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giovedì 4 agosto 2022

IL LAVORO RACCONTATO DALLE PERSONE, il 5° volume dell'associazione parolefatteamano APS


Emanuela Gasperini, Ettore Alessandrini, Roberto Zoli, Ivan Stagnani, Renato Cappelli. Questi i cinque meldolesi le cui storie sono raccontate nel 5° volume “Memorie di lavoro” a cura dell'associazione parolefatteamano APS. Il volume sarà presentato lunedì 8 agosto 2022 alle ore 21.00 presso l'Arena Hesperia a Meldola e sarà donato alla mnemoteca, recentemente intitolata a “Loris Venturi e Corrado Ghetti”, che ha sede presso la locale biblioteca comunale.

“Ogni racconto” spiega Ermes Fuzzi presidente dell'associazione “rievoca passaggi epocali che ognuno ha saputo definire in relazione alla professione svolta e al proprio percorso professionale. Grazie a questa quarta raccolta si amplia una ricerca avviata otto anni fa. Nelle storie narrate dai cinque protagonisti del libro la parola 'lavoro' si lega indissolubilmente alle singole identità, al senso di appartenenza, all'espressione di sé, alla passione, alla ricerca di condizioni di vita migliori. Ogni narrazione orale diventa racconto scritto corredato da foto e documenti che difficilmente potrebbero essere conosciuti da un pubblico più vasto di quello strettamente familiare”. Prosegue Astrid Valeck cofondatrice dell'APS “Il lavoro svolto dal gruppo di Biografi dell'Associazione “parolefattemano” sta proprio nel prendersi cura di queste storie nella consapevolezza che esse diventano patrimonio comune da custodire, restituire pubblicamente trovando in tal modo riconoscimento e valorizzazione”.

L'iniziativa, all'interno della rassegna comunale Arena sotto le stelle, si svolge col patrocinio del Comune di Meldola e la collaborazione della Biblioteca comunale “Francesco Torricelli” e vede la partecipazione delle Biografe Laura Arduini, Francesca Abbiati, Paola Scarpellini, Daniela Gaudenzi e della musicista Anna Di Iorio; sarà presente l'assessore alla Cultura Michele Drudi. Coordina la serata Astrid Valeck.

giovedì 14 luglio 2022

EREDI


 

Davanti al bianco implacabile del foglio la prima frase è sempre la più difficile; fortunatamente posso ancorarmi alle parole che emergono spontaneamente dal glossario di PAROLEFATTEAMANO le quali , come    un  salvagente, mi permettono di galleggiare  e di  conquistare un approdo per la scrittura.

Osservo l’elenco stilato in fretta; un pugno di parole che, nell’involontaria approssimazione, racchiude il senso del “dire e del fare” che ha animato e sostenuto l’associazione nei suoi dieci anni di vita.

 Dieci anni sono un importante traguardo, ma se   ad ogni arrivo c’è un altro inizio ,    mi chiedo   chi affiancherà i soci di Parolefatteamano o, meglio, chi sceglierà di crescere insieme a loro  prendendosi cura delle storie di vita  e di farsi testimone della vita degli altri,     ponendo, però,  sempre  lungimirante attenzione all’oggi.   In un’epoca schiacciata da un presente sbrigativo, che sembra aver reciso ogni legame con    il passato personale e collettivo   ritengo sia  necessario “nominare eredi”.

Al riguardo, noi di  PAROLEFATTEAMANO,  poniamo fiducia nei giovani che già da ora ci affiancano e  ci supportano; giovani pienamente consapevoli   
che accettare un’eredità significa far proprio un “capitale “da far fruttare e non un patrimonio inerte da custodire
. Poi c’è anche Filippo, la mascotte dell’associazione, che    con la sua vivacità pronostica un’effervescente operatività futura.    A proposito di eredità il bambino,  che ha trattenuto con  sè   l’azzurro sorriso  di nonno Loris ,      con la sua presenza       accorcia, con tenerezza ,   le distanze fra un “non più” e “il non ancora” .  

Loretta Buda




 

 

martedì 28 giugno 2022

QUALCHE FOTO DAL NOSTRO DECENNALE

PAROLEFATTEAMANO APS INAUGURA A MELDOLA (FC) LA 
"MNEMOTECA LORIS VENTURI-CORRADO GHETTI"


Le foto sono di Giuliano Guerra che, una volta di più, ringraziamo per la presenza e la cura documentativa
Laura Di Gianni

Laura Di Gianni e Daniela Gaudenzi

Daniela Gaudenzi



Laura Arduini

Laura Fuzzi consegna a Fausta Minelli il disegno originale riprodotto sulla targa

Laura Fuzzi consegna a Bianca Guarisco il disegno originale riprodotto sulla targa


Michele Drudi, assessore alla Cultura Comune di Meldola e Monica Pozzi mostrano la targa

Ermes Fuzzi, presidente di parolefatteamano APS consegna all'assessore la targa preparata per intitolare la mnemoteca a Loris Venturi e Corrado Ghetti, soci fondatori dell'associazione parolefatteamano e ex Sindaci della città di Meldola


L'assessore alla Cultura di Meldola Michele Drudi



Astrid Valeck

la biblioteca di Meldola



martedì 14 giugno 2022

- 2 giorni al compleanno di parolefatteamano

PAROLEFATTEAMANO APS COMPIE 10 ANNI!

L’Associazione di Meldola promuove e sostiene la cultura autobiografica e biografica in collaborazione con Enti, Amministrazioni, Associazioni, in primo luogo con il Comune di Meldola e con la biblioteca “F. Torricelli” che custodisce la Mnemoteca creata da Parolefatteamano e divenuta Bene Comune.

Fanno parte delle molteplici iniziative messe in campo dall’Associazione i Laboratori di scrittura autobiografica per conoscere se stessi come azione di cura della propria storia di vita, il Gruppo di Biografi Volontari formati per raccontare il paese e sviluppare ricerche biografiche territoriali, Scrivere su misura uno spazio dedicato a chi desidera consulenze personalizzate, le Rassegne in punta di penna un’occasione per incontrare autori e studiosi di autobiografia e per ultimi i tanti Eventi pubblici di restituzione alla cittadinanza organizzati per presentare le ricerche biografiche e i libri pubblicati.

Per festeggiare l’importante traguardo dei primi dieci anni di attività sono stati organizzati i seguenti appuntamenti:

Giovedì 16 giugno 2022 dalle ore 16 alle ore 18 in Biblioteca Comunale (via Mazzini 18 Meldola) vengono presentate “Ricerche biografiche e mnemoteca” a cura del Gruppo Biografi Volontari. Introducono Ermes Fuzzi e Astrid Valek. A seguire la mnemoteca sarà intitolata a Loris Venturi e Corrado Ghetti.

Sabato 18 giugno 2022 alle ore 19 in Arena Hesperia (via Roma n. 3 Meldola) vengono presentati “Andar per storie….a Meldola. Racconti di cittadini meldolesi” e il quaderno “Scrivi che ti passa! 10 anni di Parolefatteamano APS”. Collaborano alla serata il Gruppo Alpini e l’Ass. Nonno Banter 57.

Le iniziative, ad ingresso gratuito, hanno il patrocinio del Comune di Meldola.

Per avere ulteriori informazioni è possibile contattare l’Associazione: 

parolefatteamano@gmail.com

giovedì 9 giugno 2022

- 7 giorni alla nostra festa per i 10 anni dell'associazione parolefatteamano

Tra una settimana esatta l'Associazione Parolefatteamano APS festeggerà 10 anni di attività con due eventi speciali dedicati a #meldola

💜Parolefatteamano APS è nata nel 2012 e si occupa di autobiografia e ricerche biografiche territoriali. Questo quaderno raccoglie tutte le loro esperienze, gli incontri le foto...e i disegni di Laura Fuzzi! Non solo, tante pagine sono state lasciate bianche apposta per te.
🤫C' è un'illustrazione speciale che non possiamo ancora mostrarti in attesa di essere svelata durante l'apertura della Mnemoteca, un'area all'interno della Biblioteca di Meldola in cui sono custodite tutti i libri e tutte le memorie del territorio meldolese che abbiamo raccolto in questi 10 anni di attività!
💜Segna la data in agenda. Ti aspettiamo!








sabato 17 luglio 2021

Qualche foto dalla presentazione del 14 luglio 2021

[..]siamo semplicemente persone, e non sono molte le cose che ci separano. Molte meno di quanto si pensi...
[K. Stockett, The Help] 


Il 14 luglio 2021, nella splendida cornice dell'Arena Hesperia a Meldola, ha avuto luogo la presentazione del volume "Memorie di vita e di migrazione al femminile", Persiani Editore,  di  Astrid Valeck. Il volume nato da una ricerca biografia condotta sul nostro territorio narra di 7 donne. Le loro storie si rifrangono sul prisma del colloquio autobiografico generando linee narrative dalle sfumature policrome. Una trama delicata di vicende comuni -composte di coraggio, viaggi, incontri e scoperte- che offre sorprendenti visuali sulla grande Storia.  Donne che mai i vestono i panni della vittima; al contrario mostrano una forte resistenza e una notevole capacità di reinventarsi. Un insieme sapientemente coordinato dall'autrice insieme alle sue narratrici in un'operazione di reciprocità pedagogica che dona a queste pagine un valore aggiunto all'idea di femminilità. 








Foto: Giuliano Guerra

domenica 28 aprile 2019

UNA NUOVA SEDE PER LA BIBLIOTECA "F. TORRICELLI" DI MELDOLA


Uno dei malintesi che dominano la nozione di biblioteca è che si vada in biblioteca per cercare un libro di cui si conosce il titolo. In verità accade sovente di andare in biblioteca perché si vuole un libro di cui si conosce il titolo, ma la principale funzione della biblioteca, [..] è di scoprire dei libri di cui non si sospettava l’esistenza, e che tuttavia si scoprono essere di estrema importanza per noi.
(Umberto Eco)

Il 27 aprile 2019 la biblioteca "F. Torricelli" di Meldola ha cambiato sede, da palazzo Doria Panphili all'ex Macello, rimesso completamente a nuovo e ripensato nella strutturazione degli spazi per consentire molteplici e diversificati utilizzi. 
La nuova biblioteca ha ampi spazi luminosi e una zona studiata a misura di bambino, nonchè per ragazzi e per adulti. All'interno della biblioteca ha anche una sua speciale collocazione la mnemoteca creata dalla nostra associazione, che custodisce tutte le storie di vita raccolte in questi anni dal gruppo dei Biografi Volontari.
Prendendo a prestito le parole di Umberto Eco ci auguriamo che chiunque entri in biblioteca, incuriosito dai tanti libri disponibili negli scaffali, accompagnato dalla luminosità dei raggi che si intrufolano dall'esterno, possa essere catturato da qualcosa di cui non sospettava l'esistenza ma che si dimostra di estrema importanza per lui. Di coglierlo dalla scaffale e di sedersi a leggere dimentico dei suoni dell'esterno, in viaggio per luoghi lontani.



domenica 15 aprile 2018

Andar per storie...a Meldola di ASTRID VALECK e ERMES FUZZI

Andar per storie...a Meldola

Astrid  Valeck e Ermes Fuzzi 



Andar per storie... evoca l'immagine del viandante che si muove tra una narrazione e l'altra. Come possiamo definire il luogo in cui viviamo, se non attraverso le parole che lo raccontano?
Andar per storie... evoca anche l'immagine del cantastorie che accompagna il viandante e ne narra il viaggio di esplorazione e di conoscenza proprio attraverso le tante storie incontrate. I cantastorie erano viandanti e forse sono stati loro i primi biografi.
Andar per storie...a Meldola, come altrove, significa creare occasioni per stringere relazioni. Non solo tra chi narra e chi scrive, ma anche tra chi ascolta e le storie narrate. Storie in cui ritrovare un poco di se stessi e un motivo per avvicinarsi agli altri. Tessere i fili della memoria ha una valenza del tutto particolare nella nostra cittadina. Un luogo, questo, dove si produceva, in un tempo non molto lontano, una seta nota in tutto il mondo e che ci legava commercialmente e culturalmente con tanti luoghi. Quei fili di seta hanno rappresentato a lungo la nostra identità, ci distinguevano. C'è un baco censito come “baco Meldola” riconosciuto tra le specie di pregio.
Poi i fili di seta sono stati sostituiti dai fili sintetici come al “genius loci” - lo spirito del luogo - si è sostituito uno spirito sconosciuto e livellante che sovrasta e rende quasi tutto uguale a tutto. 
È arrivato il momento di ritrovare il filo, di dipanarlo e snodarlo con cura e attenzione. Di questo filo ideale abbiamo trovato il “capo”, l'inizio da cui via via sciogliere la forma del bozzolo. Il nostro filo è quello dei ricordi, della memoria individuale che forma quella collettiva.
La metodologia utilizzata è quella dell'intervista narrativa in cui la narrazione viene condivisa tra narratore e biografo, è negoziata, rivista con l'accordo di entrambe le parti restando, tuttavia, di “esclusiva proprietà” di ogni narratore.
Dai racconti di chi si è prestato a narrare della propria storia di vita, delle passioni, della famiglia sono emersi spaccati della storia locale che vanno ad ampliare e approfondire le ricerche storiche classiche con la peculiarità che solo l'intervista narrativa riesce ad evidenziare.
È partendo dal vissuto personale che si manifestano i punti di vista, i valori, i progetti, le scelte che guidano le persone.
Ognuna delle persone che si è lasciata intervistare ha mostrato coraggio nell'esporsi in prima persona, nel mostrare la propria intimità, nel parlare delle proprie paure, nel tornare a ricordi difficili e dolorosi, nell'aprirsi allo sguardo degli altri. Hanno permesso a tutti di conoscere i valori che li guidano, le scelte che la vita a volte ha imposto, i momenti di felicità, il coraggio di cambiare e sapere quando è ora di fermarsi. Hanno mostrato la capacità di sorprendersi e riconoscere di essere stati fortunati, di saper progettare il futuro, di mostrare gratitudine verso i propri mèntori. Hanno saputo esprimere sentimenti di amicizia, d'amore per la propria famiglia, per la professione, per l'impegno civile.
Tutti i narratori danno modo di comprendere meglio cosa significhi la scrittura ogni volta che essa si prende la responsabilità di rivitalizzare chi non è con noi sia esso lontano o scomparso.  Leggendo le pagine che raccontano le storie di tante persone possiamo davvero tentare di comprendere meglio il luogo in cui viviamo e forse vedere o intravedere quanto ci accomuna a loro e sentire di appartenere a un gruppo che ha necessità di raccontarsi. Leggendo le storie di tante persone, forse, sarà più semplice ritrovare il filo perduto della seta come simbolo della nostra memoria. Infine il filo della nostra identità.


sabato 13 settembre 2014

Andar per storie... al FESTIVAL dell' AUTOBIOGRAFIA

12 settembre 2014
Non ha smesso un attimo di piovere: alla partenza, durante il viaggio, al nostro arrivo ad Anghiari. Anche all'uscita dal teatro dove abbiamo presentato l'associazione parolefatteamano e le attività di questi due anni di lavoro.
Abbiamo dedicato i due mesi estivi appena trascorsi alle riprese e al montaggio del filmato pensato proprio per questa occasione: il festival dell'autobiografia.
Un'opera artigianale, nostra prima prova come filmaker, con tutte le imprecisioni di coloro che stanno imparando. Documento assai prezioso in quanto vi hanno partecipato i nostri soci, alcuni dei soci, chi venendo da lontano e sfidando la pioggia implacabile, chi facendosi riprendere due volte perchè la prima non era venuta bene, chi lottando contro le zanzare in prossimità del fiume... quando siamo stati invitati a presentare il lavoro che l'associazione svolge sul nostro territorio ci è sembrato doveroso portare quante più voci con noi, proprio perchè un'associazione è fatta di persone. Ai soci abbiamo chiesto di raccontare cosa ha significato scrivere di sé, leggere di sé, raccogliere la storia di un'altra persona, sentirsi letti pubblicamente, avere un posto dove la propria memoria è custodita per le generazioni future, cosa vuol dire ciò per un territorio, ecc. Ne è scaturito un documento intenso e coinvolgente per il quale siamo estremamente grati a tutti coloro che vi hanno preso parte. 

All'ingresso del teatro di Anghiari

Loretta Buda
 
Astrid Valeck, Ermes Fuzzi e gli altri ospiti

Astrid Valeck, Ermes Fuzzi e gli altri ospiti

Paola Borghesi, Sabrina Lombradi, Antonio Orioli, Maris Senzani Pezzi, il vicesindaco Anna Vallicelli, Loris Venturi, Ermes Fuzzi 

come sopra, ma c'è anche Astrid


venerdì 5 settembre 2014

UN DESTINO INASPETTATO

All'interno del volume “DA E VERSO MELDOLA. Memorie di vita e di migrazione al femminile” trova spazio la storia di Mihaela Chiriac Păun.
Mihaela è una delle prime donne che ha accettato di raccontare di sé.
A Meldola è conosciuta come Michela. Anche io l'ho sempre chiamata così e sapere che il suo nome è un altro e si pronuncia in modo differente da come l'ho sempre chiamata, mi ha sorpresa non poco.
Il nome è sede dell'identità, ci rappresenta ed è custode della nostra memoria.
Cambiare identità cosa comporta?
È un modo per distanziarsi dal proprio Paese e sentirsi più simili alle persone del Paese ospitante? Sentirsi accettati?
Rappresenta un nuovo inizio o nega le radici, l'appartenenza, la competenza, il sapere lasciando chi ha avuto un nuovo nome privo della propria essenza più profonda?
La Mihaela romena era sarta professionista e maestra nel controllo della qualità.
E la Michela italiana?

È da queste considerazioni che ha avuto inizio la nostra reciproca conoscenza portandoci sui sentieri dell'accoglienza, della migrazione, del cambiamento, passando dall'infanzia nella Romania di Ceauşescu all'amore per l'Italia.

La Voce di Romagna, 13/11/13

sabato 30 agosto 2014

INSEGUENDO UN SOGNO

All'interno del volume "DA E VERSO MELDOLA. memorie di vita e di migrazione al femminile" trova spazio la storia di Valentina Stagnani.
La ricordo come una ragazza solare sempre circondata da tantissimi amici che, specialmente nelle serate estive, si radunavano a frotte sul muretto sotto la finestra della nostra casa.
Un soffio di vitalità, così potrei definire Valentina che all'età di 15 anni è partita per l'America. Da sola. Per studiare.
Ha impersonificato un po' il sogno di tanti adolescenti con quel suo gesto coraggioso di provarci.
Come sarà il mondo dall'altra parte dell'oceano? Cosa cercava e cosa avrà trovato Valentina? Cosa l'ha spinta a restare?
Tutte queste domande le ho tenute per me fino a quando non c'è stata l'occasione per ritrovarsi e dialogare insieme. Così le mie curiosità ...sono aumentate!
Uscire dal proprio Paese – in questo caso l'Italia- vivere all'estero per un lungo periodo porta inevitabilmente a cogliere le “note stonate” con cui si ha coabitato per anni, proprio perchè si confrontano le proprie abitudini culturali con quanto si è trovato da un'altra parte.
Ci si accorge che il proprio punto di vista, il proprio sistema di valori non può essere la “misura del mondo”.
Inevitabilmente si arriva a chiedersi se vale la pena vivere dove abitiamo o se non sia meglio andare altrove dove il sistema funziona diversamente, ma anche se non valga la pena di restare e rendere migliore il luogo in cui siamo nati e in cui viviamo.
Solo noi possiamo pretendere ed attuare un cambiamento. Il quesito che, inevitabilmente, viene da porsi è come? 
La Voce di Romagna, 19/11/13

venerdì 29 agosto 2014

UNA ROMAGNOLA IMPERFETTA

All'interno del volume DA E VERSO MELDOLA. Memorie di vita e di migrazione al femminile trova spazio la storia di Eva Marie.
La protagonista narra in prima persona e si riappropria della sua vita e delle sue radici. Racconta il suo desiderio di autonomia e indipendenza, nei pensieri come nelle azioni. libera di farsi un'opinione personale e soprattutto di sostenerla, ma disponibile a rimettersi in discussione e a rivedere le proprie posizioni. 
Il racconto di Eva si muove su più piani e mostra una donna che vive con passione, che ha progetti per il futuro, la cui vita sembra racchiudere in sé una molteplicità di vite. Il mondo è a portata di mano, è un luogo da conoscere ed esplorare. Un luogo da vivere.
Il matrimonio con Fiorello Bazzocchi la porta a Meldola, dove vive da circa quarant’anni. Gli inizi non sono stati facili. Tante, forse troppe, le differenze tra le due Terre (la Norvegia e l’Italia), ma nel tempo Meldola è divenuta la sua casa e lei si è sentita romagnola – anche se “imperfetta”, come ha specificato nel titolo del suo romanzo di vita.

Eva Marie Søndenaa è nata nel 1945 a Stavanger in Norvegia. Nel corso della sua vita ha viaggiato moltissimo soggiornando per lunghi periodi all’estero. È stata in Francia, due anni alle Bahamas, due anni in Libia, quattro anni e mezzo in Iran e due in Iraq. Viaggiare significa entrare in una cultura. Inevitabili sono il confronto con le proprie aspettative e quanto si conosce. Inevitabile è accorgersi che il proprio punto di vista è uno e personale, ma che la verità ha tante sfaccettature, quanti sono i soggetti coinvolti. L’incontro con una persona che ha un back-ground culturale differente dal nostro ci fa da specchio, mostrandoci quanto, probabilmente, non avevamo notato.

La voce di Romagna, 5/11/13