domenica 19 maggio 2019

ANDAR PER STORIE A MELDOLA.





 ANDAR PER STORIE   

Quello di ieri mattina è stato un "Andar per storie" riuscitissimo; un po’ di caldarroste e un bicchiere di brûlé avrebbero reso l’atmosfera ancor più  intima e in linea  con il meteo che impunemente continuava a rovesciare pioggia.
 L'opportunità di ritrovarci nella nuova sede della biblioteca Torricelli è  stato già  molto emozionante e piacevole ; un piacere che si conferma e si  rinnova ad ogni incontro, un piacere pro-vocato dai racconti che legano e collegano le storie individuali in una narrazione corale la quale , a sua volta, rafforza la relazione fra i soggetti  e ridisegna paesaggi territoriali. 
  I biografi: Laura Arduini, Laura Di Gianni e Maris Senzani Pezzi hanno presentato le biografie di Roberto Raccagni, Walter Turci e Valerio Aldini.
I testimoni nel loro narrare, hanno sottolineato come le qualità personali,  il modo di lavorare, la loro determinazione nelle scelte fondamentali  della vita,  si siano  intrecciate con un particolare momento storico-sociale che ha favorito la realizzazione di  attività vincenti.

Le storie di vita si collocano infatti,  all'inizio  degli anni 70, pochi  anni prima della fine del miracolo economico ; una fine che andò di pari passo con una pesante crisi sociale, ma Roberto, Walter e Valerio,  nonostante gli impegni gravosi riuscirono a coltivare interessi e a realizzare le loro aspirazioni.
Non sono mancati i ricordi di guerra che hanno avuto, come pretesto narrativo, il ritrovamento di oggetti di uso comune che “nel loro silenzio docile" hanno dimostrato, come sostiene Catherine Bateson,[1] che le dimore autobiografiche vanno , innanzitutto arredate con le loro presenze.   
In conclusione ribadiamo che a Meldola, continuando ad "andar  per storie",  lasciamo tracce  del nostro passaggio nel territorio e nel mondo: tracce che evocano il passato, diventano ricordo e nel contempo si sporgono con forza prospettica verso il futuro, diventando  ancoraggio per nuovi progetti che noi  tutti accoglieremo e insieme faremo crescere. 

l.b.











[1] Comporre una vita Feltrinelli

venerdì 10 maggio 2019

Andar per storie...a... Meldola Maggio 2019





ANDAR PER STORIE 


Sabato 18 Maggio ci incontreremo  nella nuova sede della biblioteca F. Torricelli, uno spazio accogliente dove sarà possibile confrontarsi, conversare e raccontarsi.
Nell'occasione saranno presentate le storie di vita  di Valerio Aldini, Guido Neri, Roberto Raccagni,  Giampiero Ruscelli e Valter Turci. Storie raccolte e curate da: Laura Arduini, Laura Di Gianni, Ermes Fuzzi, Maris Senzani Pezzi e  Loris Venturi.   

domenica 28 aprile 2019

UNA NUOVA SEDE PER LA BIBLIOTECA "F. TORRICELLI" DI MELDOLA


Uno dei malintesi che dominano la nozione di biblioteca è che si vada in biblioteca per cercare un libro di cui si conosce il titolo. In verità accade sovente di andare in biblioteca perché si vuole un libro di cui si conosce il titolo, ma la principale funzione della biblioteca, [..] è di scoprire dei libri di cui non si sospettava l’esistenza, e che tuttavia si scoprono essere di estrema importanza per noi.
(Umberto Eco)

Il 27 aprile 2019 la biblioteca "F. Torricelli" di Meldola ha cambiato sede, da palazzo Doria Panphili all'ex Macello, rimesso completamente a nuovo e ripensato nella strutturazione degli spazi per consentire molteplici e diversificati utilizzi. 
La nuova biblioteca ha ampi spazi luminosi e una zona studiata a misura di bambino, nonchè per ragazzi e per adulti. All'interno della biblioteca ha anche una sua speciale collocazione la mnemoteca creata dalla nostra associazione, che custodisce tutte le storie di vita raccolte in questi anni dal gruppo dei Biografi Volontari.
Prendendo a prestito le parole di Umberto Eco ci auguriamo che chiunque entri in biblioteca, incuriosito dai tanti libri disponibili negli scaffali, accompagnato dalla luminosità dei raggi che si intrufolano dall'esterno, possa essere catturato da qualcosa di cui non sospettava l'esistenza ma che si dimostra di estrema importanza per lui. Di coglierlo dalla scaffale e di sedersi a leggere dimentico dei suoni dell'esterno, in viaggio per luoghi lontani.



mercoledì 24 aprile 2019

Un 25 aprile firmato Sergio Giammarchi

A tutti i nostri amici un augurio per questa giornata simbolo di libertà che trova ancora nel nostro carissimo Sergio un testimone sempre in grado di stupirci. A lui tutto il nostro affetto. 




venerdì 19 aprile 2019

PASQUA 2019


Buona   Pasqua


Come ci ricorda Erri De Luca, Pasqua è voce del verbo ebraico "pèsah", passare. 
"Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio". Quindi, nell'imminenza delle festività pasquali  uniamo, ai più sentiti auguri di BUONA PASQUA, ringraziamenti  sinceri  per il contributo e il sostegno che , associati-simpatizzanti-collaboratori-amici, riservano alle nostre attività;  attenzioni che rappresentano le basi necessarie per continuare a “camminare insieme”.  
Nella reciprocità dell’ augurio di continuare a vivere il tempo della  ri- nascita su percorsi rinnovati e rinnovabili
                                                                 vi salutiamo caramente.  

      Parolefatteamano 



domenica 14 aprile 2019

Le pulizie di Pasqua .




Le pulizie di Pasqua




Il gatto alita sui vetri con un miagolio afono, mentre apro la finestra il mio sguardo cade sulle tende che scendono flosce con una mestizia tutta quaresimale. Non le ho cambiate, non ho lucidato i vetri, ovviamente non ho lavato gli infissi, non ho svuotato i mobili e di conseguenza non ho cambiato la carta sui ripiani: in definitiva non ho fatto le pulizie di Pasqua e oggi è la Domenica delle Palme.  Con il senso di colpa che mi martella i pensieri  penso alla rapida pulizia effettuata, nei primi giorni di marzo e alla successiva visita del parroco per la  benedizione pasquale: un rituale che sta  svilendo  in un contesto «benedetto» da altri riti e da altre storie. 
Casualmente nelle pagine de “ I puri di cuore”  di Marino Moretti leggo la descrizione dell’atmosfera che si creava in una casa di Romagna durante le pulizie di Pasqua e,  riconoscendovi molti aspetti  riconducibili alla mia infanzia,  la  propongo con piacere.



















Che ne dici , tu, Papetta? Vogliamo aspettare a mutare al palma? Vogliamo aspettare di aver fatto le pulizie?
— Va bene, — rispose gravemente la Papetta. — Aspettiamo le pulizie. —
E si comincio il  dì dopo a buttare all'aria la casa per queste famose pulizie di pasqua. Le donne ci si accanivano, e la Rossola era allegrissima perché le piacevan certe faticate e il grande scompiglio. Si toglievano le tende alle finestre, si staccavano i quadri, sacri e profani, si scostavano i mobili, si ammucchiavano gli arnesi di cucina, si scardinavano porte e finestre, si portavano seggiole e tavole nei cortili e fin nella strada, si liberava la casa delle vecchie cianfrusaglie, delle cose inservibili: cenci, stoppacci, tegami rotti, scope consunte, lettere antiche, libri spaginati. La Papetta diceva che c'era tanta confusione come quando Gesù entro nel tempio e rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi. Poi, quando la casa era nuda, si lavava, strofinava, smacchiava, sbatacchiava, si adoperavano stracci intinti in un'orrenda miscela, si esploravano i soffitti con una lunga canna a cui era legato, in cima, un granatino. Certe cose non si pulivano che una volta l'anno, ed erano quelle a cui le donne si avvicinavano chiudende il naso e la bocca.
Le donne in quei giorni mangiavano un pezzo di pane e una fetta di salame in piedi, girando per casa e guardando la roba ammonticchiata che doveva ritornare al suo posto prima di sera o il giorno dopo o l'altro giorno. Faceva un effetto triste la casa tirata giù; ma la roba era molta e non pareva d'averne tanta. C'era in tutti, uomini e donne, un improvviso esagerato amore della pulizia, e dei mobili lisci, degli ottoni lustri, del puzzo d'aceto e di petrolio, e un sacro orrore della polvere e del sudiciume che pur s'erano tanto volentieri lasciati accumular dappertutto.
  Le donne bevevano parecchi bicchieri di vino perché credevano che il vino rinforzasse quando si faticava. A sera qualche arzdora era ubriaca; e allora avveniva che il marito mettesse a letto la moglie mentre, di solito, era la moglie che metteva, brontolando, a letto il marito.
La Rossola diveniva sempre più allegra nel polverone, fra le mosche secche e le ragnatele pulverulente, e così, coi capelli spettinati e il viso contratto, pareva anche più lentigginosa e più fulva. Giacché resisteva alla fatica e aveva forza e iniziativa, si credeva in diritto di ridere e di parlare pin sfacciatamente degli altri giorni; e rispondeva con una risata o una scrollata di spalle alla madre o alla padrona che l'ammonivano; né, d'altronde, le ammonizioni, in tempo di pulizie, erano fatte sul serio. Ella sapeva troppo bene di essere davvero utile. Non voleva che la madre l'aiutasse; voleva la responsabilità assoluta del suo lavoro, in cucina o in cortile, per le scale o nel ricovero; accettava solo il piccolo aiuto di Luca, al quale s'affezionava un poco per l'occasione. Le piaceva di comandarlo, di ridere con lui, di vederlo allegro, anche lui, nel polverone, fors'anche di scuoterlo, con una canna in mano, dalla sua sonnolenza.
C'era da farne un uomo come tutti gli altri di quel bambino di quarant'anni: su! svelto! forza! coraggio! un ultimo sforzo! piano, adagio, cosi!; oppure lo guardava in un certo modo, negli occhi, cantando il ritornello d'una canzonetta recente:
e cich e cich e ciach,
me la tu' sbera, e to e mi' vigliach! 

Marino Moretti ,  I puri di cuore , EDIZIONI SCOLASTICHE MONDADORI, 1951   




https://www.poesie.reportonline.it/poesie-di-pasqua/poesia-di-pasqua-di-marino-moretti-la-domenica-delle-palme.html


lunedì 18 marzo 2019

CASA: andata e ritorno. Restituzione laboratorio RACCONTARSI 2018


“Il tempo non è una linea ma una dimensione, come la dimensione dello spazio. Se si può piegare lo spazio, si può piegare anche il tempo, e se grazie alle necessarie conoscenze ci si potesse muovere più velocemente della luce, si potrebbe viaggiare a ritroso nel tempo ed esistere contemporaneamente in due luoghi...
...iniziai a immaginare il tempo come qualcosa con una forma, qualcosa di visibile, una serie di trasparenze liquide una sull'altra. Il tempo non è qualcosa che si possa osservare guardando all'indietro, ma guardandoci dentro come se fosse acqua.A volte affiora in superficie questo, oppure quello, oppure niente. Niente scompare.”

[M. Atwood, Occhio di gatto]

Quest'anno il laboratorio di scrittura autobiografica è stato dedicato alla CASA.
Esplorandone gli spazi interni come quelli esterni, rievocandone i colori e i profumi, gli affetti e gli incontri, viaggiando tra passato e presente, la casa o le tante case abitate nel corso della vita, ci accompagnano. Prima di essere uno spazio fisico, infatti, la CASA è un luogo che ci portiamo dentro, che ci appartiene e ci manifesta, un interno che rendiamo visibile solo a chi decidiamo di far entrare. La nostra casa racconta chi siamo: i libri sugli scaffali, il tessuto del divano, l'odore della cucina, i prodotti del bagno. Le case parlano delle persona che vivono al suo interno e sono profondamente intrise della vita dei loro abitanti.
Il 14 marzo si è ripetuto un appuntamento che è ormai tradizione al termine di ogni laboratorio: la restituzione pubblica. 

“Ogni foto è  ricordo futuro”  (I.  Calvino )

Nella  piena consapevolezza che  “ogni foto sia  ricordo futuro”  condividiamo, con piacere, le immagini della serata.