giovedì 12 settembre 2019

IN PUNTA DI PENNA per NELLO FORLIVESI



 ...GRAZIE ....


Grande partecipazione alla presentazione del libro "Diario di guerra del fante Nello Forlivesi" nella nuova biblioteca Francesco Torricelli di Meldola martedì 10 settembre. Tante emozioni hanno coinvolto il pubblico durante la lettura di alcuni stralci del diario.

Un grazie a Carmen stimatissima bibliotecaria, all'Amministrazione Comunale di Meldola rappresentata dall'Ass. alla Cultura Michele Drudi e dal Sindaco Roberto Cavallucci. 

Grazie a Mario Proli che ha saputo introdurre con passione e conoscenza i tragici fatti di Cefalonia a cui scampò il Forlivesi. 

Grazie ad Alessandro Cogoli che ha curato l'edizione per Diogene Book. 

Grazie a Forlivesi Viviana e a Giuseppe Fabbri per aver reso possibile la realizzazione di questo testo che valorizza con amore e fedeltà le parole del diario. 

Grazie a Zoli Anna classe '29 e moglie di Nello Forlivesi in prima fila attenta e partecipe. 

Grazie al foltissimo pubblico intervenuto. Peccato per qualcuno che è dovuto rimanere in piedi. 

Era la prima volta che si presentava un libro nella nuova sede della biblioteca e l'APS PAROLEFATTEAMANO ne è stata la promotrice. Prossimo appuntamento venerdì 18 ottobre ore 16,30 con Clara Piacentini che presenta il suo libro "Una farfalla con le stampelle" edizioni Mimesis. 

Vi aspettiamo numerosi.


martedì 27 agosto 2019

IN PUNTA DI PENNA: DIARIO DI PRIGIONIA



“DIARIO DI PRIGIONIA  DEL FANTE NELLO FORLIVESI ”  

Presentazione del volume : martedì ' 10 Settembre  ore 20.45 

presso la biblioteca comunale " F. Torricelli" di Meldola. 





sabato 17 agosto 2019

Casteldelci, l'invito alla visita prosegue

A volte si arriva negli stessi luoghi, nello stesso momento, per vie differenti. Senza essersi dati appuntamento si è accolti dalle medesime atmosfere.
Le colline del forlivese che da Santa Sofia portano a Bagno di Romagna, le Balze e infine Casteldelci. Meta cercata e voluta sebbene, per alcuni di noi, totalmente nuova. 
I residenti ci avvisano che possiamo raggiungere la casa-museo con un breve tratto a piedi di circa un chilometro. Si dimenticano di dirci che è completamente in salita, che il "chilometro" si allunga come un elastico e che sotto il sole cocente del primo pomeriggio la cima ...pare un miraggio. Sicuramente il pranzo è metabolizzato velocemente e quanto ci attende vale il percorso intrapreso.
Aggiungiamo al suggestivo invito di Loretta un breve filmato per stuzzicare ulteriormente a raggiungere questo piccolo borgo capace di dare vita a una casa-museo che è una mnemoteca ricca di memoria, di voci, di fonti...

mercoledì 14 agosto 2019

AGOSTO..." non di solo mare....." Loretta Buda





AGOSTO: “non di solo mare....”



Loretta Buda 



"C'è un silenzio che dura
sulle piante e sui colli.
Ci sono acque e campagne...
E' una terra che attende
e non dice parola."
.....
..Cesare Pavese








E’domenica mattina. Io e mio marito,  volgendo le spalle al litorale, che immaginiamo  brulicante di turisti,  ci dirigiamo verso il Montefeltro persuasi che ci offrirà uno scenario suggestivo e ricco di opportunità   culturali. Attraversiamo il “mondo” di Tonino Guerra   in un susseguirsi  di campi coltivati, boschi,pascoli, pievi e palazzi; suggestioni che scorrono lungo quel fiume[1]  che guidò Rico e Zaira  verso il mare [2] .
Come meta, optiamo per Casteldelci. Una scelta casuale che ci regala un itinerario che si snoda  in un incantevole paesaggio collinare/montuoso costellato da rocche  e borghi che   ispirarono , sempre a Tonino Guerra, il libro delle chiese abbandonate[3].
Affiancati da  un Marecchia sassoso e assetato arriviamo nella valle del Senatello dove , alzando lo sguardo verso un cielo dall'azzurro sfrontato, vediamo, abbarbicato su uno  sperone roccioso,  Casteldelci.
Scopriamo che è un  comune con quattrocento abitanti che vanta un minuscolo centro storico, due vie , una chiesa e un Ufficio Turistico.
All'Ufficio Turistico   ci informano che un’antica abitazione , posta al centro del paese, ospita la Casa – Museo  dove, alla sezione archeologica, sono state affiancate nuove sezioni dedicate alla storia recente  di quel territorio posto a confine con tre regioni (Marche , Toscana e  Romagna).  Nelle  stanze della casa  viene  custodita e rappresentata la memoria della vita nella vallata prima e durante la II guerra con particolare attenzione agli eccidi che l’ hanno insanguinata nella Primavera/Estate del 1944.
Varchiamo il portone contraddistinto dal numero civico 16/a , nell'ingresso, arredato con la stessa cura di un’abitazione privata , non troviamo la consueta biglietteria. Non appare nessuno, ma sentiamo  voci indistinte che salgono dal basso. Ignorando i rimbrotti di mio marito, scendo una ripida e stretta scala di pietra che si conclude  in una grande cucina perfettamente ammobiliata dove spicca un grande focolare
Le voci si fanno più chiare , ma la stanza è vuota; nonostante mi renda conto che il vocio che si diffonde nell'ambiente non appartiene  a persone fisicamente presenti , mi affaccio alla finestra per un’ulteriore verifica, ma la strada è deserta e l’acciottolato rimanda un calore implacabile. Mi lascio trasportare dalle voci e dai suoni  che si aggiungono al conversare femminile. Sono rumori domestici : l’acciottolio di piatti che vengono lavati , lo scroscio dell’acqua versata dal secchio, il martellare ritmato del mattarello sul tagliere. Mi avvicino agli armadi aperti e accanto a foto e oggetti  leggo   la storia delle cose esposte  e delle persone raffigurate. Sono sorpresa ed emozionata  e per comprendere la magia che sprigiona   quel luogo devo risalire in cima alle scale e   "rileggere" tutto da capo






v "Nella primavera del 1944 il piccolo paese di Fragheto, sull’Appennino Tosco-Romagnolo, fu travolto da un’ondata di terrore. Durante la strage nazi-fascista del 7 aprile furono trucidati quasi tutti i civili della borgata e il fuoco bruciò le case, mandando in fiamme coperte, mobili, ricordi.

v  Si è voluto  creare uno spazio concepito in maniera innovativa, capace di documentare e allo stesso tempo di trasmettere emozioni non passeggere, un percorso nella vita e nella memoria della vallata, prima e dopo il secondo conflitto mondiale.

v  Il Museo è molto poco tecnologico: si basa su suggestioni semplici basate sul contrasto luce/ombra, silenzio/voci, pieni/vuoti, pochi oggetti evocativi. Al contrario di ciò che viene richiesto in molti musei, l’invito rivolto al visitatore è quello di toccare, aprire i cassetti, scoprire le fonti del suono, leggere i documenti, con l’unica regola di trattare con rispetto i materiali e riporre tutto con cura.  I curatori hanno  cercato di utilizzare i documenti, le fotografie, i suoni, le voci, dando una “forma” ispirata allo “stile” poetico ed artistico della compagnia teatrale ALCANTARA, che da sempre parla ad un pubblico traversale, senza distinzioni di età."

http://www.lavalmarecchia.it/visita/casteldelci/casa-museo.html



Un invito a scoprire le storie di vita racchiuse nei cassetti .









In un armadio a muro   sono stati disposti e sono consultabili documenti riguardanti le formazioni partigiane che operavano in zona, i reparti tedeschi responsabili delle stragi, unitamente alle milizie fasciste fiancheggiatrici. 


 All'interno degli armadi a muro e nelle nicchie si possono trovare documenti d’epoca in fotocopia, fotografie, lettere dal “fronte”, pagelle scolastiche, tessere annonarie, tutti materiali da leggere e consultare. Ed altre informazioni sono fornite da apparecchi telefonici e congegni acustici che si attivano sollevandoli.



Sui muri delle due stanze superiori disegni e graffiti mappano i luoghi degli eccidi. Un angolo con panche, sedie e tavolino induce a sostare per riflettere sull'esperienza vissuta all'interno del museo.


Sebbene le “ cose” da dire e gli argomenti da approfondire siano ancora tanti preferisco concludere  la mia descrizione con un invito al viaggio e   una citazione   Pier Paolo Pasolini.   


"Noi siamo un paese senza memoria. Il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell'oblio dell’etere televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo per le sue contorsioni, per le sue conversioni. Ma l’Italia è un paese circolare, gattopardesco, in cui tutto cambia per restare com'è. In cui tutto scorre per non passare davvero. Se l’Italia avesse cura della sua storia, della sua memoria, si accorgerebbe che i regimi non nascono dal nulla, sono il portato di veleni antichi, di metastasi invincibili, imparerebbe che questo Paese è speciale nel vivere alla grande, ma con le pezze al culo, che i suoi vizi sono ciclici, si ripetono incarnati da uomini diversi con lo stesso cinismo, la medesima indifferenza per l’etica, con l’identica allergia alla coerenza, a una tensione morale."

Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, 1975







  1.  Marecchia
  2.  Tonino Guerra, "E' viaz", Maggioli editore , Rimini 2003
  3. Tonino Guerra “Il libro delle chiese abbandonate” Maggioli editore , Rimini 2005


mercoledì 19 giugno 2019

SCRIVERE FA BENE ALLA VITA...ma bisogna pur mangiare 2019


13 giugno 2019 




«Non ci invitiamo l’un l’altro per mangiare e bere semplicemente, ma per 

mangiare e bere insieme» Plutarco 







Il  cibo come piacere condiviso, 



domenica 19 maggio 2019

ANDAR PER STORIE A MELDOLA.





 ANDAR PER STORIE   

Quello di ieri mattina è stato un "Andar per storie" riuscitissimo; un po’ di caldarroste e un bicchiere di brûlé avrebbero reso l’atmosfera ancor più  intima e in linea  con il meteo che impunemente continuava a rovesciare pioggia.
 L'opportunità di ritrovarci nella nuova sede della biblioteca Torricelli è  stato già  molto emozionante e piacevole ; un piacere che si conferma e si  rinnova ad ogni incontro, un piacere pro-vocato dai racconti che legano e collegano le storie individuali in una narrazione corale la quale , a sua volta, rafforza la relazione fra i soggetti  e ridisegna paesaggi territoriali. 
  I biografi: Laura Arduini, Laura Di Gianni e Maris Senzani Pezzi hanno presentato le biografie di Roberto Raccagni, Walter Turci e Valerio Aldini.
I testimoni nel loro narrare, hanno sottolineato come le qualità personali,  il modo di lavorare, la loro determinazione nelle scelte fondamentali  della vita,  si siano  intrecciate con un particolare momento storico-sociale che ha favorito la realizzazione di  attività vincenti.

Le storie di vita si collocano infatti,  all'inizio  degli anni 70, pochi  anni prima della fine del miracolo economico ; una fine che andò di pari passo con una pesante crisi sociale, ma Roberto, Walter e Valerio,  nonostante gli impegni gravosi riuscirono a coltivare interessi e a realizzare le loro aspirazioni.
Non sono mancati i ricordi di guerra che hanno avuto, come pretesto narrativo, il ritrovamento di oggetti di uso comune che “nel loro silenzio docile" hanno dimostrato, come sostiene Catherine Bateson,[1] che le dimore autobiografiche vanno , innanzitutto arredate con le loro presenze.   
In conclusione ribadiamo che a Meldola, continuando ad "andar  per storie",  lasciamo tracce  del nostro passaggio nel territorio e nel mondo: tracce che evocano il passato, diventano ricordo e nel contempo si sporgono con forza prospettica verso il futuro, diventando  ancoraggio per nuovi progetti che noi  tutti accoglieremo e insieme faremo crescere. 

l.b.











[1] Comporre una vita Feltrinelli

venerdì 10 maggio 2019

Andar per storie...a... Meldola Maggio 2019





ANDAR PER STORIE 


Sabato 18 Maggio ci incontreremo  nella nuova sede della biblioteca F. Torricelli, uno spazio accogliente dove sarà possibile confrontarsi, conversare e raccontarsi.
Nell'occasione saranno presentate le storie di vita  di Valerio Aldini, Guido Neri, Roberto Raccagni,  Giampiero Ruscelli e Valter Turci. Storie raccolte e curate da: Laura Arduini, Laura Di Gianni, Ermes Fuzzi, Maris Senzani Pezzi e  Loris Venturi.