venerdì 5 settembre 2014

UN DESTINO INASPETTATO

All'interno del volume “DA E VERSO MELDOLA. Memorie di vita e di migrazione al femminile” trova spazio la storia di Mihaela Chiriac Păun.
Mihaela è una delle prime donne che ha accettato di raccontare di sé.
A Meldola è conosciuta come Michela. Anche io l'ho sempre chiamata così e sapere che il suo nome è un altro e si pronuncia in modo differente da come l'ho sempre chiamata, mi ha sorpresa non poco.
Il nome è sede dell'identità, ci rappresenta ed è custode della nostra memoria.
Cambiare identità cosa comporta?
È un modo per distanziarsi dal proprio Paese e sentirsi più simili alle persone del Paese ospitante? Sentirsi accettati?
Rappresenta un nuovo inizio o nega le radici, l'appartenenza, la competenza, il sapere lasciando chi ha avuto un nuovo nome privo della propria essenza più profonda?
La Mihaela romena era sarta professionista e maestra nel controllo della qualità.
E la Michela italiana?

È da queste considerazioni che ha avuto inizio la nostra reciproca conoscenza portandoci sui sentieri dell'accoglienza, della migrazione, del cambiamento, passando dall'infanzia nella Romania di Ceauşescu all'amore per l'Italia.

La Voce di Romagna, 13/11/13

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