venerdì 4 aprile 2014
lunedì 3 febbraio 2014
E' iniziato il laboratorio di scrittura autobiografica
Il 1 febbraio 2014 alle ore 9.30, presso la biblioteca comunale "F.Torricelli" di Meldola è iniziato il laboratorio di scrittura autobiografica "SCRIVERE FA BENE ALLA VITA". Presto le prime foto!!!
martedì 28 gennaio 2014
SCRIVERE FA BENE ALLA VITA. Presentato oggi il laboratorio
Al via il laboratorio di scrittura autobiografica di 1°livello! E così siamo alla seconda edizione. Un bel risultato per la nostra giovane associazione, attiva solo dal giugno 2012.
Nemmeno la neve, caduta abbondante in mattinata, ha fermato i coraggiosi scrittori che ci hanno raggiunti in biblioteca. L'appuntamento per iniziare a scrivere di sé è per sabato 1 Febbraio 2014 alle ore 9.30, presso la sala "Essere donna" della biblioteca comunale "F.Torricelli" di Meldola. Conducono il laboratorio Ermes Fuzzi e Astrid Valeck con la collaborazione di Marina Seganti.
Nemmeno la neve, caduta abbondante in mattinata, ha fermato i coraggiosi scrittori che ci hanno raggiunti in biblioteca. L'appuntamento per iniziare a scrivere di sé è per sabato 1 Febbraio 2014 alle ore 9.30, presso la sala "Essere donna" della biblioteca comunale "F.Torricelli" di Meldola. Conducono il laboratorio Ermes Fuzzi e Astrid Valeck con la collaborazione di Marina Seganti.
Il Corriere Romagna, martedì 28 gennaio 2014
sabato 25 gennaio 2014
VIAGGIO DI RITORNO - da e verso Meldola
Per raccontare la serata della presentazione della II^ parte del libro dedicato alle donne e alla migrazione abbiamo pensato di pubblicare la lettera che Maris Senzani Pezzi ci ha inviato al nostro indirizzo mail. Un dono bellissimo da con-dividere.
Durante il viaggio di ritorno, dopo la bellissima serata vissuta il 08/01/2014 per la presentazione del libro "Da e Verso Meldola - memorie di vita e di migrazione al femminile", tanti pensieri mi hanno tenuto compagnia e vorrei condividerli con voi. In un mondo globalizzato, standardizzato, omogeneizzato, dove l'inclusione e l'incontro con l'altro spesso è mediato da stereotipi, valori quantitativi, compromessi "frullati" la ricerca auto e biografica, in quel familiare così personale, particolare e marginale (potrebbe essere interpretato in questo modo, sbagliando), permette ad ognuno di trovare se stesso e gli altri. Il bisogno di ricordare è necessario per mantenere nel tempo la propria identità e per dare a questa un senso. Svolge inoltre la funzione di testimone, intendendosi come colui che ha visto e come colui che trasmette qualcosa nel futuro e al di fuori di se stesso verso gli altri. Per questo è importante scrivere: per non dimenticare, per non dimenticarsi e per non fare dimenticare.
E come si può trovare un rapporto, un equilibrio fra la memoria collettiva e le singole memorie individuali? Sicuramente le memorie individuali non possono essere confinate all'oblio perchè senza di queste non esiste la memoria collettiva. La Storia, come dice il premio Nobel Alice Munro, non sono gli avvenimenti registrati dalle cronache e poi dalla storiografia ufficiale ma ciò che s'incarna nelle creature umane e nelle loro avventure e disavventure, i sogni, le passioni, i malintesi, i fallimenti, le gioie e le invisibili e rare vittorie.
Ho notato inoltre la maggiore presenza fra i partecipanti delle donne. Sicuramente la storia umana e la cultura dominante hanno legato la donna alla dimensione familiare, affettiva, intima, personale. Non è un caso se soprattutto le ragazze hanno tenuto numerosi diari, una modalità espressiva ed emozionale mantenuta a volte anche da adulte. E' una splendida "abitudine" per essere il miglior Tour Operator al mondo. Il viaggio dentro, con, e per essere se stessi, esprime il più alto grado di umanità perchè è l'unica via per uscire, per incontrare gli altri ed essere un Noi. Come al solito le donne sono sempre più avanti!!!
Mi è piaciuto inoltre l'immagine evocata da Ermes del "Custode". Da quando è venuta a mancare mia mamma mi sento proprio un custode: colui che non diventa proprietario e consumatore di un patrimonio ma persona che cura, coltiva, perpetua in se stesso e con gli altri i preziosi gioielli emozionali e valoriali donati e consegnati con tanto amore.
Custode e Raccoglitore di Storie.
martedì 21 gennaio 2014
SCRIVERE FA BENE ALLA VITA - 2^ edizione. Inizia a breve il laboratorio di scrittura autobiogtafica
LABORATORIO DI SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA DI 1°LIVELLO
SCRIVERE FA BENE ALLA VITA
Organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “parolefatteamano”
c/o Biblioteca Comunale “F. Torricelli”, p.zza Orsini Meldola (FC)
il sabato mattina dalle ore 9.30 alle ore 12.00
DAL 1 FEBBRAIO 2014 ALL’ 8 MARZO 2014
Da un min di 6 a un max di 10 partecipanti, dai 18 anni.
Docenti: Ermes Fuzzi e Astrid Valeck, con la collaborazione di Marina Seganti
Il laboratorio ha il patrocinio della provincia di Forlì-Cesena e del comune di Meldola. È aperto a coloro che desiderano provare a scrivere di sé e della propria storia di vita. Nessuna importanza verrà data alla forma letteraria. Si scriverà per ritrovare ricordi che si credevano sopiti, esperienze che hanno fatto crescere, frammenti di sé da lasciare in eredità o da chiudere in un cassetto. Il tutto in una dimensione di gruppo dove condividere i propri ricordi e specchiarsi nelle storie di chi ci sta di fronte.
Il laboratorio verrà presentato pubblicamente martedì 28 Gennaio 2014 alle ore 17.00 c/o la biblioteca comunale "F.Torricelli" di Meldola.
Il laboratorio verrà presentato pubblicamente martedì 28 Gennaio 2014 alle ore 17.00 c/o la biblioteca comunale "F.Torricelli" di Meldola.
Info ed iscrizioni
parolefatteamano@gmail.com cell.329/3912330
lunedì 20 gennaio 2014
CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ANNUALE
L'Assemblea Ordinaria dei soci è convocata in 1^seduta per le ore 03.00 di venerdì 24 gennaio 2014 c/o palazzo Doria Pamphili - 3°piano-, piazza Orsini, Meldola per discutere e deliberare su:
ORDINE DEL GIORNO
-approvazione rendiconto economico-finanziario anno 2013
-stato delle attività in corso
-progetti 2014
-tesseramento 2014
-varie ed eventuali
per la validità dell'Assemblea occorre l'intervento di almeno la metà dei soci più uno, in difetto l'adunanza sarà rinviata in 2^ convocazione a SABATO 25 GENNAIO 2014 alle ORE 16.00 in palazzo Doria Pamphili -3°piano-p.zza Orsini, MELDOLA
L'Assemblea è aperta anche a quanti vorranno associarsi e condividere e promuovere i valori e i principi fondanti il nostro statuto.
lunedì 30 dicembre 2013
MEMORIE DI LAVORO resoconto e foto
Il 21 Dicembre 2013 nella Biblioteca comunale di Meldola, alla presenza della cittadinanza, di coloro che si sono prestati a narrare la loro storia professionale, del Sindaco e dell'Assessore alla Cultura, ogni BIOGRAFO ha raccontato la propria esperienza come raccoglitore di storie. Le cinque narrazioni che compongono la raccolta dedicata al tema del lavoro sono state donate dai cittadini meldolesi Giuseppe Cardinale, Maria
Iolanda Casadei, Maria Grazia Conti, Silverio Medri e Ruggero
Milandri. La raccolta costituisce la fase finale di un lavoro sperimentale che ha
visto impegnati una parte dei partecipanti al laboratorio di scrittura
autobiografica tenutosi presso la biblioteca “F. Torricelli” nei
mesi di aprile – maggio 2013 e che hanno proseguito, da ottobre a
dicembre, il percorso di approfondimento per biografi volontari: Paola
Borghesi, Khawla El Halaby, Sabrina Lombardi, Stefania Severi e Loris
Venturi. Questi ultimi hanno curato la trascrizione e la rielaborazione
delle narrazioni condivise, riviste e integrate
insieme ai propri narratori. Si è scelto di far sperimentare i bigrafi in una
intervista narrativa che avesse come sfondo la memoria professionale. I conduttori dei laboratori, Ermes Fuzzi e Astrid Valeck,
si sono presi cura del contatto con le persone da intervistare
spiegando loro quali erano le finalità della ricerca e che sarebbe
approdata ad un momento di lettura pubblica e consegna in formato
cartaceo alla sezione MNEMOTECA della biblioteca comunale. In realtà il nostro
concetto di archiviazione deriva da una idea dinamica della
documentazione delle memorie di vita indipendentemente dalle
tematiche a cui esse fanno riferimento. In questo caso la memoria
della vita lavorativa si è posta come oggetto di ricerca per andare
a scoprire il legame identitario che unisce la vita di ognuno al
proprio lavoro o con i lavori che ha svolto nel corso della propria
esistenza. Nella costruzione di una traccia da seguire durante il
colloquio narrativo, i biografi hanno saputo riferirsi agli incontri,
alle speranze, alle aspettative disattese o a quelle realizzate, ai
sacrifici e alle soddisfazioni, alle competenze acquisite e alle
scoperte, ai bilanci in itinere e alle prospettive di sviluppo, alla
coniugazione con gli altri molteplici aspetti che connotano la vita
di ognuno dei narratori. Ci arrivano quasi quotidianamente parole e racconti che ci
stimolano ad una riflessione su ciò che rappresenta oggi il lavoro e
come i periodi di crisi passati siano stati a volte molto più ardui
di quelli presenti. Come hanno superato le difficoltà queste
persone? Come hanno affrontato e risolto i problemi? Che messaggio
possiamo trarre dalla loro esperienza di vita?
Da queste voci, che
sono frutto di registrazioni della durata di circa 45 minuti,
emergono molte risposte che vanno considerate in un'ottica
intergenerazionale. Lo scoramento che sembra attanagliare molti
giovani senza prospettive di lavoro certe o molti senza lavoro in età
diverse può trovare nelle parole degli intervistati motivo di
attenzione e riflessione. Prende forma un quadro estremamente
variegato e complesso che riesce a dare l'idea delle difficoltà che
ognuno ha dovuto affrontare per riconoscersi nei lavori che ha
svolto. Ci sono descrizioni di ciò che non rappresenta l'ideale di
attività che ognuno avrebbe voluto o saputo svolgere, ma in ogni caso
il lavoro ha costituito uno strumento per trovare una propria
collocazione sociale, per crescere una famiglia, per garantire un
futuro ai figli, per realizzare i sogni e le speranze di una vita
migliore. In ogni epoca storica e per ogni territorio attraversato da
queste memorie di vita lavorativa i racconti testimoniano di quei
valori cui è necessario riferirsi in ogni tempo e in ogni società:
il lavoro come emancipazione, come autonomia, come conoscenza, come
aiuto per sé e per gli altri, come segno identificativo della
propria volontà. La raccolta, che ha il titolo "MEMORIE DI LAVORO", rappresenta la fine di
un percorso sperimentale a cui si è accennato per divenire uno
strumento aperto ad altre narrazioni sulle memorie lavorative del territorio che l'Associazione parolefatteamano intende sviluppare attraverso
nuove raccolte ancor più articolate.
Iscriviti a:
Post (Atom)













