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venerdì 22 settembre 2017

26 SETTEMBRE 2017 - Eccoci di nuovo!!!

Siamo pronti per la terza presentazione de "La mia Casa è un racconto", il volume con i materiali del laboratorio realizzato lo scorso anno con i richiedenti asilo della Società per l'Affitto di Forlì, alcuni cittadini italiani, e la nostra consulenza autobiografica.
Questa volta siamo a Meldola, presso la sala punto informazione turistica (Sala Hesperia), in Via Roma 3. Con noi ci sarà Cristina Bacchi, la nostra Assessora alla Cultura.
Saranno gli stessi richiedenti asilo, insieme ad alcuni cittadini forlivesi, che si racconteranno attraverso alcuni temi: il nome, il cibo, l'educazione, il gioco....



Quindi vi aspettiamo:


giovedì 20 luglio 2017

ANTEPRIMA presentazione

Per tutti gli amanti delle storie di vita
è fresco di stampa il volume "LA MIA CASA è UN RACCONTO" sarà presentato in anteprima c/o la parrocchia di San Martino a Forlì
SABATO 22 LUGLIO 2017
ORE 20.30


L'esperienza non è semplicemente quello che viviamo, ma anche il processo che nella
memoria connette i nostri vissuti e li dota di senso. Ha qualcosa di un perdersi e di un
ritrovarsi. L'esperienza compresa assomiglia a un tornare presso di sé e questa comprensione si giova della facoltà di narrare. Per chi è costretto a spostamenti, a nomadismi, scelti o imposti dalle necessità, la narrativa è una dimora appropriata e, spesso, l'unica ad essere concessa. In ogni caso aiuta a non perdersi e mantenere salde le proprie radici orientando verso un futuro possibile.
Le parole terra madre, terra patria, paese natale sono cariche di significati. Sono territori, ma anche reti di relazioni e luoghi dell'anima. Apparentemente sembrano appartenere ad un tempo perduto, al nostro essere nati in un tempo e in un luogo determinati e di abitare originariamente un certo linguaggio. Di questa origini si può avere nostalgia, ma per sviluppare la nostra esistenza siamo costretti a non coincidervi più. Quella nostalgia è il nido di tradizioni e valori per noi sacri, fortemente correlati al concetto di identità. Eppure questo rappresenta un universale umano che può scalfire le barriere tra i migranti di diverse origini, attraverso la comune esperienza dell'alterità.

Il progetto è nato su iniziativa della Società per l'affitto di Forlì in collaborazione con l'A.P.S.parolefatteamano. Hanno condotto le attività Ermes Fuzzi e Astrid Valeck.
Il laboratorio di narrazione autobiografica ha coinvolto le voci narranti tra i richiedenti asilo sul territorio e tra coloro che durante la vita hanno esperito la materia del viaggio/migrazione, portando con sé il bagaglio del proprio racconto e la generosità nel condividerlo.

mercoledì 16 novembre 2016

LA NARRATIVA COME DIMORA - terminata la prima fase del laboratorio di narrazione autobiografica

Mille passi cominciano sempre da uno
[proverbio africano]



L'esperienza non è semplicemente quello che viviamo, ma anche il processo che nella
memoria connette i nostri vissuti e li dota di senso. Ha qualcosa di un perdersi e di un
ritrovarsi. L'esperienza compresa assomiglia a un tornare presso di sé e questa comprensione si giova della facoltà di narrare. Per chi è costretto a spostamenti, a nomadismi, scelti o imposti dalle necessità, la narrativa è una dimora appropriata e, spesso, l'unica ad essere concessa. In ogni caso aiuta a non perdersi e mantenere salde le proprie radici orientando verso un futuro possibile.
Le parole terra madre, terra patria, paese natale sono cariche di significati. Sono territori, ma anche reti di relazioni e luoghi dell'anima. Apparentemente sembrano appartenere ad un tempo perduto, al nostro essere nati in un tempo e in un luogo determinati e di abitare originariamente un certo linguaggio. Di questa origini si può avere nostalgia, ma per sviluppare la nostra esistenza siamo costretti a non coincidervi più. Quella nostalgia è il nido di tradizioni e valori per noi sacri, fortemente correlati al concetto di identità. Eppure questo rappresenta un universale umano che può scalfire le barriere tra i migranti di diverse origini, attraverso la comune esperienza dell'alterità.

Il progetto è nato su iniziativa della Società per l'affitto di Forlì in collaborazione con l'A.P.S.parolefatteamano. Hanno condotto le attività Ermes Fuzzi e Astrid Valeck.
Il laboratorio di narrazione autobiografica ha coinvolto le voci narranti tra i richiedenti asilo sul territorio e tra coloro che durante la vita hanno esperito la materia del viaggio/migrazione, portando con sé il bagaglio del proprio racconto e la generosità nel condividerlo.

venerdì 14 ottobre 2016

IL RACCONTO COME DIMORA - laboratorio di narrazione autobiografica


La narrativa ha qualcosa di una dimora.
Le parole terra madre, terra patria, paese natale sono territori, ma anche reti di relazioni e luoghi dell'anima. Essere costretti a non coincidervi rappresenta un universale umano, che può scalfire le barriere tra i migranti di diverse origini, attraverso la comune esperienza dell'alterità.

Questo laboratorio, condotto da Ermes Fuzzi e Astrid Valeck - A.P.S. parolefatteamano -  è gratuito e offre la possibilità di raccontarsi attraverso una co-costruzione autobiografica, insieme ad un gruppo di migranti che vivono nel territorio.

Il calendario degli incontri è diviso a seconda della lingua veicolare: 

FRANCESE / ITALIANO
12, 19, 26, 31 ottobre e 9 novembre 2016

INGLESE / ITALIANO
10, 17, 24, 31 ottobre e 7 novembre 2016

Dove? In Via Hercolani n°5 , a Forlì. 
Per informazioni: 
Alessandro Fabbri - 3385627045 - 
email: rifugiati@societaperlaffitto.it

Se avete delle riserve pensate che:
"Tutti nella vita siamo stati "migranti", anche se immobili..."
Vi aspettiamo!