sabato 18 luglio 2026

Scrivere gomito a gomito anziani e bambini della scuola primaria

Un incontro inaspettato
La possibilità di fare Autobiografia può nascere da occasioni inaspettate: ad esempio da un incontro tra gli anziani di un Centro Ricreativo e gli alunni di una scuola Primaria. La proposta ha preso le mosse in una prospettiva di apertura della scuola al territorio che, negli anni, ha visto il dispiegarsi di molteplici esperienze in comune - anziani e bambini - in cui questi ultimi sono stati presso il Centro Ricreativo per attività sollecitate dai “nonni” e gli anziani sono entrati nella scuola, per imparare dai bambini e svolgere insieme attività che per gli alunni erano consuete e per gli anziani erano una novità. Uno scambio di insegnamenti ed esperienze alla pari, seppure nella differenza di età e di abilità.

La magia del prestito narrativo
Così è stato per la scrittura autobiografica, una pratica consueta per i bambini ma non per gli ospiti del Centro Ricreativo anziani, che si sono buttati a capofitto nella nuova esperienza, seduti, gomito a gomito, con gli alunni che erano andati a trovarli. Come appreso a scuola, infatti, l’invito alla scrittura è stato preceduto da un prestito narrativo - in questo caso un albo illustrato - capace di coinvolgere con l’uso sapiente di immagini e brevi frasi evocative.

Ponti di carta
Preparato il terreno per aiutare la rievocazione dei ricordi, si è manifestata spontanea la collaborazione tra “nonni” e alunni in cui i bambini aiutavano il gesto grafico degli anziani che faticavano a scrivere e gli anziani guidavano i bambini che ancora erano in fase di alfabetizzazione. Un sodalizio che si è ampliato con narrazioni di conoscenza reciproca durante l’attività artistica proposta a completamento della scrittura. Gli elaborati realizzati, biglietti pop up al cui interno sono state riportate le scritture, hanno poi viaggiato tra il Centro Ricreativo e la scuola, creando occasione di lettura e condivisione per gli alunni e i familiari che si avvicinavano incuriositi e aprivano i biglietti, trovandovi narrazioni di tempi lontani o a loro vicini, per comunanza di vissuti.
Astrid Valeck

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