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venerdì 25 settembre 2026

LE COSE COMUNI RACCONTANO. Il Museo Guatelli di Ozzano Taro

Una frase di Ettore Guatelli, dalla brochure del Museo.

 Usciti dal museo, era questa frase di Ettore Guatelli a continuare a risuonarci dentro.

Ci sono luoghi in cui si entra quasi per caso e da cui si esce portandosi dietro una domanda. È quello che ci è accaduto visitando il Museo Ettore Guatelli, a Ozzano Taro (PR). Guatelli, maestro elementare e studioso della cultura materiale, ha raccolto per tutta la vita gli oggetti della quotidianità: attrezzi da lavoro, utensili domestici, contenitori, scarpe, valigie, orologi, giocattoli e moltissime altre cose. Oggetti che, una volta esaurita la loro funzione, avrebbero potuto essere semplicemente gettati via e che invece sono entrati nella sua casa, fino a trasformarla in un luogo difficilmente riconducibile all'idea tradizionale di museo. Pareti intere sono ricoperte di posate, martelli, ruote metalliche, barattoli, scatole. Ogni oggetto trova il proprio posto accanto agli altri, in file, gruppi, successioni e analogie fino a costruire forme geometriche. Quello che potrebbe apparire come un semplice accumulo prende forma, diventa composizione, e finisce per raccontare.

Oggetti che parlano
L’impressione, attraversando le stanze, è che siano gli oggetti a parlare. Non uno alla volta, ma tutti insieme: un coro di voci silenziose e potentissime. Ogni cosa porta con sé una domanda: chi l'ha usata? Per fare che cosa? Quali gesti ha accompagnato? Quale vita quotidiana racconta? Quali condizioni di vita, quali bisogni, quali ingegni, quali forme di fatica e di creatività stanno dietro a quell'oggetto? Il museo racconta così una storia che raramente entra nei grandi libri: quella delle persone comuni. Forse è proprio qui che l'esperienza di Guatelli incontra una delle direzioni della nostra ricerca. Da anni ci occupiamo di storie che raccontano le vite quotidiane, le memorie personali, le tracce lasciate da chi non ha avuto un posto nella storia ufficiale. Ci interessa raccoglierle, ascoltarle, metterle in relazione, perché ciò che appare piccolo e individuale possa diventare patrimonio condiviso. Questo patrimonio lo custodiamo nella nostra Mnemoteca “Loris Venturi – Corrado Ghetti” cui è stata data residenza all’interno della Biblioteca Comunale di Meldola (FC). Sentiamo il lavoro di Guatelli profondamente vicino al nostro: là dove lui ha raccolto gli oggetti attraverso cui si potevano leggere vite, gesti e modi di abitare il mondo, noi raccogliamo parole, racconti e memorie. È una vicinanza che ci fa pensare alla prospettiva autobiografica di Duccio Demetrio: il ricordo personale può uscire dalla dimensione privata e diventare una traccia capace di entrare nella memoria di un territorio. Dare voce alle persone comuni significa quindi riconoscere che ogni esistenza può custodire qualcosa che merita di essere tramandato. Ed è difficile, davanti a questi oggetti, non pensare a Paolo Jedlowski e alle sue riflessioni sulle storie comuni, sul bisogno umano di raccontare e sul rapporto fra esperienza, vita quotidiana e narrazione. Le storie comuni non sono un elemento marginale per comprendere la società: attraverso di esse possiamo avvicinarci ai modi in cui le persone danno significato alla propria esperienza e al proprio stare nel mondo.

Prezioso o da buttare?
Guatelli fa qualcosa di analogo con le cose. Non raccoglie ciò che è prezioso perché già riconosciuto come tale. Raccoglie ciò che rischia di essere buttato via. E così facendo ci costringe a cambiare lo sguardo: ciò che sembrava umile può diventare prezioso; ciò che sembrava insignificante può diventare testimonianza. L’intero percorso del museo è particolarmente suggestivo: gli oggetti costruiti, adattati, riutilizzati, trasformati a partire da materiali poveri e di uso quotidiano raccontano una sorta di preistoria dell’ingegno e della creatività; sono testimonianze di un’intelligenza pratica capace di trovare soluzioni, reinventare funzioni e dare nuova vita alle cose. Osservando quanto è qui salvato viene da chiedersi che cosa significhi davvero conservare una memoria. Guatelli ha raccolto moltissimo. Forse troppo, per lo sguardo di chi non riusciva ancora a vedere ciò che lui vedeva. La sua è stata una visione ostinata e, probabilmente, per molto tempo difficile da comprendere. Oggi è proprio l'insieme della casa, con le sue pareti invase, i soffitti, i pavimenti e le infinite composizioni, a restituirci la dimensione di quella visione. La storia ci riconsegna spesso persone che per tutta la vita sembrano avere uno sguardo originale e che, solo dopo la loro morte, vengono riconosciute come visionarie. Forse a volte è proprio quel “troppo” di pensiero, quella fedeltà quasi esclusiva alla propria visione, a renderle difficili da comprendere. 


Il quadro è visibile solo alla fine
Eppure, guardando oggi la casa di Guatelli, viene da pensare che forse solo alla fine di un'opera possiamo comprendere davvero che cosa era necessario conservare e che cosa avrebbe potuto essere lasciato andare. Anche raccontare la propria vita significa, in fondo, scegliere: decidere che cosa trattenere, che cosa lasciare sullo sfondo, quali esperienze affidare alla memoria e agli altri come possibile eredità. È anche attraverso queste scelte che una vita prende forma nel racconto. Ma se vogliamo raccontare non soltanto una vita, bensì la vita di una comunità, di una generazione, di uno strato della società, quali scelte possiamo fare? Che cosa rischiamo di lasciare fuori? E soprattutto: a scapito di chi?

La domanda che portiamo con noi
Usciti dal Museo Guatelli, è forse questa la domanda che portiamo con noi: se la storia, quella grande e quella piccola non è fatta soltanto di persone celebri, avvenimenti importanti e oggetti preziosi, che cosa accade quando cominciamo a cercare ciò che normalmente non viene conservato? È fatta anche di mani, gesti, oggetti consumati, riparazioni, invenzioni, ricordi. Di cose comuni. Di storie comuni. Forse proprio per questo, di cose e di storie che meritano di essere cercate, ascoltate e raccontate.


Ermes Fuzzi & Astrid Valeck

Per approfondire: https://museoguatelli.it/

* l'immagine all'inizio del post riporta una frase di Ettore Guatelli presa dalla brochure del Museo


 





lunedì 27 luglio 2026

Progetto A.G.E.S. - Anziani e Giovani per l’Educazione e lo Scambio Programma Formativo Laboratorio Narrazione biografica e autobiografica “Dall’individuale al sociale, dalla memoria del passato al qui ed ora”


Tra ottobre 2025 e aprile 2026, in accordo con l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Tonino Guerra” di Novafeltria rappresentato dal Vice Preside Prof. Michele Bruno, ha preso vita un percorso formativo rivolto agli studenti di una classe IV^ grazie alla collaborazione tra l’APS parolefatteamano di Meldola (FC) nella persona del Presidente e formatore Ermes Fuzzi, e l’ ODV Il Borgo della Pace di Novafeltria (RN) rappresentata dalla Presidente Maria Letizia Valli e da Lidia Gualtiero ex insegnante e formatrice socia fondatrice dell’ODV.

Finalità del progetto è stata quella di fornire agli studenti le conoscenze e le competenze basilari della ricerca sociale seguendo l’approccio della metodologia autobiografica per la raccolta di racconti delle donne anziane dell’Alta Val Marecchia nel tentativo di valorizzare il contributo della presenza femminile nel processo di costruzione del tessuto sociale ed economico locale nel dopoguerra. Un lavoro di formazione per far emergere l’aspetto di genere e la consapevolezza dei vissuti non solo in riferimento al passato, ma anche nella prospettiva di una riflessione sul ruolo della donna nel contesto attuale. La raccolta di racconti autobiografici, oltre a contribuire alla costruzione di un giacimento di memoria locale, serve a sviluppare processi di consapevolezza ed identità sollecitando una trasformazione sociale grazie alla riscoperta delle memorie individuali che vanno ad intrecciarsi con la memoria collettiva. Dopo una prima fase di scritture di sé condotte in classe gli studenti hanno avuto la possibilità di sperimentare in prima persona le particolarità che scaturiscono dalla scrittura autobiografica. Successivamente hanno studiato e sperimentato le fasi del colloquio narrativo in ambito laboratoriale per poi condurre il colloquio con una narratrice precedentemente individuata. Maria Letizia Valli insieme al Vice Preside Michele Bruno e ai formatori Lidia Gualtiero ed Ermes Fuzzi hanno dapprima introdotto alle tematiche della ricerca presso l’aula magna dell’Istituto scolastico raccogliendo osservazioni e domande da parte degli studenti. In seguito i formatori hanno hanno accompagnato la classe per 4 incontri della durata di tre ore ciascuno a cadenza settimanale sia nella prima fase di sperimentazione della scrittura autobiografica sia nell’uso degli strumenti operativi per la conduzione in autonomia di un’intervista narrativa. L’ultima parte del progetto sarà dedicata alla rielaborazione dei materiali raccolti nel tentativo di trasformarli in racconti fruibili da chiunque mantenendo l’autenticità e il linguaggio scelto dalle narratrici. Seguirà un momento di restituzione pubblica che si potrebbe concretizzare nei primi mesi del nuovo anno scolastico e che sarà preceduto da un nuovo post sul nostro blog.

Ermes Fuzzi

giovedì 19 febbraio 2026

Storie di Donne dello sport forlivese

La ricerca biografica sul territorio forlivese giunge alla sua 3^ edizione questa volta ponendo l'attenzione sullo sport femminile. Atlete delle più svariate discipline sportive hanno scritto pagine intense sulle proprie esperienze. L'iniziativa, promossa dalla Commissione per le Pari Opportunità del Comune di Forlì, risulta importante non solo per la capacità di esprimere le singole personalità femminili in mondi che sono stati a lungo di esclusivo appannaggio maschile, ma anche per la trasformazione che le donne atlete sono riuscite ad imprimere nello sport in tutte le sue manifestazioni. La ricerca è rivolta non solo alle atlete forlivesi che hanno dato lustro alla città con i titoli conquistati ma anche a quelle donne che possono testimoniare la propria passione per lo sport senza necessariamente competere a livello agonistico. La ricerca biografica prosegue di anno in anno focalizzando l'attenzione su tematiche sempre diverse che permettono una visione a tutto tondo delle capacità trasformative che le donne riescono ad esprimere nei diversi campi della cultura. La trasposizione in un reading teatrale rivolto alla cittadinanza a cura della compagnia teatrale "Compagnia Bella" è parte del progetto curato e coordinato da Ermes Fuzzi Presidente dell'APS parolefatteamano che promuove nei territori fin dal 2012 lo sviluppo e la divulgazione della Cultura Autobiografica  e Biografica.





 

martedì 10 giugno 2025

"Andare altrove restando qui": quando la lettura si fa autobiografia

Sabato 24 maggio la Biblioteca Comunale “Francesco Torricelli” di Meldola ha ospitato un
laboratorio davvero speciale che ha unito due mondi apparentemente distinti, ma in realtà profondamente legati: la lettura e la scrittura autobiografica.
L'incontro, intitolato "Andare altrove restando qui", ha registrato un'appassionata partecipazione di pubblico, a testimonianza del crescente interesse verso le pratiche di scrittura di sé.
Promosso dalla nostra APS "parolefatteamano", realtà attiva da ben tredici anni nella diffusione della cultura autobiografica in Romagna, e patrocinato dal Comune di Meldola, l'iniziativa si è rivelata un'opportunità preziosa per esplorare il valore intrinseco della scrittura autobiografica e la sua inaspettata relazione con l'esperienza della lettura.

Un viaggio tra pagine e vita vissuta
Il laboratorio, condotto da Ermes Fuzzi, autore del volume "Andare altrove restando qui" (Persiani Editore, 2024), e formatore della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, ha guidato i partecipanti in un percorso affascinante. L'idea centrale è semplice ma potente: quando leggiamo un romanzo, non siamo semplici spettatori. In qualche modo misterioso, le storie che incontriamo si connettono con la nostra vita, risvegliando ricordi, emozioni, riflessioni. Ed è proprio nel momento in cui proviamo a mettere nero su bianco la nostra esperienza di lettori che, quasi inevitabilmente, ci ritroviamo a fare autobiografia.

Il laboratorio ha esplorato a fondo questi "nessi" tra ciò che si legge e ciò che la lettura riflette sulle singole esperienze di vita, utilizzando le metodologie autobiografiche per creare un dialogo generativo tra le diverse "culture individuali" dei partecipanti. Un'esperienza che si è rivelata non solo formativa ma anche profondamente arricchente sul piano personale.


Un libro in omaggio e un invito alla riflessione
Un gesto apprezzato dai partecipanti è stato l'omaggio del libro di Ermes Fuzzi, "Andare altrove restando qui", offerto dal Comune di Meldola, un valore aggiunto che ha permesso a tutti di portare a casa un pezzo di questa significativa esperienza.
I partecipanti erano stati invitati a portare il proprio romanzo preferito, un quaderno e una penna: pochi semplici strumenti per intraprendere un viaggio dentro sé stessi, guidati dalle parole degli altri e dalle proprie. L'iniziativa, già sperimentata con successo in diverse occasioni, dimostra come la cultura autobiografica possa fiorire e trovare terreno fertile in luoghi come le biblioteche, diventando un ponte tra la narrazione altrui e la riscoperta della propria.


domenica 23 marzo 2025

ECCO IL LABORATORIO TANTO ATTESO!!

ANDARE ALTROVE RESTANDO QUI.
Dalla lettura alla scrittura autobiografica

L’aps parolefatteamano continua nella promozione della cultura autobiografica e propone alla cittadinanza, per il tredicesimo anno consecutivo, laboratori di scrittura di sé. Grazie al contributo del Comune di Meldola è possibile offrire alla cittadinanza questa importante iniziativa.
La scrittura autobiografica è un potente strumento di auto conoscenza e di espressione, ma anche di emancipazione. È un modo per riappropriarsi della propria storia in un contesto di ascolto attivo e di condivisione. È un modo per farsi conoscere e per conoscere. Il laboratorio “Andare altrove restando qui” propone una riflessione sul valore della scrittura autobiografica e della sua stretta relazione con la lettura che ci mette in dialogo con l’autore, i personaggi, la storia, i valori che ne emergono. La lettura di un romanzo ci collega, per qualche misterioso motivo, alla vita che abbiamo vissuto mostrando che nel mettere nero su bianco la nostra esperienza di lettori finiamo inevitabilmente nell’autobiografia.

Il laboratorio sarà condotto da Ermes Fuzzi, autore del volume "Andare altrove restando qui" e Astrid Valeck.

Il laboratorio di scrittura autobiografica è gratuito. E’ richiesta la quota associativa di 10€ per i non soci.
- Porta il tuo romanzo preferito, un quaderno e una penna!
- In omaggio, il libro "Andare altrove restando qui" offerto dal Comune di Meldola.

Per informazioni e iscrizioni contattare la Biblioteca Comunale "F. Torricelli" di Meldola (FC)   tel. 0543\495143   oppure    338\2270130





lunedì 14 ottobre 2024

Presentazione del libro di Ermes Fuzzi alla Fabbrica delle Candele



Venerdì 18 ottobre 2024
 ore 21.00
Sala Arancio - Fabbrica delle candele
V.le Salinatore 30. Forlì


Incontro con Ermes Fuzzi
per la presentazione del libro

Andare altrove restando qui

Introduce e dialoga con l'autore

Marco Viroli, coordinatore artistico della Fabbrica delle Candele



Nel libro è raccolta l’esperienza di sette lettrici che – stimolate dalla riflessione sul valore della scrittura autobiografica e della sua stretta relazione con la lettura – si confrontano per iscritto con un libro amato. Quella che vedremo emergere è una nuova relazione con il testo e con le parole che ci mostra come mettendo nero su bianco la propria esperienza di lettura si finisca inevitabilmente nell’autobiografia.

Ogni lettrice opta per lo stile che sente più vicino, spaziando dallo scambio epistolare al dialogo con un personaggio, fino alla riscrittura di un finale alternativo. Il libro inaugura la collana “Pedagogica”, che ha lo scopo di raccogliere racconti e vissuti biografici e autobiografici, con la società e la cultura a fare da sfondo nella definizione di ognuno di noi.


sabato 27 luglio 2024

ANDARE ALTROVE RESTANDO QUI - presentazione libro di Ermes Fuzzi

 Mercoledì 31 luglio 2024
 ore 21.00
Arena Hesperia, Via Roma 1 Meldola

Presentazione del libro

Andare altrove restando qui

di Ermes Fuzzi, Persiani, 2024


Intervengono

Michele Drudi, Assessore alla Cultura

Lisa Tormena, giornalista (Sunset Studio)

Ermes Fuzzi, autore del libro (parolefatteamano APS)


Nel libro è raccolta l’esperienza di sette lettrici che – stimolate dalla riflessione sul valore della scrittura autobiografica e della sua stretta relazione con la lettura – si confrontano per iscritto con un libro amato. Quella che vedremo emergere è una nuova relazione con il testo e con le parole che ci mostra come mettendo nero su bianco la propria esperienza di lettura si finisca inevitabilmente nell’autobiografia.

Ogni lettrice opta per lo stile che sente più vicino, spaziando dallo scambio epistolare al dialogo con un personaggio, fino alla riscrittura di un finale alternativo. Il libro inaugura la collana “Pedagogica”, che ha lo scopo di raccogliere racconti e vissuti biografici e autobiografici, con la società e la cultura a fare da sfondo nella definizione di ognuno di noi.

L’evento è organizzato da parolefatteamano APS in collaborazione con la biblioteca comunale “F. Torricelli” e con il patrocinio del Comune di Meldola

giovedì 28 marzo 2024

Storie di Donne: le parole, le emozioni, gli incontri di chi ha vissuto in prima persona l'alluvione del maggio 2023

Una ricerca biografica avviata quando ancora la ferita dell'alluvione non è rimarginata. Descrivere i luoghi, il paesaggio, le relazioni, le emozioni e le trasformazioni avvenute dal mese di maggio 2023 ad oggi richiedeva il coraggio e la volontà di comunicare cosa resta dentro ciascuna persona di quell'imprevedibile evento catastrofico che ha segnato indelebilmente la Città. Ripercorrere i momenti dell'incredulità iniziale, della scelta delle cose da salvare, della paura, dell'isolamento e dell'impossibilità di mettersi in contatto  con altre persone mentre la pioggia sembra non finire. Il silenzio, il buio, lo stravolgimento della quotidianità fino alla ripresa, alla manifestazione concreta della parola "solidarietà". Ritrovare l'umanità e la vicinanza di tante persone fino a qualche giorno prima del tutto sconosciute. Ritrovarsi e condividere il sentimento di appartenenza a una terra, la Romagna, che non si piega e non molla mai anche quando tutto sembra perduto. Le donne e la loro capacità di narrare i molteplici stati d'animo che si accavallano l'uno sull'altro hanno trovato voce negli interpreti straordinari di "Compagniabella" in un reading teatrale di grande attualità. Chi c'era sa bene di cosa stiamo parlando. Chi non c'era potrà leggere il testo che il sottoscritto, coordinatore del progetto nominato dall'Amministrazione Comunale di concerto con l'Assessorato e la Commissione delle Pari Opportunità, curerà per valorizzare e non disperdere questo importante contributo che dieci scrittrici hanno tessuto per la comunità. Un testo che conterrà, oltre ai racconti, un QR code per rivivere la registrazione del reading teatrale. 
Ermes Fuzzi 


 

domenica 11 febbraio 2024

IN PUNTA DI PENNA PER RESTITUIRE PAROLE

 


E' stato già scritto tutto su Lampedusa? C'è ancora qualcosa che possa farci stupire? 
Il volume è il frutto di due viaggi sull'isola tra il 2015 e il 2017 alla ricerca delle verità isolane, narrate da chi vive a Lampedusa.
Dalle pagine emergono le voci di persone che hanno concretamente sperimentato strategie di accoglienza senza perdere di vista i valori come l'attenzione e la cura in un territorio di appena venti chilometri quadrati che si è trasformato in un laboratorio di cittadinanza attiva. Le esperte autrici di questo volume hanno realizzato un'indagine a Lampedusa attraverso gli incontri diretti con alcuni abitanti dell'isola. Ci consentono di conoscere la viva voce dei lampedusani, le loro esperienze, i loro vissuti e i pensieri che non sempre hanno avuto l'adeguata attenzione dalle cronache. Persone che hanno accolto e gestito situazioni di emergenza e disagio sociali senza mai fare tanto rumore, ma seguendo una regola morale che è parte integrante della storia di Lampedusa: l'accoglienza sempre e comunque.

martedì 26 dicembre 2023

LA VITA DELLE COSE

 Loretta Buda

…partire dalle cose, le quali nella loro compostezza, nel loro silenzio docile, ci hanno dimostrato che le dimore autobiografiche vanno, innanzitutto arredate con le loro presenze.

“Comporre una vita” F. Bateson

Durante il primo incontro con Astrid ed Ermes siamo capitombolati nell’infanzia, in quello successivo, il ritorno all’adolescenza è risultato meno dirompente, questo grazie alle particolarità anagrafiche che caratterizzano i partecipanti al gruppo. Per alcuni l’adolescenza è un’età che si colloca in un trapassato prossimo, per Camilla, ad esempio, appartiene all’altro ieri; io, la più anziana del gruppo, invece mi sono accomodata nel tempo imperfetto: un tempo narrativo per antonomasia. 

Per l’occasione, come richiesto dai conduttori, abbiamo portato un oggetto collegato alla nostra adolescenza. Oggetti che erano stati relegati in cassetti o appoggiati sulle mensole più alte delle nostre scaffalature; cose che, a nostra insaputa, assistevano rispettose, al trascorrere del tempo e alle trasformazioni che lo stesso ci imponeva.

Le cose entrando in dialogo, hanno acceso, nel gruppo, un cicaleccio vivace e divertente. Ognuno di noi, descrivendo la sua “cosa”, passava anche il filo della narrazione. Un filo che si spezzava e si ricongiungeva; quando la gugliata veniva riallacciata si arricchiva di aneddoti e/o spezzoni di vita. Forse, fra battimani e sguardi sorpresi, il discorso non risultava sempre “filato”, ma le nostre storie, immerse in un coro di risate, prendevano vivacemente forma.

Sebbene lo sapessimo, abbiamo avuto conferma che gli oggetti parlano di noi, hanno una storia che può essere raccolta e raccontata, una storia che si lega alla nostra, e che documenta il nostro essere stati al mondo e nel mondo. Ora che le abbiamo interpellate per la prima volta, dovremmo imparare ad ascoltare la loro voce, valorizzarle e rispettarle in quanto rappresentano frammenti di vita che, compostamente, arredano le nostre dimore autobiografiche. Concludo con una precisazione che raccolgo da Remo Bodei, il quale nel libro “La vita delle cose”1 distingue tra cose e oggetti. “Le cose sono ciò verso cui si opera un investimento affettivo, gli oggetti/merci rappresentano ciò che si contrappone ai soggetti.”

Le “cose” di Bodei hanno una valenza affettiva, mentre gli oggetti rimangono semplici valori d’uso e di scambio. Io appartengo a quella generazione che durante l’infanzia non conosceva la parola consumismo; gli oggetti diventavano subito “cose”, conservate con cura e l’usura o la rottura delle stesse veniva sempre riparata. Oggi si parla di “Kintsugi” cioè la capacità di riparare gli oggetti con l’oro, un tempo l’accomodare, il rimediare, l’aggiustare, era prerogativa di tutti: maschi e femmine. Le femmine intervenivano sui manufatti (cucito e tricottaggio), i maschi sugli attrezzi/ utensili. I vecchi di una volta l’oro lo avevano in bocca e nelle mani; preziosa era la determinazione a trovare soluzioni e a impratichirsi per riparare “ogni cosa”. Preziosi erano anche i loro silenzi, considerati una rassicurante e rispettosa vigilanza sulla pericolosità di uno sproloquiare superficiale e inconsistente. Non trovando una conclusione adeguata chiudo con la poesia di J. L. Borges: Le cose.


Le cose

Le monete, il bastone, il portachiavi,
la pronta serratura, i tardi appunti
che non potranno leggere i miei scarsi
giorni, le carte da giuoco e gli scacchi,
un libro e tra le pagine appassita
la viola, monumento d’una sera
di certo inobliabile e obliata,
il rosso specchio a occidente in cui arde
illusoria un’aurora. Quante cose,
atlanti, lime, soglie, coppe, chiodi,
ci servono come taciti schiavi,
senza sguardo, stranamente segrete!
Dureranno più in là del nostro oblio;
non sapran mai che ce ne siamo andati
.


1 Remo Bodei, La vita delle cose, LATERZA

lunedì 25 dicembre 2023

GATTEO, MEMORIE DI UNA COMUNITA'

 Loretta Buda



Gatteo, memorie di una comunità è un progetto che nasce dalla volontà di recuperare, continuare e approfondire l’esperienza di IL PAESE RITROVATO; un intervento culturale che negli anni 2004 - 2005 ha favorito esperienze costruttive, coinvolgendo l’intero territorio di comunale in una ricerca sulla storia del paese a partire dalle memorie individuali. Al riguardo abbiamo inaugurato un nuovo percorso che si affiancherà al tracciato preesistente. Una nuova percorrenza che non si limiterà alla ricerca di fonti orali e scritte ma che sarà arricchita da fotografie e filmati d’epoca; immagini che avvaloreranno la storia delle nostre radici ridefinendo il centro di gravità del nostro vivere il paese e il mondo.

Ci muoveremo, in questo nuovo scenario, supportati dalle associazioni, PAROLEFATTEAMANO e SGUARDI IN CAMERA. La prima promuove e sostiene la cultura autobiografica e biografica, con particolare attenzione alla scrittura, la seconda, raccoglie e cura “memorie fotografiche”. Ogni fotografia infatti “ci dice” la vita che si dispiega intorno a noi, ma nel suo narrare racconta anche di ognuno di noi. Insieme ai biografi volontari cercheremo di ritrovare e ricucire le tracce di chi ha operato e vissuto in altri tempi, intrecciando segni e ricordi territoriali con racconti, testimonianze e fotografie. Narrazioni di vita che, il paese, nella sua apparente smemoratezza custodisce nel silenzio dei luoghi e nella riservatezza degli abitanti anziani. Nella piena consapevolezza che ci muoveremo in un ambito di “cura” prima di intraprendere l’avventura formativa in compagnia dei testimoni ci siamo affidati a Ermes Fuzzi e Astrid Valeck formatori della suddetta associazione PAROLEFATTEAMANO. Grazie a loro, a Silvia Savorelli e Giuseppe Pazzaglia, abbiamo riaperto quella “stanza” che vent’anni fa, accolse i testimoni, i biografi, le famiglie, gli alunni, e le alunne; stanza, intesa come spazio fisico e mentale, che nel tempo ha mantenuto una denominazione precisa: “IL PAESE RITROVATO”.




domenica 22 ottobre 2023

RACCONTARE COMUNITA'

L'esperienza della nostra Mnemoteca e delle nostre ricerche biografiche ha trovato spazio di narrazione al seminario "UNA COMUNITA' SOLIDALE. Memorie, racconti, azione sociale" sabato 21 ottobre 2023 a Nonantola.

Ermes Fuzzi, presidente di parolefattemano e docente LUA, ha presentato l'importante azione sociale che compie la nostra associazione sul territorio romagnolo per la promozione della cultura autobiografica e le ricerche biografiche territoriali. Ampio spazio ha avuto il gruppo dei Biografi Volontari (reporter della memoria sociale) e la stretta collaborazione con l'Amministrazione Comunale.




Ne abbiamo approfittato per una visita al Monastero e per conoscere la preziosa storia dei Giusti di Nonantola e dei ragazzi di Villa Emma.
Per approfondimenti invitiamo a collegarsi al link qui sotto

Il Monastero di Nonantola

interno del Monastero

la cripta








domenica 6 agosto 2023

Il lavoro raccontato dalle donne

al link è disponibile una breve documentazione video della serata del 3 agosto 2023
le foto sono di Giuliano Guerra e Silverio Medri

https://youtu.be/g_Jf5LJekEw

Quest'anno le testimonianze raccolte dall'Associazione parolefatteamano di Meldola sono state tutte al femminile. Protagoniste della serata del 3 agosto, in una Arena al solito molto partecipata, sono state Cinzia Graziani, titolare di “Alimentari Greppi”; Ermen Bertaccini, proprietaria di “Ermen moda mare” con sede a Gatteo; e Maria Grazia Conti che ha fatto nascere l’az. “La Casaccia”. Tre meldolesi, tre imprenditrici che con la loro forza e capacità hanno dato vita a imprese commerciali e artigianali, non solo a Meldola. Grazie a queste ulteriori testimonianze si è ampliata la ricerca avviata dall’associazione parolefatteamano undici anni fa. Raccontare di lavoro è stata l’occasione per raccontare anche la vita e di come essa si intrecci con gli eventi storici, sociali, familiari. La parola “lavoro” si è legata così, indissolubilmente, alle singole identità, al senso di appartenenza, all'espressione di sé, alla passione. Storie comuni, ordinarie potremmo definirle, eppure uniche e straordinarie per i valori che esprimono e la forza interiore che le tre narratrici hanno dimostrato.

Il lavoro svolto dal gruppo di Biografi Volontari di parolefatteamano sta nel prendersi cura di queste storie nella consapevolezza che esse diventano patrimonio comune da custodire e restituire pubblicamente trovando in tal modo riconoscimento e valorizzazione. Con l’azione dei Biografi Volontari ogni narrazione orale diventa racconto scritto corredato da foto e documenti che difficilmente potrebbero essere conosciuti da un pubblico più vasto di quello strettamente familiare. 
L’associazione, che da tanti anni è conosciuta per le sue attività, opera per la promozione della cultura autobiografica e biografica e, tra le tante iniziative, organizza laboratori di scrittura, corsi di formazione e ricerche biografiche territoriali. Le memorie raccolte dai Biografi Volontari sono custodite presso la Mnemoteca “Loris Venturi-Corrado Ghetti” nella biblioteca comunale “F. Torricelli” di Meldola. La Mnemoteca è uno spazio aperto a chi desideri lasciare in dono la propria storia di vita alla collettività. 
L'iniziativa del 3 agosto, all'interno della rassegna comunale Arena sotto le stelle, si è svolta col patrocinio del Comune di Meldola e la collaborazione della Biblioteca comunale “Francesco Torricelli”. 
Hanno dato voce alle storie le Biografe Laura Borghesi, Paola Borghesi e Stefania Severi; hanno aperto la serata il Sindaco Roberto Cavallucci e l'assessore alla Cultura Michele Drudi e Ermes Fuzzi, presidente dell’associazione parolefatteamano.

sabato 29 luglio 2023

ANDAR PER STORIE ...A MELDOLA 2023

Giovedì 3 agosto 2023 alle ore 21.00
Arena Hesperia, Meldola


Ermen Bertaccini, Maria Grazia Conti e Cinzia Graziani: quest'anno le storie raccolte dall'Associazione parolefatteamano di Meldola sono tutte al femminile. Tre meldolesi, tre imprenditrici che con la loro forza e capacità hanno dato vita a imprese commerciali e artigianali. 

“Ogni racconto” spiega Ermes Fuzzi presidente dell'associazione “rievoca passaggi epocali che ognuno ha saputo definire in relazione alla professione svolta e al proprio percorso professionale. Grazie a queste storie si amplia la ricerca avviata undici anni fa. Nelle storie narrate dalle tre narratrici la parola 'lavoro' si lega indissolubilmente alle singole identità, al senso di appartenenza, all'espressione di sé, alla passione, alla ricerca di condizioni di vita migliori. Ogni narrazione orale diventa racconto scritto corredato da foto e documenti che difficilmente potrebbero essere conosciuti da un pubblico più vasto di quello strettamente familiare. Il lavoro svolto dal gruppo di Biografi dell'Associazione “parolefattemano” sta nel prendersi cura di queste storie nella consapevolezza che esse diventano patrimonio comune da custodire, restituire pubblicamente trovando in tal modo riconoscimento e valorizzazione”.

L'iniziativa, all'interno della rassegna comunale Arena sotto le stelle, si svolge col patrocinio del Comune di Meldola e la collaborazione della Biblioteca comunale “Francesco Torricelli”. Daranno voce alle storie le Biografe Laura Borghesi, Paola Borghesi e Stefania Severi; sarà presente il Sindaco Roberto Cavallucci e l'assessore alla Cultura Michele Drudi. Coordina Ermes Fuzzi.


domenica 4 dicembre 2022

FORLI': STORIE DI DONNE


Si è svolta martedì pomeriggio la prima edizione dell'iniziativa "Forlì: storie di donne", promossa dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Forlì, nella splendida cornice della Sala Randi nel Palazzo Comunale con la presenza di numerosi cittadini. Erano presenti l'assessora alle Pari Opportunità Andrea Cintorino, l'assessora ai Servizi Educativi Paola Casara, la presidente della Commissione Pari Opportunità Maria Teresa Rinieri e la responsabile del Centro Donna Giulia Civelli. L'iniziativa è stata promossa all'interno del programma dedicato alle giornate contro la violenza sulle donne.
Dopo i saluti istituzionali è intervenuto il responsabile del progetto, Ermes Fuzzi esperto in metodologie e ricerche biografiche territoriali, che ha illustrato le finalità dell'iniziativa di cui la prima e più importante consiste nel raccogliere, custodire e valorizzare i racconti biografici per la creazione di una mnemoteca della memoria cittadina al femminile. Sono intervenuti poi numerosi partecipanti che hanno segnalato storie di donne del passato e del presente particolarmente distintesi per coraggio, dedizione al lavoro, azioni di contrasto alla violenza di genere, umiltà, umanità e generoso e disinteressato impegno verso la propria comunità in ambiti come quello sociale, sanitario, artistico, sportivo, del volontariato e del Terzo settore. Durante le giornate dell'8 marzo si intende restituire e condividere pubblicamente le storie di vita al femminile chiamandole in campo, trasformandole in un sapere appartenente alla comunità locale ma anche a quella intesa in senso più ampio. Racconti del quotidiano, di esperienze, di sogni e ambizioni che contribuiscono a fare emergere sforzi di donne che possano essere di esempio ed ispirazione per altre donne. L'iniziativa, alla sua prima edizione, ha avuto una risposta significativa da parte della cittadinanza e sono giunte complessivamente ben 35 storie di donne forlivesi.

 https://www.forlitoday.it/cronaca/forli-storie-di-donne-prima-tappa-del-progetto-ben-35-racconti-come-esempi-di-ispirazione.html


venerdì 25 novembre 2022

Vivere a Tavolicci dopo la strage del 22 luglio 1944 - restituzione pubblica a Sarsina


Il volume raccoglie le testimonianze di Primo Botti, Elisa Gabrielli, Silvano Longhi, Angelo Perini, Alderina Olivieri, Jenny Perini e Matteo Caminati. L'incontro è stata l'occasione per conoscere anche la storia di Olimpia (Maria) Perini.

 Una serata ad alto potere narrativo




(foto Carlo Rondoni)
Per una galleria fotografica più completa si rimanda al profilo facebook dell'Associazione Amici Casa di Tavolicci



 

                                                                                                                                            

domenica 13 novembre 2022

PROSSIMI APPUNTAMENTI CON PAROLEFATTEAMANO

 Venerdì 18 novembre 2022, ore 20.30 a Sarsina

Sabato 3 dicembre, ore 16.00-18.30, biblioteca comunale "F. Torricelli" a Meldola, LABORATORIO DI SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA SUL NATALE. Questo evento è a numero chiuso, contattare la biblioteca per prenotarsi. Presto in arrivo anche la locandina.

giovedì 4 agosto 2022

IL LAVORO RACCONTATO DALLE PERSONE, il 5° volume dell'associazione parolefatteamano APS


Emanuela Gasperini, Ettore Alessandrini, Roberto Zoli, Ivan Stagnani, Renato Cappelli. Questi i cinque meldolesi le cui storie sono raccontate nel 5° volume “Memorie di lavoro” a cura dell'associazione parolefatteamano APS. Il volume sarà presentato lunedì 8 agosto 2022 alle ore 21.00 presso l'Arena Hesperia a Meldola e sarà donato alla mnemoteca, recentemente intitolata a “Loris Venturi e Corrado Ghetti”, che ha sede presso la locale biblioteca comunale.

“Ogni racconto” spiega Ermes Fuzzi presidente dell'associazione “rievoca passaggi epocali che ognuno ha saputo definire in relazione alla professione svolta e al proprio percorso professionale. Grazie a questa quarta raccolta si amplia una ricerca avviata otto anni fa. Nelle storie narrate dai cinque protagonisti del libro la parola 'lavoro' si lega indissolubilmente alle singole identità, al senso di appartenenza, all'espressione di sé, alla passione, alla ricerca di condizioni di vita migliori. Ogni narrazione orale diventa racconto scritto corredato da foto e documenti che difficilmente potrebbero essere conosciuti da un pubblico più vasto di quello strettamente familiare”. Prosegue Astrid Valeck cofondatrice dell'APS “Il lavoro svolto dal gruppo di Biografi dell'Associazione “parolefattemano” sta proprio nel prendersi cura di queste storie nella consapevolezza che esse diventano patrimonio comune da custodire, restituire pubblicamente trovando in tal modo riconoscimento e valorizzazione”.

L'iniziativa, all'interno della rassegna comunale Arena sotto le stelle, si svolge col patrocinio del Comune di Meldola e la collaborazione della Biblioteca comunale “Francesco Torricelli” e vede la partecipazione delle Biografe Laura Arduini, Francesca Abbiati, Paola Scarpellini, Daniela Gaudenzi e della musicista Anna Di Iorio; sarà presente l'assessore alla Cultura Michele Drudi. Coordina la serata Astrid Valeck.

martedì 28 giugno 2022

QUALCHE FOTO DAL NOSTRO DECENNALE

PAROLEFATTEAMANO APS INAUGURA A MELDOLA (FC) LA 
"MNEMOTECA LORIS VENTURI-CORRADO GHETTI"


Le foto sono di Giuliano Guerra che, una volta di più, ringraziamo per la presenza e la cura documentativa
Laura Di Gianni

Laura Di Gianni e Daniela Gaudenzi

Daniela Gaudenzi



Laura Arduini

Laura Fuzzi consegna a Fausta Minelli il disegno originale riprodotto sulla targa

Laura Fuzzi consegna a Bianca Guarisco il disegno originale riprodotto sulla targa


Michele Drudi, assessore alla Cultura Comune di Meldola e Monica Pozzi mostrano la targa

Ermes Fuzzi, presidente di parolefatteamano APS consegna all'assessore la targa preparata per intitolare la mnemoteca a Loris Venturi e Corrado Ghetti, soci fondatori dell'associazione parolefatteamano e ex Sindaci della città di Meldola


L'assessore alla Cultura di Meldola Michele Drudi



Astrid Valeck

la biblioteca di Meldola