venerdì 4 maggio 2018

BOOM!! Giovani biografi per SOGNANDO DOMANI


Nei mesi scorsi, a Meldola, si è svolto un particolare percorso rivolto ad un gruppo di giovani studenti delle scuole secondarie di 1° di Meldola: il progetto “BOOM!” acronimo di Biografi d'Origine Obiettivamente Meldolese. Il progetto, coordinato da Astrid Valeck ed Ermes Fuzzi, si è articolato in una serie di incontri durante i quali gli alunni sono stati preparati per la conduzione di una intervista biografica rivolta agli artigiani e ai commercianti della città dopo essere passati per una esperienza di scrittura autobiografica in gruppo. 





Il progetto si inserisce all'interno della manifestazione "SOGNANDO DOMANI" curata dall'Amministrazione locale ed alla sua settima edizione. Ha un forte valore orientativo per le giovani generazioni in quanto promuove il dialogo intergenerazionale tra i giovani che sognano il proprio futuro lavorativo e i diretti protagonisti delle piccole imprese locali. Lo scopo, infatti, è stato quello di creare occasioni di incontro e conoscenza tra parti, Scuola e Lavoro, che difficilmente riescono a comunicare tra loro in modo così approfondito e che solo una ricerca di tipo biografico può lasciare scaturire. Con questo percorso si è voluto guidare i giovani biografi verso una riflessione sui temi del lavoro che, proprio grazie agli entusiasti narratori disponibili a raccontarsi, possa portare nella direzione di pensare con fiducia e speranza al futuro.
Le interviste biografiche, raccolte in questo volume, arricchiscono la mnemoteca locale di racconti e storie meldolesi. 













La mnemoteca, voluta e curata dall'APS parolefatteamano, è collocata presso la biblioteca comunale “Francesco Torricelli”.
Il 24 maggio alle ore 21.00 presso il teatro Dragoni di Meldola verrà presentata la manifestazione "SOGNANDO DOMANI". Durante la serata sarà possibile conoscere i giovani biografi coinvolti e i professionisti che hanno donato la loro storia di lavoro alla comunità.
La manifestazione, aperta alla cittadinanza e al territorio, avrà luogo domenica 27 maggio 2018 dalle ore 10.00 alle ore 19.00

lunedì 23 aprile 2018

ANDAR PER STORIE 12 Maggio

ANDAR PER STORIE 


Per il 12 Maggio proponiamo una nuova sosta del nostro viaggio, “ Andar per storie”. Come viandanti siamo partiti con la bisaccia vuota e, strada facendo, l’abbiamo riempita di parole, immagini e storie che desideriamo condividere nuovamente con amici e simpatizzanti.





domenica 15 aprile 2018

Andar per storie...a Meldola di ASTRID VALECK e ERMES FUZZI

Andar per storie...a Meldola

Astrid  Valeck e Ermes Fuzzi 



Andar per storie... evoca l'immagine del viandante che si muove tra una narrazione e l'altra. Come possiamo definire il luogo in cui viviamo, se non attraverso le parole che lo raccontano?
Andar per storie... evoca anche l'immagine del cantastorie che accompagna il viandante e ne narra il viaggio di esplorazione e di conoscenza proprio attraverso le tante storie incontrate. I cantastorie erano viandanti e forse sono stati loro i primi biografi.
Andar per storie...a Meldola, come altrove, significa creare occasioni per stringere relazioni. Non solo tra chi narra e chi scrive, ma anche tra chi ascolta e le storie narrate. Storie in cui ritrovare un poco di se stessi e un motivo per avvicinarsi agli altri. Tessere i fili della memoria ha una valenza del tutto particolare nella nostra cittadina. Un luogo, questo, dove si produceva, in un tempo non molto lontano, una seta nota in tutto il mondo e che ci legava commercialmente e culturalmente con tanti luoghi. Quei fili di seta hanno rappresentato a lungo la nostra identità, ci distinguevano. C'è un baco censito come “baco Meldola” riconosciuto tra le specie di pregio.
Poi i fili di seta sono stati sostituiti dai fili sintetici come al “genius loci” - lo spirito del luogo - si è sostituito uno spirito sconosciuto e livellante che sovrasta e rende quasi tutto uguale a tutto. 
È arrivato il momento di ritrovare il filo, di dipanarlo e snodarlo con cura e attenzione. Di questo filo ideale abbiamo trovato il “capo”, l'inizio da cui via via sciogliere la forma del bozzolo. Il nostro filo è quello dei ricordi, della memoria individuale che forma quella collettiva.
La metodologia utilizzata è quella dell'intervista narrativa in cui la narrazione viene condivisa tra narratore e biografo, è negoziata, rivista con l'accordo di entrambe le parti restando, tuttavia, di “esclusiva proprietà” di ogni narratore.
Dai racconti di chi si è prestato a narrare della propria storia di vita, delle passioni, della famiglia sono emersi spaccati della storia locale che vanno ad ampliare e approfondire le ricerche storiche classiche con la peculiarità che solo l'intervista narrativa riesce ad evidenziare.
È partendo dal vissuto personale che si manifestano i punti di vista, i valori, i progetti, le scelte che guidano le persone.
Ognuna delle persone che si è lasciata intervistare ha mostrato coraggio nell'esporsi in prima persona, nel mostrare la propria intimità, nel parlare delle proprie paure, nel tornare a ricordi difficili e dolorosi, nell'aprirsi allo sguardo degli altri. Hanno permesso a tutti di conoscere i valori che li guidano, le scelte che la vita a volte ha imposto, i momenti di felicità, il coraggio di cambiare e sapere quando è ora di fermarsi. Hanno mostrato la capacità di sorprendersi e riconoscere di essere stati fortunati, di saper progettare il futuro, di mostrare gratitudine verso i propri mèntori. Hanno saputo esprimere sentimenti di amicizia, d'amore per la propria famiglia, per la professione, per l'impegno civile.
Tutti i narratori danno modo di comprendere meglio cosa significhi la scrittura ogni volta che essa si prende la responsabilità di rivitalizzare chi non è con noi sia esso lontano o scomparso.  Leggendo le pagine che raccontano le storie di tante persone possiamo davvero tentare di comprendere meglio il luogo in cui viviamo e forse vedere o intravedere quanto ci accomuna a loro e sentire di appartenere a un gruppo che ha necessità di raccontarsi. Leggendo le storie di tante persone, forse, sarà più semplice ritrovare il filo perduto della seta come simbolo della nostra memoria. Infine il filo della nostra identità.


giovedì 29 marzo 2018

Pasqua 2018





Ad ognuno, e  a tutti,    giunga l'augurio più sincero di 




BUONA        PASQUA  







mercoledì 28 marzo 2018

“LA TRIBÙ DE’ FALÀSCH” Loretta Buda


“LA TRIBÙ DE’ FALÀSCH”





A certi fatti siamo gli ultimi testimoni . Il nostro tempo
si sta esaurendo e il dovere che abbiamo è quello di raccontare .[1]
Svetlana Alexsievic








Il libro, “La tribù de’ falàsch “è frutto di un’operazione significativa e apprezzabile di Andrea Pari; l’autore, raccontando la storia dei primi abitanti della foce del Rubicone ridisegna uno scenario antico, arcaico, come lo definisce, con più accuratezza, Clery Celeste nella postfazione. L’autore, ha intervistato gli ultimi anziani appartenenti alle famiglie che hanno costituito la prima comunità di Gatteo a Mare.
“E’ falàsch [2]“, la legna di fiume trascinata a riva dalla burrasca, è diventata il filo conduttore della narrazione ed ha contribuito a completare il titolo dell’opera.
 “Per mangiare si andava a raccogliere le poverazze.
 D’inverno aspettavamo la fiumana in spiaggia
per andare a prendere la legna. La chiamavano è falàsch.” .
Quello di Pari è un racconto corale che riesce attribuire significati universali all’esperienza umana ; con la restituzione delle testimonianze, ridisegna un “paesaggio della memoria” e salvaguarda l’identità del sistema associativo simpaticamente definito tribù. un La vitalità del gruppo, che si era insediato in quel lembo di terra denominato le “Due Bocche”, viene consolidata dalla la necessità di sopravvivere ai disagi che la povertà e la guerra imponevano e dalla  volontà di progredire verso un futuro di rinascita; una ripresa che fa esclamare a Berto ad Nùfar :
-Dopo è stata una favola.
Una favola che colloca il suo “e vissero felici e contenti” a Gatteo Mare, oggi riconosciuta come: deliziosa località turistica.
 “Il mare non l'avevo mai visto.
Ci andavo con mio babbo a lavare
le vacche per la festa di San Lorenzo.
A Sant'Angelo avevamo solo i maceri.
Quello era il nostro mare.
La ricerca di Pari valorizza il patrimonio immateriale di un luogo che in un “altro ieri”, non troppo lontano, era sguarnito e disabitato. “Al mare non c’era niente” ricorda la Norma ad Plaza e “il comune regalava il terreno, i miei hanno costruito la casa dietro le dune, ribadisce la Marì ad Marnain.
Grazie all’incontro con  gli anziani è stata esplorata una territorialità della memoria che ha evidenziato il legame  tra gli eventi storici vissuti in quel  particolare luogo geografico. I ricordi che i testimoni hanno narrato  e che Andrea Pari ha trascritto, in piena sintonia stilistica e tematica, hanno delineato una “biografia di comunità” che  si connota come  un dono trasmesso  ai giovani  da parte degli anziani che, a loro volta,  diventano  un prezioso anello di continuità intergenerazionale.
La storia bella da raccontare è prima della guerra,
 quando la strada era ancora asfaltata con i gusci
delle vongole. C’erano solo i Piat, i Marnàin,
 i Plaza, i Lòzzal , i Nùfar e l’Albergo Rubicone.  
Il mio consiglio di lettura   si rivolge, non solo ai gatteesi stanziali, ma  a tutti coloro che amano riscoprire la bellezza di un’Italia che fu minore solo nel pensiero di alcuni, infatti l’Italia , come scrive  Franco Arminio,  è bella  perché  ha tante  storie e tante geografie [4].

Loretta Buda 

Andrea Pari,  La tribù de’ falàsch, 2017



[1] “ Gli ultimi testimoni” di Svetlana Alexsievic

[2] Falasco
[3]
[4] La Lettura / Corriere della sera :domenica 25 Marzo

martedì 6 marzo 2018

GLI IRRIDUCIBILI DELLA SCRITTURA




...Ecco la mia vita come nei fumetti 
Molto colorita piena di difetti 
Ecco le mie mani pronte sempre a dare 
Che hanno dato tanto senza mai rubare 
Ecco la mia casa piena di ricordi ...
[L. Beretta]


 Ha avuto inizio ieri pomeriggio il laboratorio di scrittura autobiografica organizzato in collaborazione con La Rete Magica di forlì e condotto da Ermes Fuzzi e Astrid Valeck.
Gli "irriducibili" sono quegli autobiografi che, da anni, partecipano ai nostri laboratori di scrittura autobiografica e che quest'anno si dedicheranno alla scrittura della propria storia di vita.
Il laboratorio si intitola "Questa è la mia vita" e prende le mosse dall'omonimo titolo della bellissima canzone scritta da Luciano Beretta e cantata da Domenico Modugno.

Gli autobiografi, la presidente dell'associazione La Rete Magica onlus, Eugenia Danti, e Astrid. Ma Ermes dov'è??? Beh...qualcuno che scattava la foto, ci voleva! 


giovedì 1 marzo 2018

Incontro pubblico di restituzione laboratorio "RACCONTARSI"

LUNEDì 19 FEBBRAIO 2018
restituzione pubblica del laboratorio di scrittura autobiografica "RACCONTARSI" giunto ormai al suo 3^ anno.
Ecco un piccolo collage di foto della serata.


Chi non è potuto essere presente può ritirare la propria antologia presso la sede de La Rete Magica di Forlì. E' anche disponibile il filmato preparato per l'occasione.