Visualizzazione post con etichetta parlofatteamano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta parlofatteamano. Mostra tutti i post

venerdì 22 settembre 2017

26 SETTEMBRE 2017 - Eccoci di nuovo!!!

Siamo pronti per la terza presentazione de "La mia Casa è un racconto", il volume con i materiali del laboratorio realizzato lo scorso anno con i richiedenti asilo della Società per l'Affitto di Forlì, alcuni cittadini italiani, e la nostra consulenza autobiografica.
Questa volta siamo a Meldola, presso la sala punto informazione turistica (Sala Hesperia), in Via Roma 3. Con noi ci sarà Cristina Bacchi, la nostra Assessora alla Cultura.
Saranno gli stessi richiedenti asilo, insieme ad alcuni cittadini forlivesi, che si racconteranno attraverso alcuni temi: il nome, il cibo, l'educazione, il gioco....



Quindi vi aspettiamo:


giovedì 2 giugno 2016

IN PUNTA DI PENNA...la parola agli scrittori

Ancora qualche scritto portato all'incontro con Duccio Demetrio lo scorso 28 Aprile.





Volti in parte noti

Un percorso che ci accomuna
Sto bene
Questo piccolo spazio
Nutre.
Lieve fruscio
di pagine narranti,
finalmente il silenzio
in contrapposizione
al caos di un nulla
di immagini, palestre, rumori
vacui.
Grovigli di storie
Intrecciate e sciolte.
La concentrazione è un onda
Che si irradia e
Culla.
La fatica si dirada
Sì, ci stiamo provando
A diventar farfalle.

Laura S.


martedì 24 maggio 2016

Ancora ...e... sempre.........in PUNTA DI PENNA

Per abitudine, o forse per necessità, stralcio dai quotidiani gli articoli che mi interessano, li ripongo “da qualche parte” rinviando la lettura a tempi tranquilli. Ora, in un momento, nel quale la quiete è assicurata da una vaga e giustificata sonnolenza serale rileggo l’articolo: OGGI HO FATTO SCENA MUTA pubblicato dal supplemento del Corriere della Sera[1] nel quale l’autore descrive, con precisione ed eleganza stilistica, la giornata di uno di noi, di uno dei tanti (tanti e/o tante) che esce di casa al mattino per rientravi a sera con la sensazione “di non aver ancora iniziato la giornata e accorgersi di non essere, nell’andirivieni diurno, apparso agli occhi di nessuno.
Prelevo i soldi alla cassa automatica. È un bancomat di nuova generazione, loquace, mi esorta a eseguire le operazioni con voce stentorea: digitare il codice, estrarre la tessera. La volta scorsa mi ha fatto gli auguri di compleanno. Per fortuna non c'era nessuno in coda. Ore 9.10, non sarà l'ultima macchina parlante della giornata. Potrei entrare in agenzia per comunicare la variazione di indirizzo e altre piccole questioni, sembra esserci poca gente, l'impiegato allo sportello è anche un tipo simpatico, ma sistemerò tutto dal computer appena torno a casa. Perché perdere tempo in chiacchiere inutili? Salgo di nuovo in macchina e mi fermo alla stazione di servizio. Scelgo la corsia self-service. Quando tocca a me, esco nella bolgia, una mezza dozzina di benzinai che si urlano battute, informazioni, ordini da una parte all'altra delle pompe, in un viavai di auto che scalano posizioni e clienti che si dirigono a pagare all'interno. Faccio rifornimento indisturbato come un fantasma. Dentro, la cassiera sta parlando al telefono, non ho bisogno di dire niente, metto trenta euro sul banco e lei fa lo scontrino continuando a discutere, di cani mi sembra, forse con un dog-sitter, chissà(....)L’autore, Mauro Covacich, continua presentando le innumerevoli situazioni agite dal protagonista in un’apparente condivisione e giunge alla riflessione che “ e negli ultimi anni abbiamo assistito a un ritorno trionfante della scrittura a dispetto dell'oralità, è anche perché parlare, nel senso di rivolgersi la parola, non è più necessario. 
Era necessario quando eravamo vincolati alla presenza e ne rispondevamo con la nostra faccia, col nostro corpo. Ora che la presenza è solo apparente, o meglio vicaria, posso scambiarmi messaggi con più persone e condurre più vite nello stesso tempo, sempre in attesa del momento apicale della giornata (o della settimana), quando cioè finalmente vivrò in carne ed ossa nel luogo e nell'attimo in cui respiro.” Questa riflessione permette un ritorno di pensiero che mi riconduce a Meldola, dove il 28 aprile,in un clima di ben-essere e di piacere condiviso abbiamo parlato di memoria e di scrittura autobiografica con il professor Duccio Demetrio. La lettura dell’articolo rafforza la mia convinzione di quanto, oggi più che mai,  sia necessaria e salvifica la scrittura autobiografica, definita da Demetrio:”Patrimonio dell’Umanità ”. La scrittura, infatti permette di ricollocarci in noi stessi, di incontrare il mondo ed imparare ad abitarlo con modalità rispettose delle nostre e altrui esperienze. Lo spazio intimo che la scrittura crea ci consente riconquistare i nostri diritti sul tempo, di distenderci in esso e trovarvi dimora; come recita la poesia di Astrid, aiuta a ritrovare il bandolo della matassa della propria vita nei momenti in cui si sente il bisogno di rivederla  criticamente, ma con benevolenza .
Ho un gomitolo tra le 
mani
di un filo che riluce
e cambia colore
specchiandosi
nei ricordi.

Tramo e dipano 
la mia storia
avvolgo
e allento questo filo
con la pazienza
di chi ricomincia
ogni giorno
da capo[2]

Ricominciare ogni giorno da capo procedere parola dopo parola sul filo del pensiero, avanzare passo dopo passo, partendo da materiale, spesso informe e aggrovigliato, animati dalla volontà di fare, disfare e creare. Quindi, tornando ad  Astrid, si dipana, si tesse fino a comporre, come accade nei laboratori di SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA, una tessitura narrativa condivisa. L’autobiografia ,ordinando i ricordi, svela il luogo in cui annida la sacralità della “nostra vita” che ci vuole: singolari, unici e irripetibili. Superando la nota amara con la quale Covacich conclude l’articolo[3] io credo che, grazie a quanto si sta realizzando a Meldola, i testimoni e i partecipanti ai laboratori apprezzeranno la possibilità di stare in colloquio con loro stessi e in dialogo con gli “altri”, felici di sapere che ci sarà sempre traccia di ognuno nelle esistenze che hanno attraversato narrando e scrivendo. Felice di aver lasciato una, seppur lieve e inconsistente traccia, concludo questa riflessione con una citazione di Goliarda Sapienza: “ricordare è tutto: l’etica fondamentale della vita” [4]   
Loretta Buda





[1]”LA LETTURA” 24 Aprile 2016 N^ 230
[2] INCONTRO di Astrid Valeck
[3] [3]:” Non ci sarà mai traccia di me nelle esistenze che ho attraversato, ma quando supero i senza casa del mio quartiere, mi sento chiamare: «Amicoo!»
[4] Goliarda Sapienza, Il vizio di parlare a mee stessa, Einaudi

domenica 27 luglio 2014

PRESENTAZIONE LIBRO


Se non siete ancora in vacanza o siete appena tornati o vi trovate nelle vicinanze di Meldola, vi aspettiamo Martedì 5 agosto 2014 alle ore 21.00 c/o l'Arena Hesperia (via Roma 3 - Meldola) per la presentazione della 3^parte del libro


"DA E VERSO MELDOLA. Memorie di vita e di migrazione al femminile"

questa volta le protagoniste saranno: Valentina Stagnani, Eva Marie Søndenaa Bazzocchi, Elsa Calboli 
con le voci recitanti di Martina Manetti e Maris Senzani Pezzi.