Vado a memoria
(...)Vorrei essere ragazza
con fiori e tanti domani
da regalare a piene mani
ma per ora basta oggi
e adesso
e noi
e niente di più
che un primo maggio in TV
con fiori e tanti domani
da regalare a piene mani
ma per ora basta oggi
e adesso
e noi
e niente di più
che un primo maggio in TV
Janna Carioli
Loretta Buda
Vado a memoria e ripenso ai
tanti mesi di Maggio della mia
giovinezza, a quando la terra si dava senza
ritegno: espandeva chiome, esplodeva colori, diffondeva profumi.
Ricordo il Maggio devoto nella preghiera serale delle cellette, rammento le poesie
proposte dalla maestra : liriche
devozionali o poesie in rima baciata fino ad arrivare, in quarta
classe, alla monumentale poesia: il “5 MAGGIO” di Alessandro Manzoni.
Dal 5 Maggio faccio idealmente scorrere a ritroso
il dito sul calendario e mi fermo al 1^
Maggio e alla sua festa.
Ricordo lo sventolio di bandiere rosse che nelle
strade di periferia incendiava l’aria e
mortificava i colori dei fiori sbocciati nei giardini.
Lungo la Via Cesenatico che, partendo da Gatteo,
attraversava Sant'Angelo le bandiere venivano fissate ad ogni albero che
fiancheggiava la strada; gli automobilisti che percorrevano i pochi chilometri
che distanziavano Sant’Angelo da Sala di Cesenatico venivano distratti da una
rossa esultanza che per alcuni era motivo di orgoglio, per altri, invece causa
di forte disagio.
Però la
consuetudine veniva accettata e
riconosciuta nel suo significato più alto: il lavoro era necessario e sacro ed
era giusto solennizzarlo. Ricordo anche che, dagli anni 80 fino al 90, gli
iscritti al PCI passavano di casa in casa offrendo, a fronte di una piccola
donazione, un garofano rosso e una copia dell’Unità; il 1^ Maggio , che affondava le sue radici nei riti propiziatori pagani, negli anni aveva assunto una forte valenza politica.
Infatti, era anche il giorno dei raduni. In piazza
c’era sempre un comizio; la voce dell’oratore mi giungeva dalla piazzetta
attraverso il cortile della Giovanna del forno insieme alle note di “Bandiera
Rossa” intonata alla fine del comizio.
a anni però
il 1^ Maggio ha smesso gli abiti della festa; non si tengono più comizi,( almeno qui in
paese) le bandiere rosse non vengono più
esposte, nessuno intreccia rami di pioppo alle finestre per impedire l’ingresso delle formiche in
casa : in paese è tornato a regnare il
silenzio dei giorni ordinari.
A prescindere da fede religiosa o politica eravamo abituati a festeggiare il 1^ Maggio, “con gli altri”: parenti colleghi , amici e conoscenti. Ancora una volta l’emergenza coronavirus offusca il senso di questa festa e ci nega il piacere di festeggiare e ricordare , tutti insieme, che la nostra Repubblica si fonda sul lavoro.
A prescindere da fede religiosa o politica eravamo abituati a festeggiare il 1^ Maggio, “con gli altri”: parenti colleghi , amici e conoscenti. Ancora una volta l’emergenza coronavirus offusca il senso di questa festa e ci nega il piacere di festeggiare e ricordare , tutti insieme, che la nostra Repubblica si fonda sul lavoro.


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