venerdì 1 maggio 2020

VADO A MEMORIA






Vado a memoria 


(...)Vorrei essere ragazza
con fiori e tanti domani
da regalare a piene mani
ma per ora basta oggi
e adesso
e noi
e niente di più
che un primo maggio in TV
Janna Carioli



Loretta Buda

Vado a memoria e ripenso ai tanti   mesi di Maggio della mia giovinezza, a quando la terra si dava senza ritegno: espandeva chiome, esplodeva colori, diffondeva profumi.
Ricordo il Maggio devoto nella preghiera serale delle cellette, rammento le poesie proposte dalla maestra :   liriche devozionali  o poesie    in rima baciata fino ad arrivare, in quarta classe,  alla monumentale poesia: il  “5 MAGGIO” di Alessandro Manzoni.
Dal 5 Maggio faccio idealmente scorrere a ritroso il dito sul calendario e mi fermo  al 1^ Maggio e  alla sua festa. 
Ricordo lo sventolio di bandiere rosse che nelle strade di periferia   incendiava l’aria e mortificava i colori dei fiori sbocciati nei giardini.
Lungo la Via Cesenatico che, partendo da Gatteo, attraversava Sant'Angelo le bandiere venivano fissate ad ogni albero che fiancheggiava la strada; gli automobilisti che percorrevano i pochi chilometri che distanziavano Sant’Angelo da Sala di Cesenatico venivano distratti da una rossa esultanza che per alcuni era motivo di orgoglio, per altri, invece causa di forte  disagio.
Però   la consuetudine veniva   accettata e riconosciuta nel suo significato più alto: il lavoro era necessario e sacro ed era giusto solennizzarlo. Ricordo anche che, dagli anni 80 fino al 90, gli iscritti al PCI passavano di casa in casa offrendo, a fronte di una piccola donazione, un garofano rosso e una copia dell’Unità; il 1^ Maggio , che affondava le sue radici nei riti propiziatori pagani, negli anni aveva assunto una forte valenza politica.   
Infatti, era anche il giorno dei raduni. In piazza c’era sempre un comizio; la voce dell’oratore mi giungeva dalla piazzetta attraverso il cortile della Giovanna del forno insieme alle note di “Bandiera Rossa” intonata   alla fine del comizio.
a anni però  il 1^ Maggio ha smesso gli abiti della festa;    non si tengono più comizi,( almeno qui in paese)  le bandiere rosse non vengono più esposte, nessuno   intreccia   rami di pioppo   alle finestre  per impedire l’ingresso delle formiche in casa : in paese è tornato a regnare    il silenzio  dei giorni ordinari. 
A prescindere da fede religiosa o politica eravamo abituati a festeggiare il 1^ Maggio, “con gli altri”:  parenti colleghi , amici e conoscenti. Ancora una volta l’emergenza coronavirus offusca il senso di questa festa e  ci  nega il piacere di festeggiare e ricordare , tutti insieme,     che la nostra Repubblica si fonda sul lavoro.  
Ancora una volta si profila l’allestimento di piazze virtuali senza i tradizionali e colorati bagni di folla . Per non pensare al silenzio   pesante e   destabilizzante che grava sulla quotidianità COVID “vado ancora a memoria” e recupero il ricordo di quando nel 2016[1] Astrid ed Ermes, ospiti della biblioteca Ceccarelli di Gatteo, presentando l’associazione PAROLEFATTEAMANO,   ” introdussero anche il percorso di raccolta di storie , che io  e Natalia Fagioli avevamo intrapreso presso la casa di riposo Arturo Fracassi di Sant'Angelo.
 Quelle storie che avevano come argomento il lavoro, da anni celate in un  cassetto, oggi ritrovano la ribalta nello spazio virtuale che la biblioteca Ceccarelli ha riservato loro.  I  nonni e le nonne di Casa Fracassi con i loro racconti ci hanno offerto la possibilità di riflettere sull’importanza di questa giornata. L’interesse della ricerca era focalizzato sulle esperienze lavorative, ma nel raccontarsi la  vita dei testimoni  è entrata prepotentemente nelle narrazioni confermando che “ogni vita merita un romanzo”.  A conclusione auspico che le storie raccontate creino risonanze   e riflessioni collettive e rivolgo un pensiero augurale    ai nonni, alle nonne e ai tanti lavoratori e alle tante lavoratrici      perché riescano  a superare  le difficoltà sanitarie ed economiche  che affliggono questo di questo pesante momento storico e  possano presto  affermare  con le parole di E.B. “ me la sono sgavagnata”.








[1] 21 aprile 2016 








[1] 21 aprile 2016 

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