giovedì 17 settembre 2026
L'autobiografia comincia quando incontriamo uno sconosciuto
martedì 8 settembre 2026
PAROLEFATTEAMANO PER GLI ADOLESCENTI. Laboratori di arte e autobiografia a cura di Laura Fuzzi e Astrid Valeck
La materia come soglia: superare il "non sono capace"
La materia come soglia: superare il "non sono capace"
La
prima risposta sta probabilmente nel come abbiamo proposto
l'incontro tra arte e scrittura. Quando la parola si blocca, la
materia offre una via d'uscita. Proporre tecniche originali e
accessibili come la cianotipia, la scrittura epistolare illustrata o
la rilegatura artigianale di un diario di viaggio non è stata una
scelta puramente estetica, ma una precisa strategia metariflessiva.
Il
fare manuale sposta l'asse dell'attenzione: mentre le mani sono
impegnate a stratificare carte e trasparenze, le difese razionali si
allentano. Non c'è la pressione della performance artistica né la
ricerca di quella perfezione estetica a cui i social media spesso li
costringono — dove ogni immagine, pensiero o vissuto deve essere
"filtrato" e curato per ottenere l'approvazione degli
altri. Al contrario, il laboratorio ha proposto una logica opposta.
Nella cianotipia o nella
rilegatura artigianale, la macchia di colore, la sbavatura o il
foglio tagliato leggermente storto non sono errori da eliminare, ma
tracce uniche del proprio passaggio. L'errore diventa parte del
processo educativo. Sperimentare che la propria storia può prendere
forma attraverso un oggetto tangibile permette ai ragazzi di
guardarsi da fuori, scoprendo che quel "non sono capace"
era solo una postura di difesa, subito scardinata dalla meraviglia
del vedere il proprio mondo interiore impresso su carta.
Uno spazio protetto dal
giudizioIl
secondo elemento invisibile ma potente è stata la costruzione del
clima di gruppo. In un'età in cui lo sguardo dell'altro può ferire,
il laboratorio si è strutturato come un'oasi non giudicante.
L'alternanza metodologica tra il momento intimo della scrittura di
sé, lo stimolo creativo e la successiva condivisione ha permesso a
ciascuno di regolare la propria distanza emotiva.
I
ragazzi sono tornati perché hanno trovato un luogo in cui essere
autentici. La frammentazione tipica del vissuto
adolescenziale ha trovato una ricomposizione negli elaborati finali:
biglietti e diari densi di cura, originalità e forte espressività
personale. Vedere la propria storia accolta dai compagni ha trasformato la fatica dello scrivere in un bisogno
di esserci.
La restituzione: dal
laboratorio alla comunitàL'atto
finale di questo percorso ha svelato la valenza più profonda della
metodologia autobiografica: la cura del legame. Gli elaborati non
sono rimasti custoditi nel segreto delle borse, ma sono diventati una
mostra partecipata e aperta alle famiglie presso la Biblioteca
"Plebino Battanini" di Castrocaro Terme e Terra del Sole.
Donare
parte delle proprie opere alla biblioteca affinché continuino a
parlare ai lettori futuri significa compiere un atto di cittadinanza
poetica. Il messaggio pedagogico forte che resta ai ragazzi è: la
tua storia ha valore, è un dono per la comunità, merita di occupare
uno spazio pubblico. È questa circolarità, questa dignità data
al loro vissuto, che trasforma un semplice laboratorio in
un'esperienza di crescita e benessere che i ragazzi scelgono,
incontro dopo incontro, di abitare.
domenica 30 agosto 2026
PAROLEFATTEAMANO NELLE SCUOLE SECONDARIE DI 2° GRADO. La nostra formatrice Astrid Valeck ha condotto i laboratori dal titolo "Insieme alla scoperta del genere"
Si riporta di seguito il contributo di Primula Lucarelli coordinatrice del progetto.
"Insieme alla scoperta del genere" è il progetto che la Provincia di Rimini offre alle scuole secondarie di 2° grado per avvicinare i ragazzi alla conoscenza dei pregiudizi e degli stereotipi utilizzati in ogni contesto per "legittimare" la diversità di opportunità che maschi e femmine incontrano nel loro percorso di vita. Le differenze esistono e sono le benvenute fino a quando non si trasformano in diversità nell'accesso alla formazione, alle professioni, alle opportunità di carriera, alle retribuzioni, alle libertà individuali. Per aiutare ragazzi e ragazze di 15 anni, frequentanti 2 classi del Liceo linguistico e Economico sociale G. Masina, a riconoscere in modo delicato i condizionamenti culturali che orientato il loro cammino, abbiamo fatto ricorso alla scrittura autobiografica, attraverso un laboratorio condotto da Astrid Valeck. Gli incontri, 6 in ciascuna classe, sono stati straordinariamente partecipati: i ragazzi hanno accolto le sollecitazioni, hanno scritto, hanno condiviso i loro pensieri; nel confronto libero dal giudizio, hanno compreso le diverse esperienze. E questo scrivere di sé e condividere, ha regalato loro una più profonda reciproca conoscenza. Sono stati raccolti i frutti desiderati: maggiore consapevolezza del carattere culturale di ciò che definiamo "genere"; una più autentica conoscenza dei compagni, presupposto di un positivo clima di classe; una sollecitazione a continuare a scrivere di sé come strumento di riflessione personale. Il percorso, collocato all'interno del curriculum di educazione civica, è stato progettato insieme all'insegnante di lettere, così da perseguire contestualmente anche i risultati di apprendimento di quella disciplina.
mercoledì 19 agosto 2026
L'AUTOBIOGRAFIA COME ESERCIZIO DI COMUNITÀ. Dare voce ai vissuti, custodire la memoria e trasformare un'esperienza condivisa in una storia che continua a educare.
Dare
voce ai vissuti
Le
parole costruiscono identità
La
memoria ha bisogno di una forma
Dalla
traccia esterna alla traccia interiore
Il
contesto del progetto
giovedì 6 agosto 2026
La scrittura autobiografica come strumento di crescita personale e didattica nella scuola secondaria di primo grado
Enrica Malerba
* Classe 1A Scuola secondaria di primo grado C. Sforza - Ic1 Forlì
lunedì 27 luglio 2026
Progetto A.G.E.S. - Anziani e Giovani per l’Educazione e lo Scambio Programma Formativo Laboratorio Narrazione biografica e autobiografica “Dall’individuale al sociale, dalla memoria del passato al qui ed ora”
Tra ottobre 2025 e aprile 2026, in accordo con l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Tonino Guerra” di Novafeltria rappresentato dal Vice Preside Prof. Michele Bruno, ha preso vita un percorso formativo rivolto agli studenti di una classe IV^ grazie alla collaborazione tra l’APS parolefatteamano di Meldola (FC) nella persona del Presidente e formatore Ermes Fuzzi, e l’ ODV Il Borgo della Pace di Novafeltria (RN) rappresentata dalla Presidente Maria Letizia Valli e da Lidia Gualtiero ex insegnante e formatrice socia fondatrice dell’ODV.
Finalità del progetto è stata quella di fornire agli studenti le conoscenze e le competenze basilari della ricerca sociale seguendo l’approccio della metodologia autobiografica per la raccolta di racconti delle donne anziane dell’Alta Val Marecchia nel tentativo di valorizzare il contributo della presenza femminile nel processo di costruzione del tessuto sociale ed economico locale nel dopoguerra. Un lavoro di formazione per far emergere l’aspetto di genere e la consapevolezza dei vissuti non solo in riferimento al passato, ma anche nella prospettiva di una riflessione sul ruolo della donna nel contesto attuale. La raccolta di racconti autobiografici, oltre a contribuire alla costruzione di un giacimento di memoria locale, serve a sviluppare processi di consapevolezza ed identità sollecitando una trasformazione sociale grazie alla riscoperta delle memorie individuali che vanno ad intrecciarsi con la memoria collettiva. Dopo una prima fase di scritture di sé condotte in classe gli studenti hanno avuto la possibilità di sperimentare in prima persona le particolarità che scaturiscono dalla scrittura autobiografica. Successivamente hanno studiato e sperimentato le fasi del colloquio narrativo in ambito laboratoriale per poi condurre il colloquio con una narratrice precedentemente individuata. Maria Letizia Valli insieme al Vice Preside Michele Bruno e ai formatori Lidia Gualtiero ed Ermes Fuzzi hanno dapprima introdotto alle tematiche della ricerca presso l’aula magna dell’Istituto scolastico raccogliendo osservazioni e domande da parte degli studenti. In seguito i formatori hanno hanno accompagnato la classe per 4 incontri della durata di tre ore ciascuno a cadenza settimanale sia nella prima fase di sperimentazione della scrittura autobiografica sia nell’uso degli strumenti operativi per la conduzione in autonomia di un’intervista narrativa. L’ultima parte del progetto sarà dedicata alla rielaborazione dei materiali raccolti nel tentativo di trasformarli in racconti fruibili da chiunque mantenendo l’autenticità e il linguaggio scelto dalle narratrici. Seguirà un momento di restituzione pubblica che si potrebbe concretizzare nei primi mesi del nuovo anno scolastico e che sarà preceduto da un nuovo post sul nostro blog.



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