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mercoledì 24 agosto 2016

MEMORIE DI LAVORO 3°ANNO

Oggi vi segnaliamo un appuntamento per il prossimo 10 settembre.
Vale la pena non prendere altri impegni e trovarsi in sala Nella Versari a Meldola, dove alle ore 10.00 presentiamo la terza parte della ricerca dedicata ai lavoratori meldolesi.
Dopo tre anni di studi, contatti, colloqui biografici siamo giunti ad un importante traguardo. Tutte le narrazioni di questi tre anni saranno raccolte in un libro che presenteremo nei primi mesi del prossimo anno.
Il 10 settembre sarà l'occasione per conoscere le storie di Ermen Bertaccini, Glauco Mercuriali, don Mauro Petrini e Piero Tassinari.

lunedì 17 agosto 2015

UN PO' DI FOTO DEL 13 GIUGNO

Continua il nostro zapping tra le varie iniziative che ci hanno visti protagonisti in questi mesi. Oggi tocca alle foto scattatte durante la restitutzione della ricerca dedicata alle memorie di lavoro, sabato 13 giugno 2015.

Cristina Bacchi, Assessora alla Cultura Comune di Meldola

Ermes Fuzzi




Nives Negrello





Astrid Valeck e Germano Carloni
 
Maris Senzani Pezzi

Loris Venturi
Loris Venturi e Miro Coveri


Sabrina Lombardi

Teresina Zuccherelli



venerdì 31 luglio 2015

ZAPPING - Biografi in biblioteca

C'è un grande vuoto che intercorre tra il 5 giugno e il 28 luglio.
Un vuoto di narrazioni, non certo di eventi.
Cerco di rimediare in parte questa sera e in parte i prossimi giorni.
Un evento di cui non ho raccontato nulla è la chiusura del laboratorio per Biografi Volontari che si è svolta pubblicamente in biblioteca con la presentazione della ricerca sul lavoro. La seconda in poco più di un anno e mezzo.
Per farlo prendo a prestito le parole di Loretta Buda che era con noi quel sabato mattina e, rientrata a casa, mi ha scritto...

Carissimi
come sempre vi ringrazio per avermi permesso di partecipare al vostro evento. Anche questa volta siete riusciti a creare un contesto di alto spessore culturale. Ripensando alle narrazioni ancora mi commuovo. Fra i volti dei vostri testimoni emerge anche quello mia nonna e la sento dire, con un cipiglio esasperato da un dolore che cercava di addomesticare: “De guai un s’ mòr!”
Che non si muoia di dolore lo hanno confermato i vostri amici/amiche che nelle loro vite “tribolate” avevano stabilito confidenza col dolore, e in questa convivenza hanno capito che lamentarsi non serve, che era necessario trasformare la sofferenza: convertirla in forza; una forza che ha supportato i loro progetti di vita rendendo ogni soggetto un capolavoro “di vita”. Con i loro ricordi, che voi da veri artigiani della parola, avete restituito in emozionanti narrazioni, hanno riattualizzato una memoria collettiva, che si estende ben oltre al vostro territorio. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare che sono queste le persone che hanno contribuito a risollevare l’Italia da un dopoguerra disastroso. Per non cedere al confronto con la disastrata e insipiente contemporaneità vi lascio con un pensiero dedicato a Teresina che ha saputo preservare il suo passato dalla dimenticanza coltivando la memoria come un giardino di cui essere orgogliosi.
Un grande abbraccio
Loretta

Nella foto: Teresina Zuccherelli

La copertina del 2°libro  sul lavoro




venerdì 8 maggio 2015

Terminato un laboratorio, subito ne segue un altro...


Il 6 maggio si è concluso il laboratorio di scrittura autobiografica "SCRIVERE FA BENE ALLA VITA" dedicato ai ricordi di viaggio e subito si continua con quello per i BIOGRAFI VOLONTARI.
L'appuntamento è per il 12 maggio.
Si prosegue il 16 maggio, il 23 maggio, il 31 maggio (in forma seminariale) e il 13 giugno con l'evento pubblico di restituzione alla cittadinanza.

lunedì 30 dicembre 2013

MEMORIE DI LAVORO resoconto e foto


Il 21 Dicembre 2013 nella Biblioteca comunale di Meldola, alla presenza della cittadinanza, di coloro che si sono prestati a narrare la loro storia professionale, del Sindaco e dell'Assessore alla Cultura, ogni BIOGRAFO ha raccontato la propria esperienza come raccoglitore di storie. Le cinque narrazioni che compongono la raccolta dedicata al tema del lavoro sono state donate dai cittadini meldolesi Giuseppe Cardinale, Maria Iolanda Casadei, Maria Grazia Conti, Silverio Medri e Ruggero Milandri. La raccolta costituisce la fase finale di un lavoro sperimentale che ha visto impegnati una parte dei partecipanti al laboratorio di scrittura autobiografica tenutosi presso la biblioteca “F. Torricelli” nei mesi di aprile – maggio 2013 e che hanno proseguito, da ottobre a dicembre, il percorso di approfondimento per biografi volontari: Paola Borghesi, Khawla El Halaby, Sabrina Lombardi, Stefania Severi e Loris Venturi. Questi ultimi hanno curato la trascrizione e la rielaborazione delle narrazioni condivise, riviste e integrate insieme ai propri narratori. Si è scelto di far sperimentare i bigrafi in una intervista narrativa che avesse come sfondo la memoria professionale. I conduttori dei laboratori, Ermes Fuzzi e Astrid Valeck, si sono presi cura del contatto con le persone da intervistare spiegando loro quali erano le finalità della ricerca e che sarebbe approdata ad un momento di lettura pubblica e consegna in formato cartaceo alla sezione MNEMOTECA della biblioteca comunale. In realtà il nostro concetto di archiviazione deriva da una idea dinamica della documentazione delle memorie di vita indipendentemente dalle tematiche a cui esse fanno riferimento. In questo caso la memoria della vita lavorativa si è posta come oggetto di ricerca per andare a scoprire il legame identitario che unisce la vita di ognuno al proprio lavoro o con i lavori che ha svolto nel corso della propria esistenza. Nella costruzione di una traccia da seguire durante il colloquio narrativo, i biografi hanno saputo riferirsi agli incontri, alle speranze, alle aspettative disattese o a quelle realizzate, ai sacrifici e alle soddisfazioni, alle competenze acquisite e alle scoperte, ai bilanci in itinere e alle prospettive di sviluppo, alla coniugazione con gli altri molteplici aspetti che connotano la vita di ognuno dei narratori. Ci arrivano quasi quotidianamente parole e racconti che ci stimolano ad una riflessione su ciò che rappresenta oggi il lavoro e come i periodi di crisi passati siano stati a volte molto più ardui di quelli presenti. Come hanno superato le difficoltà queste persone? Come hanno affrontato e risolto i problemi? Che messaggio possiamo trarre dalla loro esperienza di vita? 
Da queste voci, che sono frutto di registrazioni della durata di circa 45 minuti, emergono molte risposte che vanno considerate in un'ottica intergenerazionale. Lo scoramento che sembra attanagliare molti giovani senza prospettive di lavoro certe o molti senza lavoro in età diverse può trovare nelle parole degli intervistati motivo di attenzione e riflessione. Prende forma un quadro estremamente variegato e complesso che riesce a dare l'idea delle difficoltà che ognuno ha dovuto affrontare per riconoscersi nei lavori che ha svolto. Ci sono descrizioni di ciò che non rappresenta l'ideale di attività che ognuno avrebbe voluto o saputo svolgere, ma in ogni caso il lavoro ha costituito uno strumento per trovare una propria collocazione sociale, per crescere una famiglia, per garantire un futuro ai figli, per realizzare i sogni e le speranze di una vita migliore. In ogni epoca storica e per ogni territorio attraversato da queste memorie di vita lavorativa i racconti testimoniano di quei valori cui è necessario riferirsi in ogni tempo e in ogni società: il lavoro come emancipazione, come autonomia, come conoscenza, come aiuto per sé e per gli altri, come segno identificativo della propria volontà. La raccolta, che ha il titolo "MEMORIE DI LAVORO", rappresenta la fine di un percorso sperimentale a cui si è accennato per divenire uno strumento aperto ad altre narrazioni sulle memorie lavorative del territorio che l'Associazione parolefatteamano intende sviluppare attraverso nuove raccolte ancor più articolate.






















domenica 15 dicembre 2013

MEMORIE DI LAVORO

Sabato 21 dicembre alle ore 10,00 presso la biblioteca comunale “F.Torricelli” di Meldola, in occasione dell'ultimo incontro di laboratorio promosso dall'associazione “parolefatteamano” con il patrocinio della provincia di forlì-Cesena e del Comune di Meldola, il gruppo di Biografi Volontari dona alla locale sezione mnemoteca la raccolta di memorie di lavoro di alcuni cittadini meldolesi: Casadei Maria Iolanda, Silverio Medri, Giuseppe Cardinale, Maria Grazia Conti, Ruggero Milandri. Cinque esperienze di vita, curate dai Biografi, che si collocano su piani storici diversi e che contengono peculiarità di grande valore non solo per i loro narratori e per i biografi, ma per tutti coloro che vivono nel territorio meldolese. Si alternano racconti di fatica, ricerca, spostamenti all'estero, tenacia e volontà che caratterizzano le vite di questi personaggi. Grazie a loro inizia un'importante ricerca in grado di ricomporre la memoria sul lavoro, sul suo significato e sui valori di riferimento. La storia degli ultimi anni ha spesso legato la parola “lavoro” a concetti negativizzanti come precarietà, fallimento, staticità, perdita, tassazione, chiusura. La memoria di questi cittadini, la loro esperienza e la loro capacità di superare le difficoltà insieme alla ricerca e alla volontà di realizzare i propri progetti di vita aiuta a riconquistare dignità, passione, fiducia, futuribilità e ricollocare la parola lavoro al centro della storia di ognuno. Lavoro come identità, appartenenza,ed espressione di sé. Questi i messaggi che i narratori vogliono comunicare e donare alla comunità di ascoltatori e lettori.     

lunedì 21 ottobre 2013

A Meldola non sapevano che i fiori si potevano coltivare

Ha inizio la presentazione di un lavoro partito tre anni fa. Ogni martedì la redazione del quotidiano "La Voce di Romagna" dedica una rubrica alle narratrici della raccolta "Da e verso Meldola. Memorie di vita e di migrazione al femminile". La prima a presentarsi è Elsa Calboli, classe 1926, che si trasferì in Francia per lavoro iniziando come operaia di una fabbrica di scatolame e diventando responsabile di reparto. Al periodo francese del dopo guerra seguì il ritorno nella terra natale dove fu imprenditrice di se stessa. Competenze, passioni, lavoro duro  caratterizzano questa storia e tracciano il profilo di un'epoca in cui la migrazione oltralpe aveva un sapore di avventura.