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mercoledì 15 luglio 2020

Prosegue la storia di un laboratorio di scrittura autobiografica online...RACCONTARSI 2020

Pubblichiamo qui di seguito uno stralcio di un'altra lettera pervenutaci quale testimonianza del laboratorio di scrittura autobiografica* da poco conclusosi e che, entrerà a far parte delle riflessioni che sono raccolte nel libro in corso di preparazione su questa esperienza di scrittura a distanza in uno dei periodi più difficili attraversato da tutti noi. La parole di questa settimana sono di Laura Di Gianni.

[..]Per quelle 4/5 settimane, ammetto che il centro dei miei pensieri è stato “chissà che cosa ci scrive Ermes lunedì, che cosa ci chiede”, e come farò eventualmente a far coincidere quello che ho voglia di dire io con quello che vuole sapere lui. Tenendo anche conto che io tratto un libro di poesie, non di narrativa come tutte le altre “compagne”. 
Tra martedì e mercoledì in genere ho già “fatto il compito”, e aspetto qualche volta a spedire, per non fare come quelli che entrano a teatro troppo presto, e la platea è vuota. Sempre meglio di quelli che arrivano a spettacolo iniziato e scocciano, però …. È brutto, dai. Sembri uno che non ha proprio niente da fare, e arriva in anticipo per noia.
Poi ricordo che c’è stato un intoppo, qualcosa che non sentivo di fare, e per un paio di giorni ho pensato di finirla lì (il tutto nato dal fatto che io avevo scelto un testo non narrativo) … poi ho trovato il bandolo della matassa, e ho anche considerato che, qualsiasi cosa ciascuna di noi avesse scritto, sarebbe comunque “andata bene”, come nei precedenti laboratori.
Quando l’appuntamento settimanale è finito, mi sono sentita davvero privata di qualcosa che comunque aveva soddisfatto per più di un mese quel mio bisogno di un progetto, anche piccolo, centrato su una cosa che mi piace fare, come è da sempre nella mia vita il leggere e lo scrivere. [..]

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* laboratorio di scrittura autobiografica pensato e condotto dal nostro esperto Ermes Fuzzi

sabato 4 luglio 2020

RINNOVARE LA MEMORIA. Vivere a Tavolicci dopo la strage del 1944

Domenica 19 luglio 2020 alle ore 15.30 i Biografi volontari dell'APS parolefatteamano saranno a Tavolicci per parlare di memoria collettiva e di autobiografia. Un progetto nato insieme all'Istituto Storico della Resistenza di Forlì e all'Associazione Amici della casa di Tavolicci. I Biografi della nostra associazione hanno dedicato due anni all'ascolto, alla raccolta e alla scrittura delle storie di vita di chi a Tavolicci è rimasto, è nato, è vissuto dopo gli eventi del 22 luglio del 1944. Una memoria che resta, che pesa e accompagna. Una memoria capace, però, di divenire possibilità. A Tavolicci, attualmente, vi sono poche case che potrei definire semi, perché le persone che vi abitano e che l'hanno scelto come proprio luogo di vita, stanno piantando il futuro. Non è facile vivere a Tavolicci: è un posto di montagna, è lontano dalle comodità e dai servizi. È lontano, però, anche dalla confusione, dalla fretta e dallo smog della pianura. La forte volontà di chi è rimasto e l'amore per questo luogo in cui lo sguardo si può muovere libero verso un orizzonte che trascende le cime, sta facendo germinare i "semi" di cui dicevo prima: attività produttive che promuovono il territorio e nuove nascite; a Tavolicci infatti ci sono due bimbi. Non si dimentica la strage e ciò che ha significato per chi è rimasto e per chi è nato dopo quell'evento. Ciò che è stato lascia sempre un segno in chi viene dopo. Una sorta di cicatrice consegnata in eredità attraverso l'educazione, il ricordo di un dolore: per non dimenticare quello che c'era prima di quel dolore e per fare divenire quella cicatrice forza propulsiva per il futuro e le generazioni che verranno. Domenica racconteremo della nostra ricerca parlando di infanzia, di affetti, di sogni, di aspettative, di attese...attraverso le parole di Primo Botti, Elisa Gabrielli, Silvano Longhi, Angelo Perini, Alderina Olivieri, Jenny Perini e Matteo Caminati.
Astrid Valeck


domenica 28 giugno 2020

RACCONTARSI 2020 - la storia di un laboratorio di scrittura autobiografica online prosegue

Pubblichiamo qui di seguito un'altra lettera pervenutaci quale testimonianza del laboratorio di scrittura autobiografica* da poco conclusosi e che, entrerà a far parte delle riflessioni che sono raccolte nel libro in corso di preparazione su questa esperienza di scrittura a distanza in uno dei periodi più difficili attraversato da tutti noi. La lettera di questa settimana è di Mariella Boccioletti.

È
incredibile come Il piccolo principe mi sia entrato nel cuore. Non è stato un libro che ho divorato con la velocità con cui, nell'adolescenza, lessi I Gialli Mondadori. Non è stato come la lettura lenta e impegnata con cui cercai di addentrarmi negli intricati problemi psicologici de I Fratelli Karamazov. Il personaggio del Piccolo Principe mi arrivò come una ventata d'aria fresca e profumata che mi ossigenò il cuore. L'autore aveva espresso nel migliore dei modi pensieri, ricordi, sogni e sentimenti che appartenevano anche a me... 

Vorrei scrivere in bella calligrafia tutte le frasi del libro che mi hanno colpito di più. Poi le incornicerei e, in ordine sparso, le appenderei a una parete... Dopo dipingerei tanti acquerelli copiando le illustrazioni eseguite da Saint Exupéry facendo altrettanti piccoli quadri. Questi li collocherei nella parete di fronte, come dirimpettai delle frasi incorniciate.  Ma questo io l'ho già messo in opera da tempo, nel mio cuore, con la fantasia.

È come se la terza età avesse rinverdito ed accentuate alcune infantili fantasie... Non ho bisogno di inventarle, sono qui dentro da sempre.

"Solo i bambini sanno quello che cercano". disse il Piccolo Principe "perdono tempo per una bambola di pezza, e lei diventa così importante che, se gli viene tolta, piangono..."

Vorrei mi fosse concesso il tempo, almeno ancora per qualche anno, di guardare con il cuore... per fare entrare le cose semplici della vita: l'importanza di un' amicizia, la bellezza di un tramonto, la dolcezza di una storia ... come quella del Piccolo Principe.

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* laboratorio di scrittura autobiografica pensato e condotto dal nostro esperto Ermes Fuzzi

domenica 10 novembre 2013

THE SCOPE OF DESTINY. Dalla Nigeria all'Italia

Sul quotidiano "La Voce di Romagna" prosegue la pubblicazione di brevi stralci delle storie contenute nella raccolta "DA E VERSO MELDOLA. Memorie di vita e di migrazione al femminile".
Il 29 ottobre 2013 è stata la volta della storia di Emelda Okeh del suo viaggio dalla Nigeria all'Italia.
Durante un colloquio autobiografico ciò che emerge, insieme alla storia di vita, sono i valori che fanno da guida ad una persona. Valutazioni sul mondo e sulla strada che ha percorso. E' come raccogliere una rete e tirarla verso di sé, fare sintesi e ri-trovare la trama. In questa trama c'è l'amore di Emelda per la su Terra, la filosofia di vita dei suoi genitori, i valori che le hanno trasmesso attraverso l'educazione, le sue esperienze e scoperte, la direzione che ha voluto dare alla sua esistenza e ciò che vuole lasciare ai suoi figli. Riflessioni che partendo dalla sua personale esperienza diventano occasione per considerazioni di carattere generale.