluta di primo mattino. Vedo il mio giardino dove i nostri cani giocano in mezzo ai colori squillanti dei fiori. Allora torno dentro casa piena della bellezza della natura, pronta a passare una giornata piena di felicità.





