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domenica 31 ottobre 2021

RIPRENDONO I NOSTRI LABORATORI DI SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA IN PRESENZA

 

Parolefatteamano riprende con i laboratori in presenza👏. Per iscriversi contattate la segreteria di parolefatteamano attraverso la nostra mail: parolefatteamano@gmail.com. Il laboratorio si attiverà con 8 iscritti e si chiuderà al raggiungimento di 15 partecipanti. 
Il laboratorio sarà presentato sabato 27 novembre 2021 alle ore 11.15 c\o la sala Punto Informazione Turistica, via Roma 3, Meldola







giovedì 1 luglio 2021

Finalmente riprendono i nostri laboratori!

“Fare autobiografia” significa coltivare l'orto che siamo, il campo che ci abita. Un terreno tutto nostro che contiene la terra che ci ha visto camminare, giocare, scappare, stare fermi, saltare, amare.
In questa “stanza tutta per sé” nasce la possibilità del “darsi voce”, dare voce alla propria storia, che diventa insieme storia di una famiglia, di un contesto sociale, di un tempo.

Ludovica Danieli 
docente Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari.

 

A tutti gli amanti dei nostri laboratori di scrittura autobiografica, eccoci con la prima delle nostre proposte estive.

Il luogo che ci accoglierà sarà un’aia…quindi saremo all’aperto in piena conformità con le norme anticovid.

L’aia in questa occasione non si offrirà solo come luogo accogliente ma anche come spazio di tradizioni e memorie.

L’aia, da sempre scenario di vita e contenitore di luce, oggi, sconvolta nella sua rigorosa struttura e disorientata nelle sue funzioni ostenta un silenzio risentito.

Un tempo era l’estensione dello scenario del lavoro dei contadini; utilizzata per trebbiare il grano e gli altri prodotti del podere, era anche il luogo dove svolazzavano polli e galline, ancheggiavano oche e gloglottavano tacchini infastiditi dai giochi dei bambini.

Delimitata da siepi ordinate e alberature dalle chiome contenute, l’aia era sempre rastrellata e ai margini vantava pagliai impeccabili nelle loro scrupolose geometrie. Nella vita familiare dei contadini in estate svolgeva la stessa funzione che aveva la stalla d’inverno, infatti sull'aia, le famiglie si riunivano per chiacchierare, improvvisare balli e feste campestri.

Scrivendo, daremo voce alla nostra necessità espressiva e animeremo un luogo che passerà, da un silenzio offeso a un silenzio conciliato. (L.B.)

domenica 28 giugno 2020

RACCONTARSI 2020 - la storia di un laboratorio di scrittura autobiografica online prosegue

Pubblichiamo qui di seguito un'altra lettera pervenutaci quale testimonianza del laboratorio di scrittura autobiografica* da poco conclusosi e che, entrerà a far parte delle riflessioni che sono raccolte nel libro in corso di preparazione su questa esperienza di scrittura a distanza in uno dei periodi più difficili attraversato da tutti noi. La lettera di questa settimana è di Mariella Boccioletti.

È
incredibile come Il piccolo principe mi sia entrato nel cuore. Non è stato un libro che ho divorato con la velocità con cui, nell'adolescenza, lessi I Gialli Mondadori. Non è stato come la lettura lenta e impegnata con cui cercai di addentrarmi negli intricati problemi psicologici de I Fratelli Karamazov. Il personaggio del Piccolo Principe mi arrivò come una ventata d'aria fresca e profumata che mi ossigenò il cuore. L'autore aveva espresso nel migliore dei modi pensieri, ricordi, sogni e sentimenti che appartenevano anche a me... 

Vorrei scrivere in bella calligrafia tutte le frasi del libro che mi hanno colpito di più. Poi le incornicerei e, in ordine sparso, le appenderei a una parete... Dopo dipingerei tanti acquerelli copiando le illustrazioni eseguite da Saint Exupéry facendo altrettanti piccoli quadri. Questi li collocherei nella parete di fronte, come dirimpettai delle frasi incorniciate.  Ma questo io l'ho già messo in opera da tempo, nel mio cuore, con la fantasia.

È come se la terza età avesse rinverdito ed accentuate alcune infantili fantasie... Non ho bisogno di inventarle, sono qui dentro da sempre.

"Solo i bambini sanno quello che cercano". disse il Piccolo Principe "perdono tempo per una bambola di pezza, e lei diventa così importante che, se gli viene tolta, piangono..."

Vorrei mi fosse concesso il tempo, almeno ancora per qualche anno, di guardare con il cuore... per fare entrare le cose semplici della vita: l'importanza di un' amicizia, la bellezza di un tramonto, la dolcezza di una storia ... come quella del Piccolo Principe.

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* laboratorio di scrittura autobiografica pensato e condotto dal nostro esperto Ermes Fuzzi

giovedì 28 maggio 2020

AUTOBIOGRAFIA...E DIDATTICA A DISTANZA

In questo tempo di chiusura delle scuole la classe 4^A della scuola Primaria “R. Follereau” dell' I.C. N° 8 “Camelia Matatia*” di Forlì si è dedicata alla scrittura attraverso la redazione di un giornalino**. Questo giornalino esce con regolarità, ogni settimana, dal mese di marzo 2020.
Nel corso dei mesi, attraverso le sue pagine sono stati affrontati tantissimi argomenti impegnando gli alunni e, coinvolgendo, un po' per volta anche tanti adulti.
Siamo ormai prossimi alla chiusura dell'anno scolastico e questa esperienza anomala di scuola “da lontano” chiede un bilancio.
La scrittura autobiografica si rivela un buon tramite anche a distanza e in questo presente tecnologico le sollecitazioni corrono attraverso wathsapp. I genitori si mettono all'opera e i loro contributi arrivano alla redazione dei giovanissimi alunni con la loro pluralità di sguardi.
Scrivo solo oggi di questa straordinaria esperienza con i miei alunni che è stata capace di tessere relazioni e vicinanza seppure nella distanza, con l'intenzione di fare un viaggio a ritroso e di raccontarvi come è nato e quale spazio ha avuto la scrittura di sé per questi alunni, per i loro familiari e per gli insegnanti.
Per oggi vi lascio con la scrittura di un papà dedicata alla scuola e apparsa sul n°8/maggio 2020 del giornalino.
Astrid Valeck

Sarà capitato anche a voi!
La distanza da quella che consideravamo normalità, mi ha dato il tempo, la voglia ed a volte la necessità di ripensare alla “mia” scuola.
Difficile non essersi trovati costretti a recuperare qualche nozione delle elementari per “aiutare” i nostri figli, e con loro sono riaffiorati anche tanti ricordi.
Nei primi giorni, come mi capita spesso, rispolverando i ricordi della scuola, i pensieri erano tutti positivi, spensierati e rassicuranti...
Credo che il passato venga sempre ovattato, quando lo si ripercorre, e le cose belle sono le prime a tornare a galla...
Poi, per colpa del calcolo dell’area, delle operazioni con la virgola e le ricerche fatte con l’enciclopedia, i parallelismi con la mia scuola e quella di oggi sono stati obbligati.
Non mi soffermo sul cambiamento della tecnologia che ha trasformato l’enciclopedia in  Wikipedia, le telefonate a casa, con risposta dei genitori, in una videochiamata di gruppo, ma sulla differenza di contesto.
Eravamo molto più autonomi, perché eravamo figli di genitori con la terza media, che consideravano la possibilità di andare a scuola il successo dei loro sacrifici!
Eravamo “obbligati” a studiare, impegnarci e crescere per dimostrare a loro il nostro riconoscimento. Sì é vero, non sono nato nel ‘800 e nemmeno cresciuto in una baracca, ma quel senso di responsabilità me lo ricordo.
Mi ricordo l’impegno nel fare i compiti e la soddisfazione nel vedere le buone valutazioni, ma ancor più soddisfazione era vedere la faccia dei miei genitori nel leggerle.
Mi ricordo quante volte mi sono sentito dire che quello era il mio lavoro, e che non potevo giocare o svagarmi prima di averlo finito.
A scuola c’era più distacco con gli insegnanti, un rapporto di rispetto e paura, loro erano i nostri giudici e non si dava confidenza a chi dettava il nostro futuro, sì perché le estati erano segnate da quella pagella che a giugno decideva l’estate che avrei passato.
Oggi come genitore forse non sono in grado di esser giusto con le mie figlie, abbastanza severo nel rispetto delle regole e sicuramente sono più permissivo del dovuto, ma come si dice: quello del genitore è un lavoro difficile!
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*Dirigente Scolastico Maria Teresa Luongo
** attività realizzata in Didattica a Distanza (DaD) su piattaforma Gsuite.