Chiediamo, alle persone interessate, di tenere conto della variazione della data indicata nella locandina.
domenica 13 ottobre 2019
martedì 8 ottobre 2019
IN PUNTA DI PENNA con Clara Piacentini
UNA FARFALLA CON LE STAMPELLE.
CORRERE NEL SILENZIO
di Clara Piacentini
(Marc Augé, Narrazione, viaggio, alterità)
rità ).
giovedì 12 settembre 2019
IN PUNTA DI PENNA per NELLO FORLIVESI
...GRAZIE ....
Grande partecipazione alla presentazione del libro "Diario di
guerra del fante Nello Forlivesi" nella nuova biblioteca Francesco
Torricelli di Meldola martedì 10 settembre. Tante emozioni hanno coinvolto il
pubblico durante la lettura di alcuni stralci del diario.
Un grazie a Carmen stimatissima bibliotecaria, all'Amministrazione Comunale di Meldola rappresentata dall'Ass. alla Cultura Michele Drudi e dal Sindaco Roberto Cavallucci.
Grazie a Mario Proli che ha saputo introdurre con passione e conoscenza i tragici fatti di Cefalonia a cui scampò il Forlivesi.
Grazie ad Alessandro Cogoli che ha curato l'edizione per Diogene Book.
Grazie a Forlivesi Viviana e a Giuseppe Fabbri per aver reso possibile la realizzazione di questo testo che valorizza con amore e fedeltà le parole del diario.
Grazie a Zoli Anna classe '29 e moglie di Nello Forlivesi in prima fila attenta e partecipe.
Grazie al foltissimo pubblico intervenuto. Peccato per qualcuno che è dovuto rimanere in piedi.
Era la prima volta che si presentava un libro nella nuova sede della biblioteca e l'APS PAROLEFATTEAMANO ne è stata la promotrice. Prossimo appuntamento venerdì 18 ottobre ore 16,30 con Clara Piacentini che presenta il suo libro "Una farfalla con le stampelle" edizioni Mimesis.
Vi aspettiamo numerosi.
martedì 27 agosto 2019
IN PUNTA DI PENNA: DIARIO DI PRIGIONIA
“DIARIO DI PRIGIONIA DEL FANTE NELLO FORLIVESI ”
Presentazione del volume : martedì ' 10 Settembre ore 20.45
presso la biblioteca comunale " F. Torricelli" di Meldola.
sabato 17 agosto 2019
Casteldelci, l'invito alla visita prosegue
A volte si arriva negli stessi luoghi, nello stesso momento, per vie differenti. Senza essersi dati appuntamento si è accolti dalle medesime atmosfere.
Le colline del forlivese che da Santa Sofia portano a Bagno di Romagna, le Balze e infine Casteldelci. Meta cercata e voluta sebbene, per alcuni di noi, totalmente nuova.
I residenti ci avvisano che possiamo raggiungere la casa-museo con un breve tratto a piedi di circa un chilometro. Si dimenticano di dirci che è completamente in salita, che il "chilometro" si allunga come un elastico e che sotto il sole cocente del primo pomeriggio la cima ...pare un miraggio. Sicuramente il pranzo è metabolizzato velocemente e quanto ci attende vale il percorso intrapreso.
Aggiungiamo al suggestivo invito di Loretta un breve filmato per stuzzicare ulteriormente a raggiungere questo piccolo borgo capace di dare vita a una casa-museo che è una mnemoteca ricca di memoria, di voci, di fonti...
mercoledì 14 agosto 2019
AGOSTO..." non di solo mare....." Loretta Buda
AGOSTO: “non di solo mare....”
Loretta Buda
"C'è un silenzio che dura
sulle piante e sui colli.
Ci sono acque e campagne...
E' una terra che attende
e non dice parola.".......Cesare Pavese
sulle piante e sui colli.
Ci sono acque e campagne...
E' una terra che attende
e non dice parola.".......Cesare Pavese
E’domenica mattina. Io e mio marito, volgendo le spalle al litorale, che immaginiamo brulicante di turisti, ci dirigiamo verso il Montefeltro persuasi che ci offrirà uno scenario suggestivo e ricco di opportunità culturali. Attraversiamo il “mondo” di Tonino Guerra in un susseguirsi di campi coltivati, boschi,pascoli, pievi e palazzi; suggestioni che scorrono lungo quel fiume[1] che guidò Rico e Zaira verso il mare [2] .
Come meta, optiamo per Casteldelci. Una scelta casuale che ci regala un itinerario che si snoda in un incantevole paesaggio collinare/montuoso costellato da rocche e borghi che ispirarono , sempre a Tonino Guerra, il libro delle chiese abbandonate[3].
Affiancati da un Marecchia sassoso e assetato arriviamo nella valle del Senatello dove , alzando lo sguardo verso un cielo dall'azzurro sfrontato, vediamo, abbarbicato su uno sperone roccioso, Casteldelci.
Scopriamo che è un comune con quattrocento abitanti che vanta un minuscolo centro storico, due vie , una chiesa e un Ufficio Turistico.
All'Ufficio Turistico ci informano che un’antica abitazione , posta al centro del paese, ospita la Casa – Museo dove, alla sezione archeologica, sono state affiancate nuove sezioni dedicate alla storia recente di quel territorio posto a confine con tre regioni (Marche , Toscana e Romagna). Nelle stanze della casa viene custodita e rappresentata la memoria della vita nella vallata prima e durante la II guerra con particolare attenzione agli eccidi che l’ hanno insanguinata nella Primavera/Estate del 1944.
Le voci si fanno più chiare , ma la stanza è vuota; nonostante mi renda conto che il vocio che si diffonde nell'ambiente non appartiene a persone fisicamente presenti , mi affaccio alla finestra per un’ulteriore verifica, ma la strada è deserta e l’acciottolato rimanda un calore implacabile. Mi lascio trasportare dalle voci e dai suoni che si aggiungono al conversare femminile. Sono rumori domestici : l’acciottolio di piatti che vengono lavati , lo scroscio dell’acqua versata dal secchio, il martellare ritmato del mattarello sul tagliere. Mi avvicino agli armadi aperti e accanto a foto e oggetti leggo la storia delle cose esposte e delle persone raffigurate. Sono sorpresa ed emozionata e per comprendere la magia che sprigiona quel luogo devo risalire in cima alle scale e "rileggere" tutto da capo
v "Nella primavera del 1944 il piccolo paese di Fragheto, sull’Appennino Tosco-Romagnolo, fu travolto da un’ondata di terrore. Durante la strage nazi-fascista del 7 aprile furono trucidati quasi tutti i civili della borgata e il fuoco bruciò le case, mandando in fiamme coperte, mobili, ricordi.
v Si è voluto creare uno spazio concepito in maniera innovativa, capace di documentare e allo stesso tempo di trasmettere emozioni non passeggere, un percorso nella vita e nella memoria della vallata, prima e dopo il secondo conflitto mondiale.
v Il Museo è molto poco tecnologico: si basa su suggestioni semplici basate sul contrasto luce/ombra, silenzio/voci, pieni/vuoti, pochi oggetti evocativi. Al contrario di ciò che viene richiesto in molti musei, l’invito rivolto al visitatore è quello di toccare, aprire i cassetti, scoprire le fonti del suono, leggere i documenti, con l’unica regola di trattare con rispetto i materiali e riporre tutto con cura. I curatori hanno cercato di utilizzare i documenti, le fotografie, i suoni, le voci, dando una “forma” ispirata allo “stile” poetico ed artistico della compagnia teatrale ALCANTARA, che da sempre parla ad un pubblico traversale, senza distinzioni di età."
http://www.lavalmarecchia.it/visita/casteldelci/casa-museo.html
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Un invito a scoprire le storie di vita racchiuse nei cassetti . |
mercoledì 19 giugno 2019
SCRIVERE FA BENE ALLA VITA...ma bisogna pur mangiare 2019
13 giugno 2019
«Non ci invitiamo l’un
l’altro per mangiare e bere semplicemente, ma per
mangiare e bere insieme» Plutarco
Il cibo come piacere condiviso,
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