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lunedì 28 luglio 2025

Abitare la narrazione: l’autobiografia come stile educativo

Dedichiamo il nostro post di oggi alla recente pubblicazione della rivista AUTOBIOGRAFIE (ed. Mimesis) che dedica il numero di luglio 2025 alle pratiche autobiografiche nella scuola. 
Tra i tanti contributi c’è “Abitare la narrazione: la trasversalità dell’autobiografia tra teoria e pratiche” di Astrid Valeck che, con le sue parole, ci accompagna in un viaggio intenso dentro l’autobiografia come pratica quotidiana nella scuola dell’infanzia e nella primaria.


Astrid non parla “dall’alto”, ma “da dentro”: da chi vive ogni giorno con i bambini, sperimentando la narrazione come strumento di cura, ascolto e costruzione di identità. Dalle storie che prendono forma tra gli spazi condivisi della scuola dell’infanzia fino ai testi scritti nella primaria, il filo rosso è uno solo: raccontarsi per crescere, riconoscersi, stare bene.
Un articolo che intreccia riferimenti pedagogici, suggestioni letterarie e pratica concreta, mostrando come l’autobiografia possa diventare un vero e proprio sfondo integratore capace di tenere insieme emozioni, conoscenze e relazioni.
Da leggere se si ama la scuola che ascolta, accoglie e crea senso a partire dalle storie.

sabato 28 giugno 2025

RISONANZA E AUTOBIOGRAFIA: una possibile “pratica” per la teoria di Hartmut Rosa


(Astrid Valeck)

Il tempo è l’unica cosa che nessuno,

nemmeno una persona riconoscente,
ci può restituire.
Seneca


Sono convinta che riflettere su di sé, recuperare il proprio passato, scrivere la propria storia esistenziale siano un modo per decelerare e entrare in risonanza con quanto ci circonda, recuperando le relazioni che intercorrono tra noi e il mondo, tra noi e gli altri.

La mano che scrive – per quanto il gesto grafico possa essere rapido – chiede un movimento che costringe il pensiero a sostare, in attesa che l’inchiostro prenda forma sulla carta.

In questa sospensione, che apre inevitabilmente alla riflessione, si realizza quello che Mezirow definisce apprendimento trasformativo (2016): un processo che ci permette di rileggere in modo metariflessivo le nostre esperienze e ripensare i presupposti con cui interpretiamo la realtà. Di fatto ci apre a nuove prospettive di senso.
L’autobiografia, secondo questa chiave interpretativa, rappresenta uno strumento privilegiato per attivare cambiamenti profondi nel modo di vedere sé stessi e il mondo.

per proseguire la lettura 

https://drive.google.com/file/d/1gDkZSBeUnmisi6Em_frP2ViiOYYmZWDe/view?usp=sharing


lunedì 12 luglio 2021

MEMORIE DI VITA E DI MIGRAZIONE AL FEMMINILE sarà presentato il 14 luglio 2021

 Il 14 luglio 2021 alle ore 21.00 nell'Arena Hesperia di Meldola sarà presentato il libro "Memorie di vita e di migrazione al femminile" (Persiani editore).

Il volume è frutto delle ricerche biografiche condotte da Astrid Valeck per l'APS parolefattemano. L'associazione, già molto conosciuta localmente, è punto di riferimento sul territorio della nostra provincia come in quelle limitrofe per la promozione della cultura autobiografica e delle biografie territoriali; opera in stretta collaborazione con la Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari. "Memorie di vita e di migrazione al femminile" è un libro dedicato alle donne, alla città di Meldola e alla migrazione al femminile con protagoniste: Corinna Casi, Elsa Calboli, Eva Marie Søndeena Bazzocchi, Mihaela Chiriac, Maricica Avram, Emelda Iheoma, Okeh, Valentina Stagnani.
Modererà la serata Gabriele Zelli, saranno presenti l'assessore alla Cultura  Michele Drudi, l'autrice Astrid Valeck, Ermes Fuzzi per l'APS parolefatteamano e l'editore Paolo Persiani.

"Questo libro racconta di viaggi e il viaggio, si sa, accompagna la storia dell’umanità fin dai suoi albori. Eppure, nota Astrid Valeck, autrice del volume, sono perlopiù gli uomini a raccontare i propri movimenti nel mondo. E le donne, perchè si spostano anche loro, cosa hanno da raccontare? Questa domanda è lo stimolo stesso che ha spinto l'autrice a raccogliere le storie di cui il libro e intessuto. Il tema del viaggio, che si trasforma spesso in migrazione, è il punto di avvio di una serie di incontri tra l’autrice e sette donne a cui viene chiesto di narrare la propria storia. La proposta arriva a loro perchè hanno almeno due cose in comune: hanno compiuto un’esperienza migratoria e nelle loro traiettorie Meldola (FC) è un posto significativo, punto di partenza per alcune e di approdo o di passaggio per altre. Sono tanti i Paesi che, come luoghi di origine o di destinazione, possiamo attraversare nei racconti delle donne coinvolte: l’Italia, ovviamente, ma anche la Francia, la Romania, la Norvegia, la Finlandia, la Nigeria e il Canada. Una delle cifre di questo testo è proprio nella pluralità che narra, capace di fare dismettere etichette e stereotipi spesso attribuiti alle donne migranti, effetto ottenuto anche mediante la scelta originale di tenere insieme storie di emigrazione e di immigrazione da e verso l’Italia. Le storie che compongono il libro mostrano infatti delle donne che, pur dovendo affrontare difficoltà e fragilità prima e dopo la migrazione, non vestono mai i panni della vittima. Al contrario mostrano una forte resistenza e una notevole capacita di reinventarsi. In una società in cui lo spazio della narrazione di sè rischia di essere sempre più frantumato, autoreferenziale e poco propenso all’ascolto, questo libro apre uno spazio narrativo importante in quanto frutto di incontri. Le pagine iniziali che precedono le biografie non solo introducono concetti e questioni metodologiche rilevanti che orientano la lettura, ma esplicitano le ragioni profonde che hanno spinto l’autrice a vestire i panni della biografa per compiere questa ricerca."